Acque ad uso civile, report Istat 2018: perso oltre il 40% in Molise nel 2018

Il 40% delle acque molisane vanno perse. Emerge nel rapporto presentato dall'Istat sul censimento delle acque per uso civile. I dati sono riferiti al periodo del 2018.  Dai quali è venuto fuori che  il servizio pubblico di fognatura è assente in 40 comuni, soprattutto nel Mezzogiorno.  I valori più alti si rilevano nei distretti Sardegna (51,2%) e Sicilia (50,5%), seguiti dai distretti Appennino centrale (48,4%) e Appennino meridionale (48,0%); quasi in linea con il dato nazionale il distretto Appennino settentrionale (42,1%). Nel distretto del fiume Po l’indicatore raggiunge, invece, il valore minimo, pari al 31,7% del volume immesso in rete; poco inferiore al dato nazionale anche il distretto Alpi orientali (40,3%). Una regione su due ha perdite idriche totali in distribuzione superiori al 45%. Le situazioni più critiche si concentrano soprattutto nelle regioni del Centro e del Mezzogiorno, con i valori più alti in Abruzzo (55,6%), Umbria (54,6%) e Lazio (53,1%). In Molise si supera abbondantemente il 40%. Tutte le regioni del Nord, ad eccezione del Friuli-Venezia Giulia (45,7%), hanno un livello di perdite inferiore a quello nazionale. In Valle d’Aosta si registra nel 2018 il valore minimo regionale di perdite idriche totali di rete (22,1%), seppur in aumento di circa quattro punti percentuali rispetto al 2015. In circa una regione su tre le perdite sono inferiori al 35%.