Contratti in scadenza di infermieri e OSS, Facciolla: "Oltre al danno la beffa"

Il Molise ancora una volta va in triste controtendenza. E' quanto dichiara il consigliere regionale, Vittorino Facciolla: "Per sopperire alla carenza di personale durante l’emergenza Covid quasi tutte le regioni italiane stanno assumendo personale medico e paramedico con contratti a tempo determinato e rapporto di subordinazione. In Molise no. Questo non accade. E le assunzioni tanto sbandierate da Toma e Florenzano non sono altro che contratti con Partita Iva. Cosa significa questo? Significa che gli infermieri e gli OSS assunti in Molise sono senza alcuna tutela: non maturano ferie, permessi, né hanno diritto alla tredicesima e, cosa ancora più grave, quanti di loro si sono ammalati contraendo il Covid per prestare servizio, non hanno diritto ad alcuna tutela in ambito professionale. E al danno si aggiunge la beffa perché tutti questi contratti scadranno il 31 dicembre 2020 quindi chi fino ad oggi ha prestato servizio, ci ha messo il cuore e l’anima rischiando di ammalarsi o ammalandosi pur di lavorare, tra meno di un mese potrebbe ritrovarsi senza lavoro. Il Decreto ‘Cura Italia’ nato per far fronte alla carenza di personale prevedeva la possibilità di fare contratti a tempo determinato della durata di un anno, questo avrebbe tutelato OSS e infermieri e garantito loro continuità lavorativa. Ancora una volta ci troviamo a non condividere e a dover subire le scelte incomprensibili e scellerate di chi siede ai vertici della Regione e della Asrem. Chiediamo quindi che gli OSS e gli infermieri vengano ricontrattualizzati a partire dal 1 gennaio 2021 e possibilmente con contratti a tempo determinato della durata di un anno, così come prevede il decreto 'Cura Italia'. Tutelare i lavoratori della Sanità si può. Si deve".