ATM verso lo sciopero. Sbloccate tredicesime ma la mobilitazione dei lavoratori prosegue

In un clima molto teso e che a fatica il dott. Pigliacelli, in veste di Vicario del Prefetto di Campobasso, ha cercato in qualche modo di gestire e stemperare, si è consumato ieri in modalità videoconferenza, il tentativo di conciliazione attinente la vertenza attivata formalmente lo scorso 23 novembre dalle  Segreterie Regionali Filt Cgil-Fit Cisl-Uiltrasporti e Ugl autoferro nei confronti della società di trasporti  Atm.  

Oltre ai rispettivi Segretari regionali di categoria Rolandi, Vitagliano, Mastropaolo e Libertone, sono  intervenuti i rappresentanti legali dell'impresa e l'Assessore regionale ai trasporti Quintino Pallante  coadiuvato dal Direttore del Servizio Mobilità della Regione Dott.ssa Dina Verrecchia.  

A poco è servito il tentativo aziendale di  mostrarsi disponibile a cambiare il proprio atteggiamento, annunciando in quello stesso istante,  l'effettuazione dei relativi bonifici a tutti i dipendenti concernenti il pagamento della tredicesima  mensilità. Un atto tardivo e che oltretutto non va a sanare una situazione che si trascina ormai da un  ventennio e che vede gran parte dei lavoratori di questa impresa dover fare ricorso ogni mese al  Decreto ingiuntivo per potersi vedere riconoscere la regolare corresponsione della propria retribuzione.  E proprio ieri, non a caso, l'Assessore regionale ai trasporti, si è visto recapitare in mattinata  l'ennesima segnalazione (la quinta consecutiva) dei dipendenti Atm che hanno formalizzato non solo la  mancata corresponsione della mensilità di dicembre ma anche inadempienze aziendali per alcune  mensilità pregresse.  

E le giustificazioni dei rappresentanti legali di Atm tese ancora una volta a scaricare come al solito  sulla Regione i motivi di queste ingiustificabili inadempienze e che in Molise riguardano soltanto le  imprese di trasporto locale (Atm e Gtm di Termoli) riconducibili non a caso alla stessa proprietà, hanno  contributo ad accendere ancora di più gli animi. E se da un lato le Organizzazioni Sindacali hanno  chiesto espressamente di revocare la concessione alla società Atm e di porre immediatamente fine a  quell'anomalia del ricorso ai Decreti ingiuntivi che sta costando peraltro alla collettività molisana  svariate centinaia di migliaia di euro, ancora più drastico è stato l'Assessore Pallante che,  contrariamente all'atteggiamento pilatesco che ha purtroppo contraddistinto nell'arco degli ultimi  trent'anni la quasi totalità dei suoi predecessori, ha fatto chiaramente intendere che non ci sarà più  spazio in Molise per le imprese di trasporto che non rispettano i diritti dei lavoratori a cominciare dal  regolare pagamento delle retribuzioni.  

La Regione,  secondo le dichiarazioni dell'Assessore, continuerà a perseguire l'ipotesi di risoluzione contrattuale  qualora perdureranno queste inadempienze aziendali e l'attenzione dell'Istituzione regionale non si  limiterà alla situazione attuale ma scaverà anche nelle anomalie del passato. In questa direzione vanno  infatti le due richieste che lo stesso esponente della Giunta ha formulato all'azienda: entro cinque  giorni l'impresa Atm dovrà produrre la documentazione (cedolini e relativi bonifici) attestanti i regolari  versamenti ai dipendenti delle retribuzioni relative agli ultimi 5 anni nonché l'elenco dettagliato del  personale impiegato per le attività di trasporto pubblico oggetto di contribuzione regionale. 

Le  Organizzazioni Sindacali dal canto loro hanno tenuto a ribadire che il capitolo retribuzioni, seppur  importante, costituisce soltanto uno degli aspetti negativi dei tanti che caratterizzano l'operato  dell'azienda ATM nel contesto delle relazioni industriali e nei confronti di chi legittimamente  rappresenta i lavoratori.  

Non a caso il confronto si è spostato sull'anomala richiesta aziendale di fare ricorso nuovamente agli  ammortizzatori sociali. Una richiesta sulla quale si è mostrata stupita e perplessa anche la Prefettura di  Campobasso che proprio nelle ultime settimane ha incontrato le stesse imprese di trasporto e le  istituzioni scolastiche al fine di coordinare e programmare l'organizzazione del trasporto pubblico in  vista della imminente riapertura delle attività didattiche in presenza. E' del tutto irrazionale che nel  mentre si programmano servizi aggiuntivi per bilanciare i limiti di riempimento al 50% dei mezzi  pubblici imposti dai DPCM, l'azienda ATM abbia contestualmente deciso di collocare in cassa  integrazione ben 154 lavoratori per un fabbisogno totale di 20945 ore.  

Sono davvero innumerevoli  le motivazioni vertenziali elencate dalle organizzazioni sindacali. Ci sono sicuramente questioni  retributive al primo posto visto che in questa impresa, a differenza di quanto avviene nel resto del  paese, i lavoratori possono fare affidamento esclusivamente su quanto previsto dal contratto nazionale  di lavoro (scaduto peraltro da oltre 3 anni). Nelle aziende di trasporto non molisane, esiste infatti  anche una contrattazione aziendale che mediamente incide per il 30% sul totale della retribuzione di  ogni singolo dipendente. Poi ci sono le questioni che attengono la sicurezza e non a caso i sindacati  hanno allertato la Prefettura sulla attuale condizione degli autobus che aldilà della atavica vetustà,  denota situazioni allarmanti anche rispetto al materiale di consumo. All'attenzione del dott. Pigliacelli i  sindacati hanno evidenziato le preoccupazioni degli autisti rispetto alla condizione e allo stato di usura  delle gomme che soprattutto in presenza di ghiaccio e neve, risulta alquanto pericoloso. La Prefettura,  recependo le istanze sindacali ha garantito che disporrà immediati controlli a campione.  

Pur  apprezzando il tentativo della Prefettura di ricercare una soluzione conciliativa tra le parti, la procedura  si è chiusa con esito negativo. Sono davvero tante le cause ancora irrisolte che hanno determinato  l'avvio di questa vertenza. Le Organizzazioni Sindacali si sono tuttavia impegnate, soprattutto in  questo particolare contesto emergenziale pandemico, a limitare nel limite del possibili disagi e  disservizi all'utenza conseguenti alle possibili azioni di sciopero.