Accadde Oggi 19 dicembre - #almanacco

Oggi 19 dicembre la Chiesa festeggia, Sant’Anastasio I, papa
1187 – Clemente III viene eletto papa
1777 – L’esercito di George Washington si acquartiera per l’inverno a Valley Forge, Pennsylvania
1793 – A Tolone Napoleone Bonaparte sconfigge gli inglesi e diventa generale
1842 – Gli Stati Uniti riconoscono l’indipendenza delle Hawaii
1878 – Entra in carica il terzo governo Depretis
1915 – Georges Claudes ottiene il brevetto per la lampada al neon, un tubo fluorescente creato a scopo pubblicitario
1916 – Termina la battaglia di Verdun
1928 – Primo volo di un autogiro negli Stati Uniti
1935 – Vengono commercializzati gli slip, un nuovo modello di mutande
1961 – Annessione indiana di Goa
1962 – Il Nyasaland secede dalla federazione con la Rhodesia
1965 – Secondo turno delle Elezioni presidenziali in Francia del 1965
1972 – L’Apollo 17, l’ultima missione dell’uomo sulla Luna, rientra sulla Terra

1976 – I Beatles rifiutano un’offerta di 50 miliardi per tornare a suonare insieme in un concerto
1978 – John WayneGacy viene arrestato per l’uccisione di 33 giovani
1981 – La Spagna adotta la sua attuale bandiera
1996 – Gli accordi di Schengen vengono estesi a Norvegia e Islanda
1997 – Esce il film Titanic
2005 – Viene inaugurata la ferrovia Roma-Napoli ad alta velocità
2012 – La Kodak fallisce

2016 – Ad Ankara, in Turchia, viene ucciso Andrej Karlov, l’ambasciatore russo, durante una sparatoria
Attentato di Berlino: un tir si scaglia su un mercatino di Natale, provocando 12 morti e 48 feriti

Nati
Michele Bravi (1994) – Cantante italiano
Paolo Giordano (1982) – Scrittore e fisico italiano
Jake Gyllenhaal (1980) – Attore statunitense
Edith Piaf (1915) – Cantante francese

Italo Svevo (1861) – Scrittore italiano
Elisa Toffoli (1977) – Cantante italiana
Alberto Tomba (1966) – Atleta italiano di sci
Abraham Yehoshua (1936) – Scrittore e drammaturgo israeliano

Morti
Alois Alzheimer (1915) – Medico tedesco
Gianni Brera (1992) – Giornalista sportivo italiano
Emily Bronte (1848) – Scrittrice inglese
Madame Claude (2015) – Gestitrice di bordelli francese
Marcello Mastroianni (1996) – Attore italiano
Renata Tebaldi (2004) – Soprano italiana
William Turner (1851) – Pittore inglese

