Termoli. Intervista al Direttore Generale Florenzano sull'Ospedale da Campo e Terapie Intensive

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Oggi 22 gennaio la Chiesa festeggia San Vincenzo di Saragozza, diacono e martire

1506 – Arriva a Roma il primo contingente di Guardie Svizzere, composto da 150 uomini.
1899 – I capi di sei colonie Australiane si incontrano a Melbourne per parlare della confederazione.
1901 – Edoardo VII diventa re dopo la morte della madre, Vittoria del Regno Unito.
1911 – Inaugurazione dello Stadio del Genoa (poi dal 1933 denominato Stadio Luigi Ferraris), il più antico stadio italiano, a tutt’oggi in uso.
1941 – Seconda guerra mondiale: Il Regno Unito strappa Tobruk alle forze dell’Asse nell’Operazione Compass.
1944 – Seconda guerra mondiale: Gli Alleati iniziano l’Operazione Shingle (Sbarco di Anzio).
1962 – L’Organizzazione degli Stati americani (OAS) sospende Cuba.
1970 – Primo volo commerciale di un Boeing 747, da New York a Londra in 6 ore.
1980 – Andrei Sakharov viene arrestato a Mosca.
1983 – Björn Borg lascia la sua carriera nel tennis dopo aver vinto consecutivamente cinque Tornei di Wimbledon.
1984 – Viene presentato il primo computer Apple Macintosh, con uno spot durante il XVIII° Superbowl.
1987 – Il politico della Pennsylvania Budd Dwyer si suicida in diretta televisiva.
1997 – Madeleine Albright diventa la prima donna Segretario di Stato degli USA, dopo essere stata confermata dal Senato degli Stati Uniti.
1998 – Theodore Kaczynski (alias Unabomber) si dichiara colpevole e accetta la condanna all’ergastolo.
2009 – Hillary Clinton viene confermata dal Senato degli Stati Uniti Segretario di Stato.
2019 – L’aereo privato che trasportava l’attaccante argentino Emiliano Sala da Nantes a Cardiff scompare dai radar nei cieli dello Stretto della Manica senza lasciare tracce.

Nati 

Andrè Marie Ampère (1775) – Scienziato francese
Francesco Bacone (1561) – Filosofo inglese
George Byron (1788) – Poeta inglese
Alberto Caracciolo (1918) – Filosofo italiano
Antonio Gramsci (1891) – Politico italiano
Gotthold Ephraim Lessing (1729) – Scrittore, filosofo e drammaturgo tedesco
Ciro Menotti (1798) – Patriota italiano
Walter Raleigh (1552) – Navigatore, corsaro e poeta inglese
Wilbur Scoville (1865) – Chimico statunitense, inventore della Scala di Scoville
August Strindberg (1849) – Drammaturgo, scrittore e poeta svedese
Emilio Visconti Venosta (1829) – Politico e diplomatico italiano

Morti 

Giorgio Caproni (1990) – Poeta italiano
Lyndon Johnson (1973) – 36° Presidente degli Stati Uniti d’America
Ursula K. Le Guin (2018) – Scrittrice statunitense
Heath Ledger (2008) – Attore australiano
Papa Benedetto XV (1922) – Pontefice della Chiesa cattolica italiano
Tullia Zevi (2011) – Giornalista e scrittrice italiana

Oggi vi raccontiamo la storia di uno dei tennisti più forti di sempre.

Björn Rune Borg (IPA: ,  Stoccolma6 giugno 1956 è un ex tennista svedese. Tra il 1974 e il 1981 ha vinto 11 titoli del Grande Slam, di cui sei al Roland Garros (secondo soltanto a Rafael Nadal) e cinque consecutivi a Wimbledon (record detenuto a pari merito con Lawrence Doherty e Roger Federer) ed è stato numero uno del mondo nella classifica ATP dal 23 agosto 1977 al 2 agosto 1981.

