Inizio d'anno con contraddizioni per Toma e Conte: in Molise scattano i saldi coi negozi chiusi


di Viviana Pizzi

Il 2021 inizia con una grossa contraddizione, l'ennesima del Governo Conte da quando è iniziata la pandemia. L'ennesima del Governo Toma ( a livello regionale) da quando abbiamo iniziato a combattere contro il Covid 19.

 In Molise come Valle D'Aosta e Basilicata oggi partono i saldi invernali. Il  4 gennaio in Abruzzo e Calabria e 5 gennaio Sardegna e Campania. Nelle altre regioni il 7 gennaio mentre nel Lazio il 12. Quale la contraddizione? Oggi i negozi sono chiusi perché ci troviamo in zona rossa. Le persone per uscire devono motivare gli spostamenti in autocertificazione. Insomme non siamo liberi di circolare nella nostra città, se non per le deroghe di parenti, di lavoro e di comprovata esigenza, come possiamo andare a comprare il cappotto nuovo in saldo? 

Nei giorni a zona rossa, lo ricordiamo, sono sospese le attività di commercio al dettaglio, fatta eccezione per la vendita di generi alimentari e di prima necessità individuati. La vendita dei beni consentiti può avvenire sia negli esercizi “di vicinato” (piccoli negozi) sia nelle medie e grandi strutture di vendita, anche all’interno dei centri commerciali, purché sia consentito l'accesso esclusivamente agli esercizi o alle parti degli esercizi che vendono i beni consentiti. Restano ferme le chiusure previste per i centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi. Sono chiusi i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari. Restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie.

Quindi aprire ai saldi proprio oggi non è che l'ennesima contraddizione di chi ci governa e cambia una regola al giorno. Però siamo in pandemia, guai a contestare cose del genere, che sembrerebbero secondarie ma che nei fatti non lo sono e dimostrano per la milionesima volta che sia a livello regionale che nazionale purtroppo si procede a tentoni. A questo punto non bisogna aver paura di chiedere il cambiamento necessario. E soprattutto non far valere il discorso della pandemia a convenienza ( grillini e Pd in campo nazionale, centrodestra in quello regionale) per salvaguardare l'ordine costituito. 

Perchè no. E' già avvenuto nell'Inghilterra del 1940 quando salì al potere Winston Churcill. In piena seconda guerra mondiale ci fu la crisi del governo britannico presieduto dal conservatore Arthur Neville Chamberlain. Accadde  ai primi di maggio del 1940, lo sfondamento hitleriano in Norvegia e la fuga dei soldati inglesi dal porto di Trondheim. La campagna norvegese era costata al Regno Unito 1.800 soldati, una portaerei, due incrociatori, sette cacciatorpediniere e un sottomarino. Per l’Inghilterra (e per l’Europa tutta)  fu l’inizio del mese più brutto della sua storia. 

Allora ci fu il coraggio di cambiare. Nessuno disse: siamo in guerra non è necessaria la crisi di governo. Chamberlain  il 9 maggio fu travolto dal Parlamento. David Lloyd George, il liberale che era stato a capo del governo nel precedente conflitto mondiale, gli si rivolse in questi termini: «Voglia dare un esempio di sacrificio, dal momento che in questa guerra nulla può contribuire alla vittoria più di una sua rinuncia all’alta carica». Il dieci maggio il re Giorgio VI lo nominò il grande statista Churcill che portò la Gran Bretagna a fare le scelte giuste che la portarono tra i vincitori della seconda guerra mondiale.