Cardarelli al collasso: protesta popolare giovedì 14 alle 10.30

Il reparto di chirurgia è chiuso. No ricoveri, no pazienti dimessi e no interventi programmati. I pazienti urgenti passeranno la degenza in ortopedia che ora è Covd free. Ma anche l'indice Rt alto, la zona gialla plus rinforzata e la mancanza di informazioni da parte di Asrem.

Questi ed altri motivi che potremo scoprire sul posto sono i motivi che hanno portato i comitati riferiti a Emilio Izzo e Andrea Di Paolo a indire una protesta giovedì 14 gennaio alle ore 10.30 davanti al Cardarelli di Campobasso. Tra queste anche storie di pazienti che sarebbero entrati negativi in ospedale per uscirne positivi. L'aggregazione è quella dei liberi cittadini che possono tutti unirsi alla protesta. 

"Ascoltate i telegiornali regionali immagino - dichiara Emilio Izzo-  immagino anche che siete seriamente preoccupati per i positivi, per i ricoverati e per i morti da covid che senza alcun rispetto e ritegno vagano tra i reparti inquinati del Cardarelli di Campobasso. Non si è voluto un centro Covid a Larino, non si è voluto da nessun altra parte e così con una faccia come il sedere, hanno reso positivi anche i ricoverati per altre patologie e numeroso personale medico impegnato nella quotidianità contro le malattie più svariate. Ebbene lo avete visto e sentito, ma la vostra indignazione si è fermata su queste pagine virtuali, non so, forse aspettate che accada a voi o a qualcuno dei vostri familiari per dare sfogo alla protesta per costringere questi violenti egoisti a cambiare registro. Ebbene dicevo, non vi ribolle il sangue difronte a queste palesi ingiustuzie, non sentite forte il desiderio di andare davanti al Cardarelli per gridare a questi vigliacchi che stanno mettendo in ginocchio l'intero settore ospedaliero oltre che minare la salute, finanche la vita di centinaia di innocenti, non vi sale l'indignazione nemneno difronte a tutto ciò?! Avete paura del Covid ma non di chi ve lo sta portando nei luoghi di ricovero e di possibile cura?! Vi lancio l'ennesimo appello, scegliete il giorno, facciano sentire che non siamo fifoni, non siamo assoggettati a questa lercia politica, che siamo ancora orgogliosi di chiamarci uomini e donne e portiamoci davanti al nosocomio regionale pubblico a ristabilire la sicurezza, la giustizia e il diritto alla cura in luoghi garantiti. Più che dire, come sempre, ECCOMI, dico fatevi sentire, aspetto le vostre adesioni, facciamolo per noi e per chi non c'è più!"