Annoverato fra i più grandi tennisti di tutti i tempi, batté numerosi record dell'era Open che tuttora resistono, vincendo il 41% dei tornei del Grande Slam che disputò e il 90% dei singoli match di quei tornei, vincendo l'Open di Francia e Wimbledon nella stessa stagione per tre anni consecutivi, conquistando tre tornei del Grand Slam senza perdere un set. La sua percentuale di vittorie in carriera è dell'82.72% degli incontri disputati e del 70% contro giocatori all'epoca fra i primi dieci al mondo.

La sua ascesa, quando era ancora adolescente, contribuì negli anni settanta alla popolarità del tennis, divenuto da allora tra gli sport più praticati fino ad oggi. Il circuito professionistico diventava sempre più redditizio e nel 1979 fu il primo tennista a guadagnare più di un milione di dollari di montepremi in una stagione. Il logorio psicofisico per una carriera non lunga, ma intensissima, lo portò ad abbandonare il tennis a soli 26 anni, causando sconcerto nel mondo tennistico.

Björn venne affascinato dal tennis fin da giovanissimo. Il primo contatto con questo sport lo ebbe quando il padre gli regalò una racchetta da tennis, da lui ricevuta come premio per aver vinto un torneo dilettantistico di tennis tavolo.

Il giovane Borg non ha rivali nelle categorie della sua età e nel 1972, a soli 15 anni, viene selezionato per la squadra che deve rappresentare la Svezia in Coppa Davis. All'esordio nel grande tennis il futuro campione sconfigge in 5 set il neozelandese Onny Parun. Pochi mesi dopo vince il singolare maschile Junior del Torneo di Wimbledon.

Il 1973 è il suo primo anno da professionista e si rivela al mondo raggiungendo in aprile la finale al Monte Carlo Open contro Ilie Năstase. Successivamente raggiunge il quarto turno all'Open di Francia, in cui viene battuto da Adriano Panatta, e i quarti di finale a Wimbledon, dove viene sconfitto dall'inglese Roger Taylor. In luglio a Båstad arriva in semifinale, in cui perde contro Stan Smith. Poi conferma di non essere una meteora arrivando al quarto turno agli US Open, dove si arrende a Nikola Pilić, e poche settimane dopo raggiunge nuovamente la finale a San Francisco, ma stavolta è Roy Emerson a negargli la gioia del primo titolo in carriera. Nell'ultima parte di stagione arriva in semifinale a Barcellona e in finale a Stoccolma contro Tom Gorman (precedentemente riesce a sconfiggere in semifinale Jimmy Connors). L'ultimo acuto della stagione è in novembre quando raggiunge la finale a Buenos Aires, venendo sconfitto da Guillermo Vilas. A fine anno il diciassettenne è al 18º posto del ranking mondiale, pur non avendo vinto nessun titolo, grazie alle quattro finali raggiunte e ai quarti di finale di Wimbledon.

Nel 1974 vince i suoi primi 7 tornei professionistici. Dopo due successi sul cemento (uno dei quali battendo Arthur Ashe in finale) vince gli Internazionali d'Italia sul campo di terra battuta del Foro Italico, sconfiggendo nettamente in tre set Ilie Năstase. Due settimane dopo il successo di Roma si ripete sulla terra battuta vincendo il suo primo Slam all'Open di Francia, battendo Manuel Orantes in finale con il punteggio di 2–6, 6–7, 6–0, 6–1, 6–1. Questo successo lo rende il più giovane vincitore della storia del Roland Garros (record che verrà migliorato da Mats Wilander nel 1982 e poi da Michael Chang nel 1989). Prende parte all'unico Australian Open della sua carriera, arrivando al terzo turno.[8]

All'inizio del 1975 Borg sconfigge il grande campione australiano Rod Laver (oramai trentaseienne e a fine carriera) nella semifinale del torneo di Dallas, con il punteggio 7–6, 3–6, 5–7, 7–5, 6–2, in seguito Borg perderà la finale contro Arthur Ashe. Qualche tempo dopo difenderà con successo il suo titolo all'Open di Francia battendo Guillermo Vilas nella finale e un mese dopo raggiunge i quarti di finale a Wimbledon, sconfitto ancora da Arthur Ashe con il punteggio di 2-6, 6-4, 8-6, 6-1. Nel 1975 vince due gare individuali e una di doppio nella finale di Coppa Davis vinta dalla Svezia 3-2 sulla Cecoslovacchia, portando la sua striscia vincente a 19 match consecutivi nella competizione. Alla fine dell'anno ha aggiunto al suo palmarès 5 titoli ATP.

