Instagram e non solo! #EtuCheNePensi

di Cinzia Venditti

Oggi parliamo di social, Instagram per la precisione. Quella finestra sul mondo senza la quale ormai non immaginiamo neanche le nostre giornate, in un momento, come quello che stiamo vivendo, in cui il mondo possiamo solo guardarlo, immaginarlo, sognarlo. Tutti noi, o la maggior parte, abbiamo un profilo Instagram, su cui pubblichiamo foto e stories, interagiamo con gli altri, o semplicemente curiosiamo nelle vite di gente famosa, conoscenti e sconosciuti (ci facciamo anche un po’ i fatti altrui sì!).

Tuttavia, c’è chi di questo passatempo ne ha fatto una passione e poi anche un mestiere, per il quale occorre carisma, inventiva, bellezza ma anche studio e tecnica: gli influencer. La prima che ci viene in mente è Chiara Ferragni, ma ce ne sono anche altri, come Giulia De Lellis, Mariano di Vaio e così via (Chiara resta sempre la numero uno, si sa!). Seguaci su seguaci, like su like, visualizzazioni su visualizzazioni, contatti su contatti, le prime sponsorizzazioni, poi sempre di più e così Instagram diventa una professione.

Ne parliamo proprio con uno di loro, Alberto di Bartolomeo, intervistandolo a #EtuCheNePensi. Alberto è originario di Agnone e vive a Campobasso. 141 mila follower, un profilo mozzafiato, un imprenditore del settore quindi, ma anche un dottore in Medicina estetica, esperto in Nutrizione. Unisce così in un profilo medicina, estetica, fitness, benessere, moda, tendenza e bellezza (io che ce l’ho davanti per intervistarlo ve lo posso confermare!)

Allora Alberto, quando e come è cominciato il tuo percorso nel mondo del fitness?

Subito, a 13 anni. Ero un ragazzino come tanti, insoddisfatto del proprio corpo. Pesavo 72 chili e allora ho iniziato una dieta mirata combinata all’attività fisica. Tutti possiamo cambiare qualcosa che non ci fa stare bene e il mio obiettivo era proprio approdare ad uno stato fisico e psicologico di benessere. A 16 anni poi ho acquistato un libro al riguardo, di carattere scientifico e specialistico e lì ho iniziato a interessarmi alla materia sotto un altro punto di vista, quello medico, capendo ciò che avrei poi voluto fare da grande: utilizzare la mia esperienza personale e i miei studi per aiutare gli altri, per riportare il paziente ad uno stato psico-fisico di benessere.

Ma veniamo ad Instagram. Quando ti sei iscritto e come hai iniziato in quello che sarebbe diventato il principale social network dei nostri tempi?

Quando è iniziata… Subito, oltre al campo medico e sportivo mi hanno sempre affascinato l’informatica, la fotografia, Internet. Il primo profilo, collegato a Facebook, aveva il mio nome e cognome e lì pubblicavo le foto che avevo scattato in palestra, con una macchina fotografica e un cavalletto all’inizio. I miei amici mi prendevano in giro, ero l’unico ad utilizzare Instagram e a pubblicare con frequenza. Per questo ho quasi subito cambiato il nome e inserito ADBFIT, le iniziali del mio nome e cognome più il riferimento al fitness.


Ma già immaginavi che negli anni Instagram sarebbe diventato il social network più importante e conosciuto, offrendo enormi potenzialità di guadagno, un lavoro vero e proprio quindi?

No, io ho iniziato per gioco e perché mi piaceva il Web, insieme alla fotografia e alla palestra, che ho unito nel mio profilo. Se avessi immaginato cosa sarebbe diventato dopo dieci anni, cioè oggi, sarei ai livelli di Chiara Ferragni! O almeno avrei potuto provare a raggiungere i livelli di chi è davvero famoso. Chi ci ha visto lungo ora è arrivato davvero in alto, perché prima era più semplice, ci si riusciva con poco rispetto ad ora, dato che c’era meno utenza e quindi concorrenza. Instagram aveva meno potenzialità da studiare, come le stories che prima non esistevano, oppure gli hashtag avevano più importanza nel poter dare visibilità a una foto.

E come sei arrivato a 141 mila follower? Quando è che hai iniziato ad avere cifre importanti di seguaci e a registrare le prime entrate economiche?

