Riavviata somministrazione vaccino anticovid in Molise. Federico: «Colpa dei ritardi di Toma e dell’Azienda sanitaria»

Prende il via oggi, lunedì 4 gennaio, la fase operativa per la somministrazione del vaccino anti Covid in Molise. Al momento sono 2.925 le dosi disponibili destinate al personale sanitario degli ospedali di Campobasso, Isernia e Termoli e a operatori e ospiti delle Rsa e Case di riposo.
Presso il Veneziale di Isernia, un’equipe, coordinata dalla dottoressa Di Lullo, sta effettuando le prima 30 somministrazioni al personale sanitario delle Unità più a rischio: Pronto Soccorso, Rianimazione, Analisi e tamponi. Si prosegue nel pomeriggio con altre 30 vaccinazioni. Si tratta sempre della prima dose, a cui farà seguito la seconda a distanza di tre settimane. In totale, le dosi dovrebbero essere una sessantina al giorno. 
Presso il San Timoteo di Termoli, prima della somministrazione del vaccino ad ogni persona che ha già a sua volta firmato il consenso, viene effettuata una anamnesi iniziale e viene informata di quelli che potrebbero essere gli eventuali effetti collaterali che in ogni caso paiono essere abbastanza blandi.
Il portavoce del Movimento 5 Stelle, Antonio Federico, si è espresso così sul tema dei vaccinazioni anti Covid in Molise: », non per le siringhe non conformi: una scusa ridicola, smentita subito dal responsabile del Piano vaccini nazionale, Domenico Arcuri.
La verità infatti sta tutta nel ritardo con cui si è mossa la Regione proprio all’indomani di un incontro operativo con Arcuri che aveva chiesto alle regioni di attivarsi tramite call interna per reperire il personale medico necessario a somministrare i vaccini, in attesa del personale dislocato dal livello nazionale. Ricordo inoltre che l’Agenzia europea per i medicinali ha dato l’ok al vaccino Pfizer il 21 dicembre scorso e che il 27 il Commissario ad acta per la sanità molisana ha notificato il Piano vaccini all’Asrem, quindi Toma avrebbe potuto e dovuto attivarsi già allora, come hanno fatto le regioni più virtuose.
Tuttavia il presidente e l’Azienda sanitaria, pur conoscendo le difficoltà del Molise che non riesce ad attrarre personale medico, si sono mossi solo il 31 dicembre e lo hanno fatto pubblicando un avviso tardivo, rimasto aperto soli tre giorni, per giunta a cavallo di Capodanno. Ovvio, quindi, che in Molise si è potuto riprendere la campagna di vaccinazioni solo nella giornata di oggi, in pratica perdendo una settimana di tempo e senza avere la certezza che alla call nazionale risponderanno medici disposti a venire in Molise, il che rende i ritardi ancora più gravi.
Insomma, la scusa delle siringhe non conformi, oltre che ridicola, in questo periodo è indegna di un presidente di Regione e finisce solo per creare confusione.
Per ora l’importante è che le vaccinazioni siano ripartite, ma bisogna continuare a monitorare tutti gli aspetti del Piano vaccini per renderlo davvero incisivo.» - conclude Federico.