Nel 1976 Björn perde nei quarti di finale dell'Open di Francia, si tratta della seconda e ultima sconfitta della carriera di Borg nel torneo parigino, ancora una volta per mano di Adriano Panatta che è pertanto l'unico uomo ad aver sconfitto (due volte) il grande campione svedese nel Roland Garros. Qualche settimana dopo Borg vince a Wimbledon il terzo Slam della sua carriera; in finale batte 3-0 Ilie Năstase e per tutto il torneo non cede mai nemmeno un set, Borg è il più giovane vincitore del singolare maschile a Wimbledon (record poi superato dal tedesco Boris Becker). La sua vittoria tuttavia è coperta da alcune ombre: secondo i critici del campione svedese, nella seconda settimana del torneo il campo ha mutato profondamente le sue condizioni a causa del caldo insolito, perdendo velocità e favorendo lo svedese, fortissimo sulle superfici lente grazie al suo gioco da fondo campo. Borg tuttavia dimostrerà inequivocabilmente di saper adattare il suo gioco da fondo campo anche alle superfici veloci negli anni successivi. In questa stagione raggiunge anche la finale all'US Open (per l'ultima volta su superficie lenta), perdendo in 4 set contro il numero uno del mondo Jimmy Connors. Oltre al successo in Inghilterra si aggiudica altri 5 titoli del circuito ATP.

Nel 1977 vince 11 tornei. Salta l'Open di Francia poiché nel frattempo divenne membro della associazione TeamTennis, all'epoca in polemica con la federazione; ma riesce a ripetere il successo di Wimbledon dimostrando a tutti gli scettici che il trionfo dell'anno precedente non fu solo un caso. Björn deve faticare nettamente più dell'edizione '76, sconfigge in semifinale il suo grande amico Vitas Gerulaitis con il punteggio di 6–4, 3–6, 6–3, 3–6, 8–6; nella finale trova nuovamente Jimmy Connors sconfiggendolo in 5 set. Con questo successo il 23 agosto 1977 diventa il nuovo numero uno del mondo, ponendo fine alle 160 settimane consecutive in testa al ranking di Connors (rimarranno un record fino all'avvento di Roger Federer), tuttavia dopo una sola settimana il 29 agosto Connors si riprende il primato in cima al ranking.

Nel 1978 inizia il periodo migliore della carriera del tennista svedese. Vince senza problemi il terzo Open di Francia della sua carriera senza perdere neanche un set e sconfiggendo ancora l'argentino Guillermo Vilas in finale in soli 3 set. Anche a Wimbledon vince il suo terzo titolo (consecutivo) vincendo in 3 set la finale contro il rivale Connors, con questo risultato Borg è il primo (con Rafael Nadal nel 2008 e Roger Federer nel 2009) tennista capace di vincere Wimbledon e Roland Garros nella stessa stagione nell'era open (fa eccezione Rod Laver che nel 1969 realizzò il grande slam). Poche settimane dopo si disputa l'US Open per la prima volta sul campo in cemento, questo sembra escludere Borg che tuttavia conferma la grande adattabilità del suo gioco arrivando in finale ma perdendo nettamente in tre set contro Connors. In quell'anno vince in totale 9 tornei e va segnalato che viene sconfitto in semifinale all'Open di Stoccolma da un giovane americano destinato ad incontrare più volte nel corso della sua carriera: John McEnroe.

