Nascita del Tavolo Interreligioso di Campobasso

Viviamo nuovamente mesi molto difficili ed è proprio in questo periodo che alcune confessioni di fede presenti in Campobasso hanno deciso di riunirsi in un Tavolo permanente di confronto e sostegno per testimoniare pubblicamente che è possibile e necessaria una nuova forma di comunità. 

Questa è l’epoca del necessario mascheramento dei volti e del distanziamento di sicurezza reciproco, è il tempo della paura dello stare troppo vicini, è il tempo delle esclusioni sociali, è il tempo delle chiusure e della comunicazione senza il corpo, della comunicazione quasi esclusivamente telematica. In questo tempo vogliamo affermare insieme, nelle nostre reciproche specificità, che questo è anche il tempo per preparare il futuro.È possibile lavorare in questo tempo così buio per costruire un futuro di rinnovamento. Cosa sarà il futuro? Come sarà possibile recuperare il distanziamento? C’è molto in quel metro e mezzo (almeno) di sicurezza, c’è il sollievo per non stare insieme agli altri, c’è la sensazione di essere superiori, il bisogno di pensare unicamente a sé stessi, siamo singoli lontani, come fare ad essere ancora una comunità che, grazie alle differenze, potrà ancora stare insieme e collaborare per un nuovo patto di cittadinanza? Noi affermiamo che le fedi religiose che rappresentiamo a Campobasso non si sottrarranno alla responsabilità della ricostruzione sociale.Cristiani di diverse confessioni: Protestanti, Cattolici, Ortodossi; Musulmani e rappresentanti dell’Istituto buddista italiano Soka Gakkai, hanno una parola comune da dire nel tempo del virus, una parola coraggiosa, una parola che contraddice anche il buon senso, e questa parola è insieme. Il Tavolo Interreligioso di Campobasso nasce perché vuole affermare che bisogna lavorare oggi per tornare a stare insieme domani, che oggi è possibile una forma di dialogo che assicurerà domani una vera è propria vicinanza.
Riteniamo che questo sia compito delle fedi religiose, ognuna nel suo specifico Inoltre questo non è semplicemente un compito dettato da un bisogno religioso di pace e comunione, ma anche perché queste fedi affermano che il proprio compito è pubblico, rivolto a tutta la città.
Offriamo la nostra esperienza, il nostro lavoro e il nostro intervento per far conoscere le varie realtà religiose, per combattere ogni forma di razzismo e di esclusione e per lavorare affinché anche la nostra comunità cittadina possa essere un luogo di inclusione, che sappia sconfiggere ogni tipo di virus compresa l’ignoranza, la violenza, la paura delle diversità. Desideriamo lavorare con tutti coloro che nella nostra città intendono spendersi per questi obbiettivi. Data la situazione attuale, gli incontri del Tavolo avverranno esclusivamente per via telematica.