Oggi il nostro ringraziamento ed il giusto tributo lo immoliamo a Marcello Mastroianni.
Marcello Mastroianni, all'anagrafe Marcello Vincenzo Domenico Mastroianni (Fontana Liri26 settembre 1924 – Parigi19 dicembre 1996), è stato un attore italiano.
È stato tra gli interpreti italiani più conosciuti e apprezzati all'estero negli anni sessanta e settanta, soprattutto per i ruoli da protagonista nei film di Federico Fellini e per le pellicole recitate in coppia con Sophia Loren. Capace di destreggiarsi perfettamente sia nei ruoli drammatici che in quelli comici, è generalmente affiancato ai grandi della commedia all'italiana Alberto SordiUgo TognazziVittorio Gassman e Nino Manfredi.
È stato per tre volte candidato all'Oscar al miglior attore: per Divorzio all'italiana (1963), per Una giornata particolare (1978) e per Ociciornie (1988). Ha vinto 2 Golden Globe, 2 Premi BAFTA, 8 David di Donatello, 8 Nastri d'argento, 5 Globi d'oro e un Ciak d'oro. Come Jack Lemmon e Dean Stockwell, ha ottenuto in 2 diverse occasioni il Prix d'interprétationmasculine al Festival di Cannes, nel 1970 per Dramma della gelosia e nel 1987 per Ociciornie. Ha vinto per 2 volte la Coppa Volpi alla Mostra internazionale d'arte cinematografica per Che ora è? e Uno, due, tre, stella!. Nel 1990 gli è stato conferito il Leone d'oro alla carriera.
Marcello Mastroianni nacque a Fontana Liri, al secolo parte dell'allora provincia di Terra di Lavoro (confluito, nel 1927, nella neo-costituita provincia di Frosinone), il 26 settembre del 1924, ma registrato all'anagrafe quale nato il 28, figlio di Ottorino Mastrojanni, un falegname, fratellastro dello scultore Umberto Mastroianni, e di Ida Irolle, originari entrambi del vicino paese di Arpino. Secondo la rivista tedesca JüdischeRundschau, la madre dell'attore sarebbe in realtà nata ad Amburgo da genitori russi di origine ebraica, Moissej e MalkaIdelson, ambedue d'estrazione borghese, e trasferitasi successivamente in Italia, dove cambiò nome per meglio celare le sue origini; secondo poi lo stesso giornale, Mastroianni sarebbe venuto a conoscenza delle sue radici ebraiche solamente negli anni ottanta. Tuttavia questa notizia, allo stato attuale, è priva di fonti, non essendo riportato nell'articolo alcuna traccia di documentazioni od altro materiale trasversale che la corrobori.
Poco tempo dopo la propria nascita, si trasferisce con i genitori dapprima a Torino, dove, nel 1929, nasce il fratello Ruggero, e successivamente, nel 1933, definitivamente a Roma, presso il quartiere San Giovanni, dove frequenta le scuole in via Taranto. Da giovanissimo riesce a lavorare come comparsa in Marionette di Carmine Gallone, ne La corona di ferro di Alessandro Blasetti, in Una storia d'amore di Mario Camerini, e ne I bambini ci guardano di Vittorio De Sica.
Nel 1943 consegue il diploma di perito edile presso l'Istituto tecnico industriale statale Galileo Galilei[11]. Dopo aver conseguito il diploma, lavora come disegnatore tecnico, prima per il comune di Roma, poi per quello di Firenze all'Istituto Geografico Militare, che dopo l'armistizio viene assorbito dall'Organizzazione Todt. A causa della fusione, Mastroianni si trasferisce a Dobbiaco (in provincia di Bolzano), da dove, in vista di un suo ulteriore trasferimento in Germania, fugge con il collega e amico Remo Brindisi.
Nel 1945, terminata la guerra, comincia a prendere le prime lezioni di recitazione e a bussare nuovamente alle porte del cinema. È in questo periodo che condivide le sue aspirazioni di attore con una giovane ancora sconosciuta, Silvana Mangano, con la quale frequentava un corso di recitazione[12], e i due vivono una breve storia d'amore.