Nel 1979 Björn vince 13 tornei confermando senza troppi problemi il suo dominio in Francia e in Inghilterra (sui campi di Wimbledon si tratta del quarto successo consecutivo), centrando la doppietta per il secondo anno consecutivo. Perde ancora contro McEnroe nella finale del WCT di Dallas, tuttavia il 9 aprile 1979 riesce nuovamente a scalzare Connors dalla posizione di numero uno del mondo, mantenendo il trono per 6 settimane prima di cederlo nuovamente all'americano. Ancora una volta non riesce a imporsi nell'US Open venendo superato ai quarti di finale da Roscoe Tanner. Alla fine della stagione riesce a vincere anche il suo primo The Masters battendo McEnroe in una durissima semifinale e Gerulaitis in finale. Il 9 luglio 1979 conquista per la terza volta la testa del ranking mondiale, mantenendola per 34 settimane fino al 2 marzo 1980. Nel finale di stagione a Montréal vince il 50º torneo ATP della sua carriera a soli 23 anni.

Durante il triennio 1978-1979-1980 riceve per tre volte consecutive il titolo di Campione del Mondo ITF.

Nel giugno 1980 vince il suo quinto Open di Francia. Anche quest'anno non perde neanche un set in tutto il torneo (stabilendo il record di 3 tornei del Grande Slam vinti senza perdere set, poi raggiunto dallo spagnolo Rafael Nadal), e poche settimane dopo riesce ad arrivare alla finale di Wimbledon contro un agguerritissimo McEnroe. La partita è giudicata da molti come una delle più belle della storia di questo sport, negli occhi dei tifosi rimarrà per sempre il tiebreak del quarto set, con Borg in vantaggio 2-1 nel conto set i due avversari diedero vita ad una grande sfida che vide Borg avere 5 palle match per chiudere l'incontro e McEnroe 6 palle per arrivare al quinto set; in quel tiebreak l'americano si impose per 18-16, ma poi nel quinto set Borg riuscì a prevalere 8-6 vincendo il suo quinto Wimbledon consecutivo.

Anni dopo Borg confesserà che in quell'occasione per la prima volta ebbe paura di perdere il titolo sull'erba. Egli stesso ammise che quella sensazione corrispose all'inizio della fine del suo periodo di dominio. Poche settimane dopo i due rivali diedero vita ad un nuovo match spettacolare nella finale dell'US Open: stavolta il vincitore fu il grande campione americano e per Borg si concretizzò la terza sconfitta in finale nel torneo. In quell'anno Borg sconfisse il rivale nella finale dell'Open di Stoccolma e in seguito nella fase a girone del torneo The Masters. Dopo aver sconfitto McEnroe Borg riuscì a vincere il torneo per il secondo anno consecutivo battendo agevolmente Ivan Lendl in tre set 6–4, 6–2, 6–2. Oltre ai tornei più prestigiosi già elencati si aggiudica anche 6 tornei minori ATP. Durante il 1980 Borg e McEnroe si alternano in cima alla classifica mondiale: il 2 marzo McEnroe conquista il primato cedendolo il 24 dello stesso mese allo svedese che lo conserverà per 20 settimane per poi cederlo il 10 agosto e riprenderselo il 18 dello stesso mese e conservarlo fino al luglio 1981.

Nel 1981 Borg vince il suo sesto e ultimo titolo (quarto consecutivo, record superato solo da Rafael Nadal nel 2014) all'Open di Francia; poche settimane dopo arriva per la sesta volta consecutiva in finale a Wimbledon, ma dopo 5 titoli e 41 vittorie consecutivi nello Slam britannico (record detenuto a pari merito con Roger Federer), McEnroe lo sconfigge in 4 combattuti set, impedendogli la conquista del sesto titolo. Il 5 luglio, dopo 46 settimane, Borg cede il posto di n. 1 del mondo a McEnroe, il 20 luglio riprende per la sesta e ultima volta il primato nel ranking per due sole settimane, portando il suo totale a 109.

