Termoli Bene Comune: "Autonomia differenziata rischio disuguglianze tra Nord e Sud"

«Il nuovo DDL Boccia e l’autonomia differenziata rischiano di mettere in ginocchio le regioni più deboli economicamente del Sud.» - è quanto affermato da Termoli Bene Comune – Rete della Sinistra che è scesa in piazza per ribadire la necessità di evitare un provvedimento che rischia di mettere in campo delle disuguglianze tra Nord e Sud.

«In questi anni – ha affermato Marcella Stumpo – abbiamo visto come la regionalizzazione del Servizio Sanitario Nazionale e le relative privatizzazioni abbiano causato disastri, negato diritti a milioni di cittadine e cittadini italiani e amplificato l’impatto della pandemia da Covid 19, che ci ha definitivamente aperto gli occhi sull’assoluta necessità di una gestione statale unitaria di materie vitali come la sanità.

Sarebbe grave quindi, se il Governo cedesse alle richieste scellerate di tre Presidenti di Regione di regionalizzare altre 22 materie, aumentando così le disuguaglianze nel Paese e frammentando ulteriormente l’unità della Repubblica. L’approvazione del Disegno di Legge Boccia getterebbe le basi per la costruzione di 20 piccole patrie, dando a ognuna di queste la possibilità di gestire autonomamente – tra le altre materie – il sistema scolastico, la tutela del territorio e dell’ambiente, i contratti di lavoro e il gettito fiscale. In questo modo si lascerebbe sempre più spazio alle privatizzazioni, anteponendo la legge del profitto ai bisogni e ai diritti universali di tutte e tutti, balcanizzando l’Italia.

Non c’è tempo da perdere: abbiamo appreso con sconcerto e preoccupazione che nella nota di aggiornamento al documento di economia e finanza per il 2021, è comparso il Ddl per l’autonomia differenziata.

A prescindere dalle opinioni che si possono avere sull’autonomia, non è accettabile prevederla come collegato alla Legge di Bilancio senza un dibattito, senza un confronto, con un atteggiamento sleale e verticistico che la sottrae alla partecipazione democratica, dal momento che lo strumento del referendum non è attuabile per le leggi finanziarie.

Riteniamo necessario - continua Termoli Bene Comune - che non vi debbano essere ulteriori trasferimenti di poteri e risorse alle regioni su base bilaterale e che quelli sulle materie a loro assegnate debbano essere ancorati esclusivamente a oggettivi fabbisogni dei territori, escludendo ogni riferimento a indicatori di ricchezza. In questo contesto di grandi egoismi verrebbe soppressa l’universalità dei diritti, trasformati in beni di cui le Regioni potrebbero disporre a seconda del reddito dei loro residenti; per poterne usufruire, nella quantità e qualità necessarie, non basterebbe essere cittadini italiani, ma esserlo di una regione ricca, in aperta violazione dei principi di uguaglianza scolpiti nella Costituzione.

In questo quadro vi sarebbe una ricaduta negativa soprattutto sulle regioni del sud e sui più deboli di tutta Italia, con una accentuata progressiva privatizzazione dei servizi. Il Mezzogiorno verrebbe condannato a essere privo di pari riconoscimento della cittadinanza, con ancor maggiore desertificazione degli investimenti e sempre più debole economia. L’autonomia regionale differenziata negherebbe così la solidarietà nazionale, la coesione e i diritti uguali per tutte/i che garantiscono l’unità giuridica ed economica del paese; la regionalizzazione della scuola darebbe il colpo di grazia ad una delle istituzioni fondamentali per la vita del paese, distorcendone il carattere di uguaglianza per tutte e tutti i cittadini italiani e trasformandola in un sistema regionale diversificato, con conseguenze devastanti per il diritto comune di tutti i nostri giovani ad uguali possibilità di costruirsi un futuro.

Fa paura anche solo pensare cosa potrebbe diventare in questo scenario il nostro piccolo Molise, alle prese con i suoi 13.000 abitanti in meno dal 2011 ad oggi, con il dissesto idrogeologico, con la fuga dei suoi giovani migliori in cerca altrove delle opportunità che non trovano qui, con un invecchiamento drammatico della popolazione, con l’incapacità costante di dare risposte ai suoi problemi da parte di chi lo amministra .

Crediamo che la priorità sia lavorare per costruire l’uniformità delle prestazioni e dei servizi in tutto il Paese, garantire diritti, dignità, libertà, partecipazione e giustizia sociale a tutte e tutti. Crediamo assolutamente che al nostro paese serva più Stato, non maggiore autonomia regionale: abbiamo visto in questo tempo del Covid a quale confusione porti il protagonismo dei cosiddetti Governatori.

Per questo anche noi della Rete della Sinistra siamo oggi in piazza per chiedere al Governo e al Parlamento di ritirare il collegamento del DDL Boccia alla legge di Bilancio e di stralciare definitivamente il progetto di Autonomia Differenziata. Mobilitiamoci tutti per fermare questo disastro.

NO al DDL Boccia, NO all’autonomia differenziata che cancella i principi fondamentali su cui si fonda la Costituzione antifascista, nata dalla Resistenza; SÌ a un dibattito responsabile e privo di reticenze sui danni prodotti dalla riforma del Titolo V della Costituzione; SÌ ad una Repubblica, una e indivisibile, che rimuova davvero le diseguaglianze e attui i principi di uguaglianza e solidarietà contenuti nella nostra carta costituzionale.»