Un posto vuoto per Natale #Molisechetorni

Ed eccoci arrivati, settimana dopo settimana,al terzo appuntamento con #Molisechetorni. E settimana dopo settimana siamo arrivati alla vigilia di Natale di questo anno così strano, surreale oserei dire. Oggi voglio parlarvi di #unpostovuoto. Sì, perché questo Natale di posti vuoti ce ne saranno tanti. Troppi.

Ci saranno posti vuoti sui treni… quel posto sul treno che in tanti avevano sognato fin da settembre, da quando avevano lasciato questa terra per far ritorno nel "freddo nord". Non posso fare a meno di pensare a tutti gli universitari che avevano prenotato un posto rigorosamente lato finestrino, per poter vedere meglio la scritta del proprio paese giunti alla stazione. E quel posto oggi invece resta vuoto, perché questo maledetto virus ci ha rubato anche il nostro posto sul treno, tra le tante altre cose.

Ci sarà il posto vuoto a tavola. Quel posto accanto alla nonna che era nostro fin da piccoli.

Ci saranno posti vuoti nei ristoranti.

Ci saranno negozi vuoti e serrande che si abbasseranno con il dubbio di se riusciranno prima o poi a riaprire.

E poi ci saranno posti vuoti al Bar centrale, o da Lupacchioli, per il solito brindisi pre cenone.

Ok ,questa terra in fondo è abituata ai posti vuoti. Nel corso degli anni ne ha visti sempre di più, ma quando cavolo possono far male tutti questi vuoti proprio a Natale, che, si sa, è tempo di ritorni? Anche se la nostra terra è abituata ai posti vuoti, alle partenze e ai lunghi addii, è però anche abituata ai ritorni, almeno nelle festività, e alle stazioni piene di amici e parenti.

Diciamo la verità, il Molise è una terra ormai abbandonata alla solitudine, ai lunghi e freddi giorni che sembrano non passare mai e vede chiudere sempre più spesso porte, serrande e finestre.

Ma questo Natale sarà tutto un po’ più triste. Le case, le tavole, i cuori.

Ci saranno cuori vuoti questo Natale.

Ci sarà una terra un po’ più vuota, che solo qualche mese fa la si era salutata con la speranza nel cuore di rivederla presto.

Sarà un Natale vuoto, in una terra ancora più sola e più vuota.

Ci saranno ragazzi che non torneranno ad abbracciare le loro madri e le loro nonne.

E poi ci saranno uomini che non potranno camminare sul suolo del loro paese. Quello stesso paese che li ha visti bambini e poi uomini e che ogni volta che partono salutano con la morte nel cuore.

Splenderà il sole senza che nessuno " straniero" possa dire "ma quanto è bella la mia città".

Sorgeranno albe senza che molti le potranno ammirarle nella loro amata terra.

Non ci saranno regali da scartare, né partite a carte da giocare.

Non ci saranno bicchieri da riempire, né brindisi da inventare.

Questo Natale, il mio, il nostro, Molise rimarrà un po’ più vuoto. Lui che ai vuoti ormai ci ha fatto l'abitudine.

E allora ci sarà qualcuno che, rassegnato, guarderà la tv e poi andrà a letto, sperando che passi tutto presto. Questo Natale, questo anno, questo virus.

Ci sarà chi, con tanta rabbia, delusione e un pizzico di amarezza, darà la colpa proprio a questa regione che non regala nulla. Né lavoro, né futuro, né speranze.

Ci saranno poi i più fortunati, che pur non avendo nulla, saranno comunque felici di non aver abbandonato la loro "casa", così almeno a Natale possono stare vicini ai loro cari.

Ci saranno tanti tipi di Natale diverso anche quest'anno.

E allora che sia davvero un Buon Natale. Per tutti. Per quelli vicini e per chi è lontano. Per chi la mattina di Natale farà colazione respirando il profumo della propria terra e per chi, la propria terra, la porta comunque dentro.

Buon Natale #Moliseche… tornerai, prima o poi, sempre e comunque. 

Rossella Ciaccia