Qualche settimana dopo arriva per la quarta volta in finale all'US Open: come l'anno precedente a contendergli il titolo è sempre McEnroe che ha la meglio in quattro set, impedendogli così definitivamente di conquistare lo Slam statunitense (l'US Open 1981 fu l'ultimo Slam in assoluto giocato da Borg). Subito dopo la sconfitta la delusione per Borg è tanta, che si riveste e cammina fuori dallo stadio prima dell'inizio della cerimonia di premiazione e della conferenza stampa. Interrogato su questo comportamento ha dichiarato che oramai non c'erano più dubbi che McEnroe fosse il nuovo numero 1 del mondo e che lui non voleva essere il numero 2. Durante l'anno vinse solo 3 titoli portando il suo totale a 63: l'ultimo suo successo fu al torneo di Ginevra.

Per via della tremenda delusione nella finale dell'US Open dell'anno precedente, nel 1982 Borg prese parte solo al Torneo di Monte Carlo, perdendo contro Yannick Noah nei quarti di finale, dopo aver passato tutta la stagione a fare da spettatore. Nel 1983 sempre a Monte Carlo si presentò in pessime condizioni fisiche per la lunga inattività: la sconfitta al secondo turno contro Henri Leconte fa decidere al campione svedese di abbandonare l'agonismo. Quella sull'argentino José Luis Clerc al primo turno a Monte Carlo 1983 rimane dunque l'ultima vittoria di Borg.

La notizia del ritiro era già nell'aria, ma sconvolse il mondo del tennis a tal punto che persino il grande avversario McEnroe provò inutilmente a convincere il neanche ventisettenne Borg a continuare a giocare.

Nei primi anni novanta Borg tentò un ritorno al tennis professionistico che fu un totale insuccesso. Borg scelse di riprendere a giocare con le sue vecchie e superate racchette in legno e perse il match del debutto contro Jordi Arrese all'Open di Monte Carlo. In seguito Borg subì una serie di cocenti sconfitte al primo turno contro giocatori di bassa classifica. Solo una volta, nel 1993, al primo turno del torneo di Mosca andò vicino al successo in una partita, portando Aleksandr Volkov al terzo set, ma anche in quella occasione perse al tie break per 9-7. Dopo il match si ritirò definitivamente limitandosi a giocare occasionalmente in tornei senior.

Nel 1989 il suo piccolo gruppo finanziario collassò e Borg si ritrovò esposto verso i creditori di oltre 1,5 milioni di dollari, ma riuscì a salvarsi dalla bancarotta

Nel marzo del 2006 suscitò scalpore la notizia della messa in asta di alcuni suoi trofei e racchette usate in alcuni match importanti. Lo svedese, che giustificò il gesto per garantire sicurezza finanziaria alle persone a lui vicine, ricevette chiamate da parte del suo grande rivale McEnroe e da Andre Agassi, e quest'ultimo si offrì di comprare tutti gli oggetti per raccoglierli in un museo, evitando che finissero in mani sbagliate. Poi Borg ci ripensò, ritirando i trofei dall'asta.

Nato a Stoccolma e cresciuto a Södertälje, una piccola città nei pressi della capitale svedese, nel 1980 Borg si sposa con la tennista rumena Mariana Simionescu, ma la coppia divorzia appena tre anni dopo. In seguito avrà un figlio di nome Robin da una relazione con la modella svedese Jannike Björling.

Nell'estate del 1988, a Ibiza, incontrò Loredana Bertè, che aveva già conosciuto al Roland Garros nel 1973, quando gli fu presentata dall'allora fidanzato della cantante, Adriano Panatta, dal quale in quell'occasione fu battuto. Nel 1989, Borg tentò il suicidio e fu proprio la Bertè a salvarlo. Pochi mesi dopo i due si sposano a Milano, prima con rito civile e poi con rito religioso. Questo matrimonio, particolarmente bersagliato dalla stampa scandalistica, fu molto tormentato e culminò in un tentativo di suicidio anche da parte della cantante italiana nel 1991: i due si separarono l'anno dopo.

