Guerra politica a Casacalenda, Romagnuolo denuncia la famiglia dell'ex sindaca: contro di me gravi diffamazioni


Inizia con una guerra  politica il 2021 a Casacalenda. Dopo le dimissioni di 3 consiglieri di maggioranza e tre di opposizione già alla fine del 2020 era iniziato con una serie di verità svelate ma senza mai dire apertamente a chi erano rivolte. A svelare tutto con un video, facendo nomi e cognomi dei personaggi coinvolti ci ha pensato la consigliera regionale di Fratelli d'Italia e appartenente alla comunità di Kalena, Aida Romagnuolo. Un video di 16 minuti seguito da una lettera aperta in cui vengono riportati tutti i passaggi: anche le querele rivolte alla famiglia della sindaca decaduta Sabrina Lallitto e alla famiglia di un suo sostenitore accanito. 

"Carissimi concittadini - si legge nell'incipit della missiva-  voglio ricordare che ogni caduta è causata da una spinta che non arriva mai a caso. Ho aspettato doverosamente qualche giorno prima di intervenire solo per riflettere, per capire, guardare, leggere, sentire. Volevo comprendere chi, invece di fare gli interessi della nostra Comunità, gli interessi dei cittadini, di tutti cittadini, ha invece tentato di difendere i propri interessi, quasi a significare che la cosa pubblica, cioè l’amministrazione comunale, il Comune, fosse la propria proprietà privata, casa sua. Oggi per me e per moltissimi di voi, le idee sono più chiare. Casacalenda, il nostro Paese, perché è Nostro, non è stato mai coperto da tanto odio, di minacce, di ricatti, di intimidazioni, di vergognose registrazioni di conversazioni, di menzogne, di bugie studiate a tavolino. Come sapete, le menzogne sono il fallimento degli incapaci, perché di incapaci e di persone senza scrupoli ci troviamo di fronte".

Romagnuolo sostiene di essere la consigliera di tutti e dice apertamente che avrebbe preferito non intervenire in questa vicenda. Ma lo ha fatto dopo aver ricevuto chiari attacchi alla sua persona.

"Non volevo intervenire su questa faccenda - continua-  anche perché avevo sostenuto e fatto votare la lista che poi ha vinto pur se di poco le elezioni comunali dello scorso anno per soli 8 voti. Ma, considerato che verso la mia persona in questi ultimi giorni sono state avanzate non poche azioni diffamatorie e, ripeto, menzogne, ora mi sento di farlo con maggiore determinazione per due motivi: il primo, perché il nostro Paese, cioè il NOSTRO e non il MIO Paese, non merita tutto questo, tanta cattiveria. Riflettiamoci bene, mai si era verificata nella storia della nostra Kalena, una situazione simile. Ingiustificati e deplorevoli atteggiamenti, provenienti in particolare da una sola “famiglia” che, probabilmente, crede che il Municipio che deve essere di tutti, cioè di tutti i cittadini, non debba invece esserlo. Così non può essere. E l’aggravante, è che con loro si accompagnano alcuni fiancheggiatori, poche e scolorite figure ben note all’opinione pubblica del Paese. Il secondo motivo di questo mio intervento, è per difendere la mia persona e il ruolo istituzionale che ricopro.
Tutti conoscono la mia persona, la mia educazione, il rispetto e l'amore che da sempre nutro verso la mia amata Casacalenda, verso il prossimo con l'umiltà che mi hanno insegnato i miei genitori, mio padre e mia madre, la mia famiglia che tutti conoscono, così come tutti conoscono l’altra “famiglia”. Noi non vogliamo che Casacalenda, sia una Comunità dove i cittadini non si rivolgono quasi più la parola. Non vogliamo una Casacalenda, dove i cittadini sono divisi in più schieramenti e dove a stento si salutano. Noi vogliamo, una Casacalenda unita come lo era prima, dove ad emergere è il rispetto, la solidarietà e l’amicizia, perchè a Casacalenda dobbiamo tornare ad essere una sola e bella famiglia. Ebbene, come voi, ho appreso dalla stampa la notizia che a seguito della caduta dell’amministrazione comunale, ci sono state telefonate intimidatorie ad alcuni, e minacce di morte compresi i loro familiari ad altri. Gesti gravissimi perseguibili per legge ed infatti, a seguito di tutto ciò, pare sia seguita una querela.



Casacalenda, sempre secondo la narrazione della lettera di Aida Romagnuolo, sarebbe diventata terra di minacce telefoniche e di post diffamatori.