Il vero e proprio debutto nel cinema avviene nel 1948 con I miserabili, film di Riccardo Freda tratto dall'omonimo romanzo di Victor Hugo. Nello stesso periodo comincia ad ottenere piccole parti in teatro, dapprima in compagnie di dilettanti. Viene notato da Luchino Visconti, che gli offre il suo primo ruolo da professionista, in Rosalinda o Come vi piace da Shakespeare (26 novembre 1948, Teatro Eliseo - Roma) e poi in Un tram che si chiama Desiderio di Tennessee Williams (23 gennaio 1949, Teatro Eliseo - Roma), in cui interpreta Mitch (Kowalsky è invece interpretato da Vittorio Gassman).
Dopo aver interpretato sotto la regia di Luciano Emmer diversi ruoli da attor giovane in commedie neorealistiche (Domenica d'agostoParigi è sempre ParigiLe ragazze di piazza di Spagna), arrivano anche al cinema i primi ruoli drammatici in Febbre di vivere di Claudio GoraCronache di poveri amanti di Carlo Lizzani e Le notti bianche di Luchino Visconti, mentre sul set di Peccato che sia una canaglia di Alessandro Blasetti incontra per la prima volta Sophia Loren.
L'affermazione definitiva arriva nel 1958 con I soliti ignoti, cui segue Adua e le compagne (1960). I due capolavori di Federico FelliniLa dolce vita (1960) e il successivo  (1963) gli conferiranno il successo internazionale e la fama di «latin lover», dalla quale cercherà, più o meno inutilmente, di difendersi fino all'età più matura; questa è la ragione per cui, subito dopo il successo de La dolce vita, cerca di sfatare il proprio mito di sex symbol accettando di interpretare il ruolo di un impotente nel film Il bell'Antonio (1961), tratto dall'omonimo romanzo di Vitaliano Brancati.
Nel 1961 esce Divorzio all'italiana commedia nera basata sull'omicidio d'onore, che vede Stefania Sandrelli co-protagonista con Mastroianni. Il film presentato al 15º Festival di Cannes ottiene il premio per la migliore commedia e vincitore, nel 1963, di un Premio Oscar per la migliore sceneggiatura originale, risulta essere un successo internazionale, consolidando la fama di Mastroianni che ottiene per la sua interpretazione del barone Cefalù il Nastro d'argento al migliore attore protagonista, il premio BAFTA al migliore attore straniero, il Golden Globe per il miglior attore in un film commedia o musicale e infine la candidatura all'Oscar al miglior attore.
Nel 1962 il settimanale americano Time gli dedica un servizio, come divo straniero più ammirato negli USA. Il suo fascino di attore gli derivava, oltre che dalla sua bellezza e da interpretazioni sempre di altissimo livello, anche da un tratto distaccato, a tratti sornione, dal quale sembrava trasparire talvolta una velata malinconia e persino una certa timidezza.
Ne I compagni (1963), di Mario Monicelli, interpreta il ruolo di un intellettuale socialista che fomenta le rivolte di fabbrica, mentre, sotto la direzione di Vittorio De Sica, ritrova Sophia Loren come partner femminile in Ieri, oggi, domani (1963), Matrimonio all'italiana (1964) e I girasoli (1970): la coppia che ha formato con lei è stato un sodalizio artistico tra i più riusciti del cinema italiano, che si è snodato con episodi memorabili lungo l'intera carriera di entrambi.
Nel 1966 debutta anche nella commedia musicale, interpretando per circa tre mesi il ruolo di Rodolfo Valentino in Ciao Rudy di Garinei e Giovannini, cantando e ballando tutte le sere e cercando di sfatare un'altra fama che si era creato, quella di eterno pigro. La critica non sarà tenera con lui, e anche se le repliche sono costantemente gremite fino al "tutto esaurito", Mastroianni abbandona le scene pagando una penale di 100 milioni di lire per girare Il viaggio di G. Mastorna di Federico Fellini, progetto che però il maestro riminese non riuscirà mai a realizzare, così interpreta per racimolare i soldi Il papavero è anche un fiore di Terence Young.
Nel 1968 gira Amanti sotto la regia di Vittorio De Sica. Protagonista femminile è FayeDunaway, con la quale avrà una breve ma chiacchieratissima storia sentimentale. Nello stesso periodo gira alcuni film in lingua inglese, manifestando una notevole capacità di dizione anche in questa lingua. Nel 1971 lavora con Marco Ferreri in La cagna e sul set conosce Catherine Deneuve, con la quale intreccerà una lunghissima relazione, da cui nascerà Chiara. L'anno successivo si trasferisce a Parigi e avrà l'opportunità, tra il 1972 e il 1974, di lavorare in numerose pellicole francesi.