Nel 2002 il tennista svedese si sposò per la terza volta con Patricia Östfeldt, con la quale vive tuttora: la coppia ha un figlio di nome Leo. In seguito a questo terzo matrimonio, Borg venne denunciato dalla Bertè per bigamia, in quanto venne scoperto che i due, per l'anagrafe, risultavano ancora sposati. La cantante chiese cinque milioni di euro di danni per il mantenimento mai versato. 

Nell'agosto 2007 ha recitato insieme al grande rivale John McEnroe in un divertente spot per la catena di supermercati inglese Tesco. La rivalità tra Borg e Connors si può riassumere in due fasi; nella prima (1973-1978) c'è stata una netta prevalenza di Connors che dopo aver perso la prima gara vinse le successive 6. In questo periodo vennero disputati 13 incontri: Connors vinse 8 volte e Borg 5. La finale dell'US Open del 1978 fu l'ultima vittoria di Connors, perché nel successivo periodo (1979-1981) Borg vinse tutte le 10 sfide tra i due portando il bilancio a suo favore per 15-8. La maggior parte delle sfide (7) sono state disputate sul campo sintetico con netta prevalenza dello svedese per 5-2. Nelle 6 sfide disputate sulla terra battuta il bilancio è in perfetta parità mentre nelle 5 sfide su cemento prevale l'americano per 3-2. Connors non ha mai battuto Borg sul campo d'erba poiché nelle 4 sfide disputate a Wimbledon lo svedese è sempre riuscito ad imporsi sul rivale.

Complessivamente il bilancio delle sfide tra Borg e McEnroe è in parità 7-7. I due non si sono mai affrontati sul campo di terra battuta in cui Borg era nettamente favorito. Sui campi d'erba i due si sono affrontati in due occasioni (le due finali a Wimbledon) vinte una per parte. Per 4 volte i due rivali si sono fronteggiati sul cemento, con un bilancio favorevole a McEnroe per 3-1. Le restanti 8 sfide sono state disputate su campi sintetici e vedono una prevalenza dello svedese per 5-3.

Oltre ai rivali storici Connors e McEnroe, Björn Borg ha avuto altre rivalità meno sentite ma che comunque sono entrate nell'immaginario degli appassionati. Una di queste è senza dubbio quella con il tennista italiano Adriano Panatta, capace di infliggere allo svedese 6 sconfitte, di cui 5 sul campo di terra battuta (la superficie preferita di Borg); Panatta è infatti l'unico tennista ad aver battuto Borg all'Open di Francia, impresa riuscitagli due volte. In più occasioni Borg ha ammesso che giocare con Panatta era estremamente impegnativo. Complessivamente il bilancio finale è di 9-6 per Borg. 

Un altro avversario ostico per Borg è sempre stato il rumeno Ilie Năstase. Entrambi amavano molto giocare sulla terra rossa e infatti le sfide più avvincenti si sono disputate su questo tipo di terreno. Năstase ha impensierito Borg soprattutto nei primi anni di carriera (fino al 1976) imponendosi in 5 sfide su 8. Negli anni successivi Borg ha vinto 6 delle sette sfide, perdendone una soltanto per Walk Over (cioè Borg non si è presentato a causa di un infortunio nel turno precedente). 

Borg smise di giocare nel 1981, pertanto non ebbe grandi occasioni di giocare contro il cecoslovacco Ivan Lendl, di qualche anno più giovane. Negli 8 incontri disputati Borg riuscì a imporsi 6 volte, tuttavia il bilancio non può essere preso in esame per un confronto tra i due atleti in quanto vedeva di fronte un Borg già campione all'apice della carriera, mentre Lendl raggiungerà l'apice a metà degli anni ottanta; quest'ultimo riuscì ad avere la meglio in due occasioni, di cui una per ritiro dello svedese. 

