L'anno che verrà #ETuCheNePensi

di Cinzia Venditti

E’ passato un altro anno, come ogni anno. Sembra ieri che stappavamo una bottiglia a mezzanotte e ci auguravamo “buon anno nuovo” e siamo di nuovo qui, a un passo dal compiere lo stesso gesto nello stesso giorno. Questa volta è diverso, il 2020 è stato diverso. Il Covid, nel 2020, ha segnato un cambiamento così profondo in tutti noi che, a partire da ora, inizieremo a dividere i fatti in prima e dopo questa data.

E’ pur vero, però, che non c’è stato solo il virus in questi ultimi 12 mesi. Ci sono state altre cose, seppur in modo diverso da sempre, come sempre, per ognuno di noi. Chi ha trovato un lavoro, chi una casa, chi ha realizzato un sogno, chi ha conosciuto l’amore, chi ha messo su famiglia, chi ha detto "Sì, lo voglio". E poi chi ha voltato pagina, chi ha pronunciato un addio, un bel "No", o ha preso un palo in fronte. C'è stato anche chi ha perso tutto, come in una partita a poker: c’è chi punta ad ogni mano e chi invece non crede più a niente, diventa indifferente. Tutti noi abbiamo vissuto, nel bene o nel male, questo 2020, così da accorgerci che non è poi tanto diverso dagli anni passati e da quello che verrà. E quindi, anche in questi sgoccioli di dicembre, si faranno i soliti bilanci e le solite liste di propositi per Gennaio, con un caro amico, ma caro davvero, in sottofondo. Ci saranno i soliti rimpianti, chissà se meglio o peggio dei rimorsi; i soliti ricordi da cancellare e quelli da mantenere; i soliti pensieri della fine, che cercano di consolarsi nei pensieri degli inizi; le solite speranze di San Silvestro, che è poi un giorno come un altro, ma tutti noi tendiamo a caricarlo di un significato in più. Soprattutto, ci saranno le lezioni, quelle che abbiamo imparato e che ci siamo sudati in questi 365 giorni appena passati. Scrivetemi ciò che volete a proposito, abbiamo 15 giorni prima dell'anno che verrà. 

Comincio io. Prima persona singolare e presuntuosa d’obbligo.

Ho imparato quando è il momento di sognare, e poi quando è quello di smettere. Ho imparato a contare fino a 10, ma a farla a 1, la cazzata. Ho imparato che il tempo è signore, restituisce tutto a tutti, ma ci mette tempo. Ho imparato che gli errori si fanno, sempre, ogni giorno, ma si pagano tutti, alcuni poco, alcuni tanto, alcuni troppo. Ho imparato che tutti sbagliano, ma alcuni un po’ di più. Ho imparato che la famiglia è il posto più bello del mondo, a volte giudica, a volte soffoca, a volte trascura, ma sempre accoglie. Ho imparato ad andare quando è il momento, a restare quando tutto sembra dirti “Vai via”, ma soprattutto ho imparato a non tornare, mai più. Ho imparato che non sono la figlia, l’amica, l’amore che volevate, ma neanche voi siete i genitori, gli amici, l’amore che io volevo. Ho imparato che non sempre nella vita si può avere ciò che si vuole. Ho imparato a perdonare, a perdonarmi. Ho imparato che se cerchi una mano la troverai sempre e solo alla fine del tuo braccio, ma se chiedi aiuto la tua forza la conosci prima. Ho imparato che non è sempre colpa delle favole, a volte è anche colpa delle canzoni. Ho imparato che la verità non ci salva, ma ci rende liberi. Ho imparato a scoprirmi forte come la verità. Ho imparato che il coraggio non è mai innato, il coraggio è una scelta, o la fai o non la fai. Ho imparato la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è facile. Ho imparato, però, anche a non dire mai Mai e a non dire mai Sempre, che quello che a te non può proprio capitare, non a te, poi ti capita. Ho imparato che la pace di quando non te ne frega più niente è impagabile. Ho imparato la leggerezza. Ho imparato ad arrendermi, quando proprio non puoi farci nulla. Ho imparato che niente è impossibile, ma qualcosa lo sarà sempre. Ho imparato a lasciarla andare, esattamente così come deve andare. Ho imparato che più ti accanisci per evitare un qualcosa, più questo qualcosa puntualmente accade. Ho imparato che le cose vanno sempre e solo come devono andare. Ho imparato che, a volte, piuttosto che esser normali bisogna scegliere di essere felici. Ho imparato che la felicità esiste, ma dura poco. Ho imparato a vivere il momento, che ne vale la pena, quasi sempre. Ho imparato che certe persone bisognerebbe incontrarle prima di commettere il grave errore di credere che l’amore vero non esista. Ho imparato che l’amore esiste, ma non è alla portata di tutti. Ho imparato che non bisogna mai mostrare le ferite, il sangue attira un be po’ di squali. Ho imparato che il dolore non se ne va, ma si attenua. Ho imparato che non bisogna aspettarsi mai nulla, che non bisogna aspettare mai nessuno. Sempre ad aspettare, che stronzata.

Ho imparato, ho imparato, ho imparato e non ho imparato un bel niente, come tutti voi che state leggendo. Ho imparato che non tutto si può imparare, perché non tutto si può spiegare. Ho imparato che tutto ciò che ho imparato non serve a nulla, perché le cose cambiano, perché noi cambiamo, perché la vita cambia e allora tocca ricominciare a imparare daccapo.

Ho imparato che nella vita non si finisce mai di imparare.

Ah, e poi ho imparato a scrivere, ma non quest’anno, da piccola penso di aver imparato prima a scrivere e poi a parlare, penso di esserci nata con una penna in mano, perché ogni volta che scrivo mi sembra di volare.

E tu? Che ne pensi?

#lannocheverrà