"Molti, vorrebbero solo sapere - sostiene Aida Romagnuolo-  chi ha effettuato queste minacce e da quale utenza telefonica e tutto questo non per mera curiosità. Ci rendiamo conto, in quale Casacalenda vogliono farci vivere? No, noi rifiutiamo tutto questo, perché non è quella la nostra Casacalenda. Necessito anche informarvi, miei amati Concittadini, che verso la mia persona, la madre della ex sindaca, oltre ad avermi inviato un messaggio di insulti sulla mia utenza telefonica privata, ha anche pubblicato su facebook un post diffamatorio con frasi lesive verso la mia persona e verso la mia attività istituzionale. Naturalmente, ho provveduto a querelarla. Poche parole per tale Di Tota (non ne merita di più), anche lui un tipo che si è prestato a insulti gratuiti rivolti alla mia persona attraverso i social network e che ho immediatamente provveduto a denunciare. Ma da quale pulpito viene la predica? Dai Di Tota? Ecco. Ci dicesse invece il Di Tota, se è vero o non è vero, o se l’abbia saputo, che qualche ormai ex consigliere comunale di maggioranza abbia percepito, sottraendolo ad un’altra famiglia, il “buono spesa” erogato per la pandemia Covid, ovvero, soldi pubblici che sono stati dati ai Comuni e destinati ai nuclei familiari più bisognosi. Ripeto, tale Di Tota, soldi pubblici ed è bene precisarlo, perchè l’ex sindaca “sui buoni spesa” ci ha scritto il suo nome e cognome, quasi a significare che li avesse dati lei. Tale Di Tota, quando lei dice di aver pianto di commozione alla caduta dell’amministrazione, non dimentichi mai che quello è il tipico atteggiamento dei coccodrilli. Naturalmente, le vieto in futuro di fare cenno alla mia famiglia, perché lei è indegno di nominarla. E si permette anche, bramoso dalla sola voglia di curiosità, di fare in seguito il nome della dott.ssa Cavaiola, bellissima e meravigliosa persona dedita al bene dei cittadini. Concludo tale Di Tota, non parli con me del suo lavoro e della sua onestà. Sulla questione potrei scrivere un libro e dire tante cose. Me le risparmio, nella consapevolezza che della sua stima non ho che farmene".

Poi i rapporti tra la consigliera e l'amministrazione appena caduta secondo la ricostruzione della Romagnuolo. 


"A Casacalenda, tante e troppe sono le bugie dette e scritte in questi giorni da persone che si riempiono la bocca con la parola- continua-  “Democrazia” e questo, solo per distogliere le vere ragioni della caduta dell’Amministrazione comunale. Premetto, che in un anno e mezzo come Consigliere Regionale non sono mai stata invitata ad una riunione, a un incontro o a un evento organizzato dalla maggioranza al Comune, aspetto questo che non mi meraviglia considerato lo stesso trattamento è stato forse riservato anche ad altri consiglieri comunali di maggioranza. Ovviamente, gli inviti li ho ricevuti da quasi tutti gli altri sindaci del Molise e li ringrazio. A Casacalenda, sono stata sempre tenuta all’oscuro di tutto, mentre io invece potevo fare tantissimo per il Nostro Paese. Probabilmente alcuni di loro pensavano incautamente, come i dilettanti allo sbaraglio, di essere aiutati dai consiglieri regionali forestieri. Risultati pari a zero. Veniamo al dunque. I tre Consiglieri di maggioranza che hanno firmato le dimissioni davanti al notaio, mi pare di capire che non l’abbiano fatto con un arma puntata alla testa o che siano stati terrorizzati o minacciati. Sono persone adulte, mature, preparate e capaci, gente perbene che ho sempre stimato, persone sensibili con un grande cuore, persone che si erano messe al servizio dei cittadini per servire la Nostra Comunità e non per servirsene come altri. Dicevo persone perbene, consapevoli delle loro azioni e capaci di intendere e di volere. Come si evince da un articolo pubblicato dagli stessi consiglieri di maggioranza dimissionari sulla stampa molisana, abbiamo tutti letto chiaramente che gli stessi non venivano coinvolti nelle decisioni, mentre invece, venivano chiamati per avvallare scelte già decise. Appare quindi evidente, che nell’amministrare la cosa pubblica, quando un provvedimento viene tenuto all’oscuro ai più, è giusto che poi questi non lo votino anche perché un buon amministratore è consapevole delle responsabilità civili e penali in cui potrebbe incappare e pertanto, non può rischiare sulla propria persona o su quella della propria famiglia solo per favorire il o la furbetto/a di turno. Nello stesso articolo, i tre dimissionari della maggioranza, hanno fatto ben rilevare le loro rimostranze all’ex sindaca per il loro mancato coinvolgimento nella vita amministrativa. Alle loro richieste di coinvolgimento, sembra che non sono mai susseguiti i fatti. Quindi, altro che colpo di Stato, altro che pugnalata alle spalle"

Ecco invece cosa è avvenuto nella maggioranza. .


