ACCADDE OGGI 25 DICEMBRE - #ALMANACCO - Molise Web giornale online molisano

Accadde Oggi 25 dicembre - #almanacco

0 – (3760 dalla Creazione, secondo la religione ebraica) – Nascita ufficiale di Gesù di Nazareth, il Cristo (secondo la religione Cristiana).
784 – Tarasio viene eletto Patriarca Ecumenico di Costantinopoli.
800 – Incoronazione di Carlo Magno come Imperatore dei Romani a Roma da parte di Papa Leone III.
995 – La Norvegia celebra per la prima volta il Natale cristiano.
1038 – L’espressione “Cristes maessam” (da cui “Christmas”) viene usata per la prima volta in una cronaca anglosassone in riferimento a questo giorno di dicembre.
1065 – Consacrazione dell’Abbazia di Westminster a Londra.
1075 – Papa Gregorio VII viene aggredito dai romani durante la messa di Natale.
1223 – Francesco d’Assisi allestisce, a Greccio, il primo presepe “vivente”.
1492 – Una delle tre caravelle di Colombo si arena e deve dunque essere evacuata.
1538 – Prima messa di Natale in Messico. È celebrata dal padre Pedro de Gante.
Sant’Ignazio de Loyola celebra la sua prima messa.
1551 – Edoardo VI d’Inghilterra rinvia l’esecuzione del duca di Somerset in quanto è Natale.
1604 – Coloni francesi al largo del futuro Maine celebrano il Natale: è la prima volta nei futuri Stati Uniti.
1643 – Il capitano della Marina Inglese, sotto il vessillo della Compagnia delle Indie Orientali, William Mynors scopre l’isola del Natale
1818 – Prima esecuzione di Astro del Ciel (Stille Nacht) (Chiesa di San Nicola a Oberndorf, Austria).
1914 – Appena passata la mezzanotte le truppe tedesche sul fronte occidentale cessano il fuoco e iniziano a cantare canzoni natalizie. Attraversando la terra di nessuno si scambiano doni con i nemici che li fronteggiano. La tregua di Natale durerà per diversi giorni a seconda delle zone.
1926 – Hirohito diventa Imperatore del Giappone, s?endo all’Imperatore Yoshihito.
1932 – Un terremoto di magnitudo 7,6 nella regione di Gansu, in Cina, uccide oltre 70.000 persone.
1939 – Canto di Natale di Charles Dickens, viene letto alla radio per la prima volta 1989 – Nicolae Ceau?escu, dittatore comunista della Romania, e la moglie Elena vengono condannati a morte per vari capi di imputazione con un processo sommario e giustiziati.
1991 – Michail Gorba?ëv rassegna le proprie dimissioni da presidente dell’URSS.
1996 – Portopalo: nella notte fra il 25 e il 26 dicembre affonda un battello di immigrati che cercava di raggiungere le coste siciliane. Le vittime sono 283

2004 – La navetta Cassini rilascia la sonda Huygens che atterrerà su Titano, una delle lune di Saturno.
2005 – Papa Benedetto XVI pubblica la Lettera Enciclica Deus Caritas est, prima del suo pontificato.

Nati 

Humphrey Bogart (1899) – Attore statunitense
Quentin Crisp (1908) – Scrittore, attore e autore satirico inglese
Dido (1971) – Cantante inglese
Gué Pequeno (1980) – Rapper e produttore discografico italiano
Annie Lennox (1954) – Cantante scozzese
Marco Mengoni (1988) – Cantante italiano
Anwar Al-Sadat (1918) – Statista egiziano
Justin Trudeau (1971) – Politico canadese

Morti 

Giorgio Bocca (2011) – Giornalista e scrittore italiano
Paul Bourget (1936) – Scrittore e saggista francese
James Brown (2006) – Cantante statunitense
Charlie Chaplin (1977) – Attore inglese
W.C. Fields (1946) – Attore comico statunitense
Emmanuel Levinas (1995) – Filosofo lituano
Dean Martin (1995) – Attore statunitense
George Michael (2016) – Cantante inglese
Joan Mirò (1983) – Artista spagnolo
Giorgio Strehler (1997) – Regista teatrale

Oggi è Natale e nel porgervi gli auguri vogliamo condividere con tutti voi il Natale di Greccio con il suo presepe.

Presepe di Greccio è la tredicesima delle ventotto scene del ciclo di affreschi delle Storie di san Francesco della Basilica superiore di Assisi, attribuiti a Giotto. Fu dipinta verosimilmente tra il 1295 e il 1299 e misura 230x270 cm.

Questo episodio appartiene alla serie della Legenda di san Francesco: "Come il beato Francesco, in memoria del Natale di Cristo, ordinò che si apprestasse il presepe, che si portasse il fieno, che si conducessero il bue e l'asino; e predicò sulla natività del Re povero; e, mentre il santo uomo teneva la sua orazione, un cavaliere scorse il Gesù Bambino in luogo di quello che il santo aveva portato."

Durante la notte di Natale del 1223, a Greccio (in provincia di Rieti, sulla strada che da Stroncone prosegue verso il reatino), Francesco rievocò la nascita di Gesù, organizzando una rappresentazione vivente di quell'evento. Secondo le agiografie, durante la Messa, sarebbe apparso nella culla un bambino in carne ed ossa, che Francesco prese in braccio. Da qui ebbe origine la tradizione del presepe.

Nonostante le fonti, Giotto pone la scena nel presbiterio che ricorda la Basilica inferiore di Assisi.

Già tra gli affreschi meno leggibili del ciclo, fu restaurato una prima volta nel 1798 dal Fea (resoconto pubblicato nel 1820).

La scena, oltre che una delle più famose, è uno straordinario documento dell'epoca. Nessun pittore si era mai spinto a tanto realismo: lo spettatore osserva dalla parte di solito riservata ai soli sacerdoti e religiosi (da un ipotetico punto di vista nell'abside), dove sono rappresentati con minuzia e vivace descrittività le caratteristiche dell'ambiente oltre il tramezzo che lo separa dalla navata: un ciborio che ricorda quelli di Arnolfo di Cambio, i frati che cantano nel coro guardando al reggilibro in alto, un pulpito visto dal lato dell'ingresso ed una croce lignea sagomata appesa, vista dal dietro, con tutti i rinforzi, e sapientemente raffigurata obliqua mentre pende verso la navata.

Una folla di persone assiste alla scena in primo piano di Francesco con il santo Bambino tra le mani (provvisto pure lui di aureola) posto accanto ad una mangiatoia affiancata dal bue e l'asino, ma le donne non possono entrare e osservano dalla porta. Molto reale è la collocazione dei personaggi nello spazio, che appaiono su piani diversi senza dare l'effetto di librarsi nell'aria o di schiacciarsi l'uno sull'altro, come nelle tavole di pittori di poco più antiche. Solo i frati sporgono in alto perché sono in piedi sugli stalli del coro di cui si intuisce la presenza solo da un piccolo dettaglio accanto alla porta. Essi hanno le bocche aperte perché stanno cantando e lo sguardo diretto al badalone (leggio) con un codice che riporta le parole e la musica.

La stesura dimostra un ampio ricorso ad aiuti di bottega. Molte delle vesti dei personaggi, a tempera, avevano originariamente colori ben diversi da quelli oggi visibili. Gli studi recenti di Bruno Zanardi e Federico Zeri leggono nel particolare modo di eseguire gli incarnati un intervento di Pietro Cavallini.