Comunicare la direzione in epoca Covid: esce la monografia con il contributo di Federsanità

Per le organizzazioni sanitarie è importante programmare e strutturare linee diffuse di comunicazione e informazione rivolte ai pazienti, ai cittadini, alle istituzioni o ai professionisti interni per rinforzare la corporate identity, la reputation e i valori propri dei servizi sanitari e di salute.

Il Covid ha messo in luce anche le differenti culture organizzative tra le regioni, in cui la valenza strategica della comunicazione, dell'informazione, dei rapporti con i media e con i cittadini assumono rilevanza diversa. È evidente come alcuni Sistemi Sanitari regionali, quelli che tra l'altro fanno registrare i migliori outcome sia in termini di risposta ai bisogni di salute che di sostenibilità, continuino a potenziare le strutture interne deputate al rapporto con il pubblico interno e quello esterno.

Comunicazione in emergenza, nuovi strumenti digitali (social, chatbot, avatar, machine learning, semantic web), consolidate strategie comunicative e d’informazione, l'esplosione di una pluralità di emittenti dei processi comunicativi.

Anche per questo, è disponibile da pochi giorni la monografia “Comunicare la direzione” della rivista Organizzazione Sanitaria - FRG Editore, frutto di una riflessione condivisa, nella piena integrazione d’idee e di prospettive tra le iniziative del Tavolo nazionale dei comunicatori di Federsanità ed il Tavolo nazionale sanità dell’Associazione PA Social.


Comunicazione in emergenza, nuovi strumenti digitali (social, chatbot, avatar, machine learning, semantic web), consolidate strategie comunicative e d’informazione, l'esplosione di una pluralità di emittenti dei processi comunicativi.
 
Tanti i contributi di un osservatorio privilegiato che racconta le modalità con cui è gestita la dimensione informativa e comunicativa in questi lunghi mesi di pandemia:
Francesco Giorgino (TG1, professore della LUISS School of Government), Angelo Tanese (DG ASL Roma 1), Marinella D’Innocenzo (DG ASL Rieti), Giacomo Centini (DG AO Alessandria), oltre a tanti specialist e professionisti della comunicazione e dell'informazione sanitaria di varie realtà nazionali e regionali: Marzia Sandroni, Lorella Salce, Roberta Mochi, Teresa Bonacci, Mariateresa Dacquino, Valeria Arena, Sonia Giusa, con il coordinamento editoriale di Francesco Colavita.

“Mai come in questi ultimi 10 mesi la comunicazione è stata determinante per l'intero sistema sanitario al fine di divulgare corrette informazioni ai pazienti ma, in linea generale, a tutti i cittadini. La qualità dei contenuti prodotti e diffusi – afferma la Presidente di Federsanità nazionale Tiziana Frittelli – è stata dirimente per creare intorno alla gestione della emergenza un circuito virtuoso di informazioni che da un lato hanno contribuito alla efficace organizzazione sanitaria, rispetto a tutta una serie di comunicazioni relative ai servizi, dall'altro per creare consapevolezza rispetto a quanto stava, e sta ancora, accadendo dando anche voce al lavoro dei nostri professionisti negli ospedali e sul territorio".
 
La comunicazione e l'informazione sono oggi a pieno titolo tra i principali driver di cambiamento che orientano l'azione delle organizzazioni sanitarie, svolgendo l'importante ruolo di community building. La dimestichezza nell'utilizzo dei social per le pubbliche amministrazioni, ad esempio, è a tutti gli effetti un indicatore del comportamento partecipativo degli stakeholder.
 
“La comunicazione e informazione pubblica, anche e soprattutto attraverso le piattaforme digitali - spiega Francesco Di Costanzo, presidente PA Social - hanno avuto un ruolo centrale nel corso dell'emergenza e continueranno ad averlo anche in futuro. L'utilizzo di social e chat per informare, comunicare, offrire servizi e dialogo ai cittadini è ormai un asset irrinunciabile. Nel settore sanitario tutto ciò, non solo nell'emergenza ma anche nella normalità, ha un ruolo fondamentale per essere vicini ai cittadini. Ringrazio i professionisti che in questi mesi hanno dato una risposta straordinaria in tutta Italia, anche attivando nuovi canali. Ora dobbiamo far sì che la svolta digitale sia strutturale e non solo emergenziale. Occorre, velocemente e con convinzione, puntare sulle competenze e riconoscere le professionalità, una nuova organizzazione del lavoro, un passaggio culturale verso il digitale non più rimandabile”.