A molti e da tempo, era nota la posizione dei tre consiglieri dimissionari di maggioranza che spesso in aula hanno votato anche contro alcuni provvedimenti. Altro che pugnalata alle spalle. D’altra parte, le motivazioni della caduta dell’amministrazione comunale di Casacalenda, cari Concittadini, le ha spiegate benissimo proprio lei, l’ex sindaco, in un video diffuso dalla stessa dove, ripetutamente dichiara: “la maggioranza non era d’accordo e ho fatto di testa mia”. Ecco, come dire “questa è casa mia e qui comando io”. E no, qui parliamo di bene pubblico e non di cicoria. Ecco, sono queste alcune delle motivazioni che hanno spinto i tre della maggioranza a dimettersi. Necessitiamo anche riflettere, che bisognerà quanto prima approfondire alcune delibere ed in particolare la questione degli 80 mila euro, soldi dei cittadini. Altro che pugnalata alle spalle. La tanto decantata parola Democrazia, non significa che si può gestire la “cosa pubblica” in modo autoritario e con arroganza. Ci tengo a precisare anche un’altra cosa, su una telefonata utilizzata anch’essa per distogliere ulteriormente l’attenzione dei reali motivi delle dimissioni dei tre della maggioranza. Personalmente, non ho mai avuto rapporti con uno dei tre consiglieri comunali dimissionari, se non per fargli una sola telefonata in vita mia e informarlo su una sua precisa e legittima richiesta inerente un PES di sua proprietà danneggiato dal sisma del 2002. Ebbene, da questa mia telefonata fatta in presenza di alcuni miei conoscenti, è emersa invece, grazie ai ciceroni di corte, una notizia a dir poco disgustosa e vergognosa, è cioè che due componenti della ormai ex maggioranza, ben noti per i loro tratti comportamentali, si sarebbero recati da questo consigliere comunale dimissionario e, sembrerebbe che a sua insaputa, abbiano registrato la loro conversazione facendo raccontare allo stesso una versione/confessione inutile e dannosa che, se mal gestita dai due, potrebbe ritorcergli contro anche in sede giudiziaria, in tribunale. Infatti, come si racconta ormai in giro, nel convivio rupestre, sembrerebbe che uno dei “due compari” registrasse vigliaccamente la conversazione e quindi, cari Concittadini, evitate in futuro di prendere anche un solo caffè con questi due, perché andate incontro al rischio di essere registrati al bar. L’auspicio di noi tutti, è che non ci siano state delle pressioni. Chi sono i due? Sono due persone che presto verranno chiedervi nuovamente il voto e forse verranno con il registratore per registrare la vostra promessa, due persone che sicuramente si ricandideranno mentre invece si dovrebbero ritirare per aver fatto tutto questo. Personaggi ripeto, da evitare nel futuro anche perché girano per il Paese con il registratore in tasca e che la Casacalenda perbene, la nostra Casacalenda, sente la necessità di liberarsene al più presto. Personaggi che non dovrebbero più essere rieletti nella pubblica amministrazione, mai più al Comune di Casacalenda. Bisogna urgentemente e immediatamente liberare il nostro paese da queste persone che girano con i registratori, perchè fanno male a Casacalenda. Pretendiamo pulizia, e io, cari concittadini, se ci state ci starò.

Aida Romagnuolo ha poi lanciato un appello ai cittadini di Casalenda all'unità del popolo. Lei ci sarà se Casacalenda sarà disposta ad unirsi. 

"Come dicevo, è proprio il comportamento di alcune persone che ci fanno capire che per loro il potere è una questione di vita o di morte - ha concluso-  altro che lavorare per il bene dei cittadini. Nella nostra Regione, sono state diverse le amministrazioni comunali che nel 2020 sono state sfiduciate dalle loro stesse maggioranze, sindaci seri e perbene che di certo non hanno buttato fango nel proprio Paese o insultato i consiglieri che hanno determinato quella situazione o che abbiano coinvolto in prima persona i loro genitori o le proprie sorelle. Così invece, non è stato fatto a Casacalenda, che non merita tutto questo. La politica che vuole Casacalenda, è quella che si fa con il cuore e non con i tacchi a spillo. Io sono un Consigliere Regionale risultata prima eletta nel mio partito, la donna più votata nel mio schieramento politico e sono un Consigliere del Molise, di tutti i paesi del Molise, del nostro Paese e non della metà o di una sola parte del nostro Paese. Lo sono di tutta Casacalenda, che amo e che è sempre presente nel mio cuore e nella mia mente e alla quale, non farò mai mancare il mio supporto e aiuto. Adesso è il momento di consegnare per davvero Casacalenda a persone perbene, a chi ha voglia di fare il bene di tutti e non a chi vive di menzogne e di minacce. Se rinunciate, consegnerete nuovamente il Paese a chi vi spia, a chi vi registra per strada, a chi minaccia, a chi insulta, a chi intimorisce. Evitiamolo, Casacalenda merita ben altro. State al mio fianco, io ci sarò. Casacalenda torni ad essere il Paese della cultura molisana, dobbiamo promuovere un grande e un nuovo progetto culturale.
Concludo. Ho rinunciato a fare il Sottosegretario con autista e auto blu, ho rinunciato a importanti incarichi, perché non sono legata alla sedia ma sono sempre più convinta che la politica è servizio, è aiutare i cittadini e non come fanno quasi tutti a difendere i propri interessi. Ecco. Io sto e starò sempre con i cittadini. A presto".