Sulla crisi di governo è intervenuto con un'agenzia stampa l'onorevole Antonio Federico. "Matteo Renzi ha messo in scena il suo ultimo show - ha sostenuto-  ma l'unica cosa che è riuscito a rottamare finora è la pazienza degli italiani. Il suo egocentrismo gli fa perfino ignorare la gravità dell'emergenza sanitaria ed economica che stiamo fronteggiando, ma non fermerà il nostro impegno per dare un futuro al Paese. Con il presidente Conte e i nostri ministri, faremo di tutto affinché le sue scelte incomprensibili non danneggino i provvedimenti finalizzati a dare sostegno agli operatori sanitari e a portare sollievo ai cittadini e agli operatori economici colpiti dalle conseguenze del lockdown e delle nuove limitazioni. Metteremo anche al sicuro gli oltre 200 miliardi del Recovery fund, che questa crisi immotivata rischia di far vacillare. Davanti a una fase così delicata e a un treno che non passerà più Renzi decide di sabotare il governo: ci chiediamo se tra le fila del suo partito ci si renda conto del danno che questo rischia di causare all'Italia". 


Intanto oggi la parola chiave della crisi è tempo. Giuseppe Conte ne ha bisogno prima di salire al Quirinale non per dimettersi ma per dare garanzie e numeri sul nuovo gruppo parlamentare di responsabili che dovrebbe sostenerlo in Parlamento. Tempo che opposizione - ma oggi anche il Pd - negano chiedendo di parlamentarizzare immediatamente la crisi. Tempo che anche Mattarella pretende sia breve. Pd, M5s e Leu blindano il premier che chiude con Renzi, la cui "inaffidabilità politica" Nicola Zingaretti certifica davanti ai dem che però chiedono ai responsabili, se ci sono, di uscire allo scoperto. Clemente Mastella, che tira le fila dell'operazione con la consorte Sandra Lonardo, rassicura: "Non cerco i responsabili con il lanternino, ma ci sono. Come i vietcong. E per il sostegno a Conte prima eravamo a meno quattro, poi a meno tre, ora a meno due". Anche il M5s, che stasera si riunisce in assemblea, con Luigi Di Maio dice "per sempre" no a Renzi e con Di Battista "mai più" ad esecutivi con Iv.