Tornato in Italia, riprende a interpretare ruoli in commedie leggere (Culastrisce nobile venezianoLa pupa del gangster), film d'autore (Todo modoUna giornata particolare), drammi a tinte forti (MogliamantePer le antiche scale), film grotteschi (Ciao maschioFatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici). Nel 1978 debutta in uno sceneggiato televisivoLe mani sporche, che Elio Petri trae da Sartre. Prima d'allora Mastroianni non ha mai lavorato in TV, eccezion fatta per alcune celebri apparizioni come ospite in Studio Uno (accanto a Mina e a Sandra Milo).
Nel 1980 viene richiamato da Federico Fellini, che a diciotto anni da 8 ½ lo rivuole protagonista ne La città delle donne. Lavorerà con lui ancora nel 1985 in Ginger e Fred, al fianco di Giulietta Masina, e nel 1987 in Intervista. Nel giugno del 1984 prende parte al picchetto d'onore ai funerali del segretario del Partito Comunista Italiano Enrico Berlinguer, insieme ad altri esponenti del cinema italiano come Federico Fellini e Monica Vitti.
Nel 1988 è protagonista insieme a Massimo Troisi di Splendor e Che ora è?, entrambi diretti da Ettore Scola. Per quest'ultimo film i due protagonisti riceveranno ex aequo la coppa Volpi alla Mostra del cinema di Venezia. Nel 1990 vince il Leone d'oro alla carriera che gli viene consegnato da Federico Fellini al Palazzo del Cinema durante il Festival del cinema di Venezia. Negli anni novanta Marcello Mastroianni gira soprattutto all'estero, con grandi autori del cinema internazionale.
Colpito da un tumore del pancreas, poco prima della morte realizzò durante la lavorazione del suo ultimo film (Viaggio all'inizio del mondo di Manoel de Oliveira) una lunga auto-confessione (Marcello Mastroianni - Mi ricordo, sì, io mi ricordo, curata da Anna Maria Tatò, la sua ultima compagna) che è considerata da molti il suo testamento spirituale. L'ultimo impegno fu la commedia Le ultime lune nei teatri italiani.
A causa delle tre fleboclisi al giorno recitava quasi sempre seduto e molte date previste non furono realizzate a causa dell'aggravarsi dello stato di salute. Dopo un malore, fu l'attore stesso a chiedere di non andare avanti con la tournée e l'ultima rappresentazione fu a Napoli; poi tornò a Parigi. Morì pochi mesi dopo nel suo appartamento di Parigi il 19 dicembre 1996, stroncato dalla malattia e assistito dalla figlia minore, Chiara. Le sue spoglie riposano nel cimitero del Verano, a Roma.
In gioventù ebbe una breve relazione con Silvana Mangano. Sul set teatrale de Un tram che si chiama Desiderio al Teatro Eliseo di Roma conobbe l'attrice Flora Carabella, che sposò il 12 agosto 1950 e dalla quale ebbe una figlia, Barbara (1951-2018), costumista di cinema e teatro. I due si separarono nel 1970, ma mai divorziarono; circolava la voce che la separazione fu dovuta a causa delle numerose relazioni extraconiugali di lui, ma non ci sono testimonianze attendibili riguardo a ciò, forse lo si era supposto perchè una volta sostenne che non si fermava su qualsiasi cosa, una donna, una passione, un sogno, un ideale. E' probabile, però, che la relazione con l'attrice FayeDunaway, conosciuta sul set di Amanti, iniziò quando viveva con la moglie, nel 1968. La loro fu una relazione intensa, tanto che Faye avrebbe voluto sposarlo e avere da lui dei figli, ma lui temporeggiava, indeciso se lasciare o meno la moglie; infine, la Dunaway si fidanzò con Harris Yulin e la loro relazione ebbe così termine.
Nel 1971, sul set de La cagna di Marco Ferreri, conobbe l'attrice Catherine Deneuve; ebbe con lei una relazione dal 1971 al 1975, da cui nacque la figlia Chiara. Nel 1976 si legò alla regista Anna Maria Tatò, con la quale convisse fino alla morte.