Il filosofo influencer: intervista all' autrice Simonetta Tassinari

La redazione di Moliseweb ha avuto il privilegio di aver potuto intervistare la Professoressa di storia e filosofia dello scientifico “A.Romita” di Campobasso Simonetta Tassinari, per quanto riguarda la pubblicazione del suo ultimo scritto “Il Filosofo Influencer”.
-Professoressa, come mai ha deciso di scrivere questo libro?
“Io mi occupo di filosofia pratica da molti anni cominciando con la stesura del libro “Il filosofo che c’è in te”, uscito due anni fa, continuando poi l’estate scorsa, con un altro scritto di filosofia pratica per ragazzi intitolato “SOS filosofia” (che riguarda la filosofia per contrastare le emergenze della vita) e il terzo libro che si dedica alla filosofia pratica è proprio “Il filosofo influencer”. Secondo me gli “influencer” maggiori che hanno avuto un’influenza, per l’appunto, più duratura sono stati proprio i filosofi che sono stati capaci di indirizzare la storia, le politiche, la visione dell’uomo sul mondo e su sé stessi, però mi rendo conto che ognuno di noi è soggetto a una molteplicità di influenza che subisce nella vita quotidiana. Per poter diventare influencer di sé stessi occorre “liberare” il pensiero e quindi mi sono messa a studiare tutto quello che ho trovato su questo argomento. Questo libro è anche frutto di autoanalisi e di interviste condotte nei miei “caffè filosofici” insieme alla mia amica e collega Adele Fraracci. Ascoltando le persone all’interno di questi caffè filosofici mi è sembrato un’esigenza attingere alle cose più remote del proprio pensiero in modo da come giungere a esercitare il proprio pensiero critico”
-Lei nel suo libro ha affermato che non esiste un’oggettività pura, potrebbe illustrare questo passaggio?
“Non esiste un’oggettività pura perché ognuno di noi ha un tramite. Come diceva Schopenhauer “non esiste oggetto senza soggetto” e “io non vedo il sole ma ho l’occhio che vede il sole, non tocco la terra ma è la mano che tocca la terra”. Quindi comunque sia, è impossibile non dare una lettura propria della realtà che ci circonda, una realtà materiale ma anche ovviamente spirituale. Quindi, abbiamo sempre un tramite che è impossibile dimenticare. I punti di vista, dove magari ognuno porta qualcosa alla questione, non saranno mai completamente oggettivi anche se affermati con sicurezza certi che si tratti della verità assoluta non è da considerare una cosa corretta. Dobbiamo ricordare che c’è tutto questo soggettivismo in tutto quello che diciamo, facciamo e pensiamo, e quando parliamo di oggettività alla fine si tratta di un accordo tra gli uomini, tenendo presenti tutti i punti di vista.”
-Lei cosa nota maggiormente nei giovani d’oggi? E cosa vorrebbe consigliare a loro in modo da invogliarli a pensare con la loro testa senza i precetti imposti da questa società?
“C’è una certa omologazione nei comportamenti e nel modo di pensare. È vero che i giovani hanno bisogno di stare l’uno con l’altro, Aristotele per esempio parlava delle amicizie mettendo in evidenza di come i giovani siano gli unici che praticano l’amicizia del piacere per via che semplicemente vogliono stare con i loro coetanei poiché sono personalità in crescita, perché hanno bisogno di modelli, anche di sorreggersi l’uno con l’altro. Molto spesso, quest’amicizia del piacere, si muta in una imitazione, anche senza rendersene conto, e questo vuol dire che per pensare come gli altri per omologarsi al gruppo finisce inevitabilmente per soffocare sé stessi. Ai ragazzi rivolgo l’invito degli illuministi di pensare con la propria testa, diventare maggiorenni mentalmente. Prima di accettare una nuova idea, prima di comportarci come tutti gli altri dovremmo sempre domandarci “ma è quello che voglio io?”. È fondamentale affrontare questo processo mentale nell’età giovanile perché proprio questo periodo che per cercare piacere al prossimo si tende a soffocare la parte più vera di noi stessi, pagandone il prezzo una volta diventati adulti poiché ci si sarà abituati ad omologarsi agli altri.”

Di Simone d’Ilio