Eh, bella domanda. Allora all’inizio, come ti ho raccontato, per due o tre anni ho pubblicato foto col cavalletto, prevalentemente legate alla mia attività fisica. Poi ho cominciato a scattare con un cellulare, anche con altri soggetti, come i paesaggi, e ho iniziato ad informandomi su alcune regole per aumentare followers, anche applicazioni per accrescere like e seguaci, che non servono a nulla. Non ho peli sulla lingua e sono molto trasparente, tutti lo hanno fatto o lo fanno, ma riguardo a Instagram ci sono, come in tutto, cose positive o negative. Queste app, o i famosi Bot per essere attivo socialmente, che danno like o follower “finti” le ho provate anche io ma non servono a nulla, sono una perdita di tempo: chi vuole provare lo sappia! Avevi un follower, anche tra i profili più conosciuti, ma dopo 4 o 5 giorni toglievano il follow e viceversa. Erano gli inizi di Instagram, ero anche inesperto e non potevo confrontarmi con nessuno, non c’erano gli esempi e l’utenza che c’è oggi sui social, così tutto ciò mi ha portato a circa un 15 mila follower, da lì ho capito che sono strumenti che fanno il lavoro che tu dovresti fare su Instagram e ciò che realizzi non è farina nel tuo sacco, non mi sembrava genuino, mi pareva scorretto anche. Ho tolto tutto e continuato da solo, dicendomi: “E’ una mia passione, la fotografia e Instagram, e una mia sfida personale migliorarmi in questo, mai perdendo di vista ciò che voglio fare, cioè il dottore. Quindi continuo da solo, con spontaneità, pubblicando ciò che mi va, come e quando sento io che sia giusto, vediamo come va...”

Ed è andata più che bene direi, a testimonianza del fatto che essere se stessi ripaga sempre…. Oltre a questo qual è il segreto per avere successo su Instagram?

Beh, essere attivi. Pubblicare costantemente, commentare sempre, supportare chi segui il più possibile, scambiare like, creare, in sostanza, una community. Poi, ovviamente, scegliere delle belle foto, di impatto, in quanto a colori, soggetto, esposizione e così via.

Ma tu ti reputi un influencer?

Influencer… a volte mi sembra che questa parola abbia un’accezione un po’ negativa, da “influenzare”, mentre nessuno realmente dovrebbe influenzare o farsi influenzare. Per me è un hobby, una passione, lo faccio perché mi piace e mi fa stare bene. Sì, quando poi hai successo le aziende iniziano a pagarti per sponsorizzare i loro prodotti, vestiti o accessori che metti nelle foto, soprattutto imprese estere, ma io mi reputo un medico, che vuole continuare quello per cui ha sempre studiato.

Infatti tu sei anche un dottore, appena laureato, che sta svolgendo concorsi nel campo nella medicina con successo. Quando inizierai a lavorare come medico, pensi che riuscirai a conciliare i due mondi, Instagram e la tua professione?

Colpito e affondato! Me lo chiedo spesso, a volte mi spaventa pensarci, siamo esseri umani: le scelte ci fanno paura. Ad ogni modo, cercherò di conciliare le due cose, magari aprendo uno studio medico privato e mantenendo anche ciò che faccio su Instagram, anzi utilizzandolo per farmi conoscere o mostrare qualcosa anche ai miei pazienti.

Cambiamo argomento, la bellezza. Quanto conta un bell’aspetto fisico per avere successo su Instagram?

La bellezza è necessaria ma non sufficiente, come una Ferrari: bellissima ma la devi saper portare. Vedo profili vincenti di chi non è oggettivamente “bello” diciamo, ma che hanno molto successo e poi ragazzi e ragazze molto più belli di me ma che non riescono a raggiungere determinati livelli perché carenti in tutto ciò che abbiamo detto devi saper fare con questo social.

Curiosità per le tue fan… ma sei fidanzato?

Sì, da un anno.

Infine, a parte like e follower nel mondo virtuale, in quello reale essere conosciuti così come lo sei tu può avere dei risvolti negativi?

Sì, a volte gioca un po’ a sfavore. Molti tendono a giudicarti fermandosi all’apparenza. Dicono che te la tiri, che sei superficiale, che ti basi molto sull’apparenza delle cose, ma ciò accade a tutti coloro che sono un po’ al centro dell’attenzione, specialmente in piccole realtà come la nostra. L’importante è che poi facendoti conoscere per ciò che sei realmente ti rifai su tutte le critiche.


Grazie Alberto. E per tutte le lettrici che mi staranno invidiando, ve lo confermo ragazze: otre che bello e intelligente è anche simpatico! Per chi ha dei pregiudizi, come già scritto in un precedente articolo, la bellezza da sola non basta se manca il talento. Soprattutto, più che un passe par tout, a volte può al contrario costituire un ostacolo, per chi si ferma alle apparenze non conoscendo cosa c’è dietro. A volte le cose sono proprio così, come sembrano, e dietro non c’è proprio nulla. Altre volte, invece, al di là della superficie, si nasconde un universo immenso bellissimo, ma bellissimo dentro.

#EtuChenePensi ?