Borg e Vitas Gerulaitis erano grandi amici fuori dal campo e la maggior parte dei loro incontri sono stati molto avvincenti e combattuti; nonostante il reciproco timore e rispetto e l'alto livello di gioco delle partite Gerulaitis non è mai riuscito a battere sul campo l'amico-rivale, perdendo tutti i 16 incontri disputati. L'unico successo di Gerulaitis è una vittoria per Walk Over (cioè Borg non si è presentato) nella semifinale del torneo di Dallas del 1978

Borg è passato alla storia per i suoi cinque successi consecutivi a Wimbledon – record eguagliato solamente, quasi trent'anni dopo, da Roger Federer con la vittoria nelle edizioni 2003-2007 – e per aver saputo adattare al tennis su erba il suo gioco da fondocampo, che sembrava precludergli un ruolo da protagonista sul verde. I suoi successi acquistano maggior valore e considerazione perché ottenuti in un contesto tennistico più volte chiamato dagli appassionati l'età d'oro del tennis che vide affermarsi giocatori come Jimmy Connors e John McEnroeIlie NăstaseVitas GerulaitisGuillermo Vilas e Roscoe Tanner.

Lo svedese, negli anni in cui ha dominato la scena agonistica, impose standard tecnico-atletici ancora sconosciuti ai suoi avversari del tempo. In un'epoca in cui, tranne pochissime eccezioni, i tennisti utilizzavano ancora racchette dal telaio di legno, lo svedese fu il primo a colpire la palla con il colpo diritto costantemente dal basso verso l'alto, conferendole il cosiddetto effetto in top-spin mediante rotazione del polso. I vantaggi di questa tecnica di esecuzione sarebbero poi divenuti alla portata di tutti con l'avvento dei telai in alluminio e grafite e con l'allargamento dell'area del piatto corde: negli anni settanta il solo Borg riusciva a eseguire con regolarità tale colpo. Giocava inoltre con il rovescio a due mani, all'epoca giudicato estremamente inelegante: insieme a Jimmy Connors fu il primo a giocare ad altissimi livelli con quel colpo mostrandone tutte le potenzialità. Ma lo svedese fu anche un atleta nettamente superiore ai rivali dell'epoca. La sua preparazione fisica unita alla sua grande solidità mentale lo rendeva un giocatore dotato di resistenza e velocità fuori dal comune; Borg tra l'altro si allenava palleggiando contro un muro di pietre vive, con la palla che rimbalzava irregolarmente in ogni direzione.

Con l'apparizione di Borg emerse una schiera di tennisti definiti "regolaristi" o "controattaccanti": giocatori che non prediligevano il gioco di volo, ma che facevano affidamento sulla tenuta fisica e sulla costanza nel palleggio per indurre l'avversario all'errore, piuttosto che cercare la conclusione vincente. La nascita di questa tipologia di giocatori avrebbe poi condotto a un'aumentata specializzazione sulle superfici, rendendo la terra battuta terreno di caccia per questa nouvelle vague di giocatori. Lo stile di Borg fu senz'altro di ispirazione a questo tennis meno spettacolare e più fisico; a differenza dei suoi successori, tuttavia, con le sue cinque consecutive affermazioni sull'erba di Wimbledon e le quattro finali all'US Open lo svedese dimostrò di essere molto più che un forte regolarista.

La leggenda di Borg si è nutrita anche del suo temperamento incredibilmente glaciale, in totale contrasto con quello dei suoi grandi rivali Connors e soprattutto McEnroe. Borg era un uomo di poche parole ed era solito non protestare contro arbitri e giudici di linea. Al termine di uno scambio o di una partita non lo si è mai visto esultare in modo vistoso e appariscente, solo dopo la vittoria di un importante torneo si limitava ad inginocchiarsi e a volte ad alzare le braccia. Per via di questo temperamento venne quasi immediatamente ribattezzato dalla stampa Ice man (Uomo di ghiaccio), IceBorg (un gioco di parole per assonanza tra la parola Iceberg e il suo cognome) oppure Orso in riferimento non tanto alla scontrosità dell'animale solitario, quanto al suo nome, Björn, che in svedese vuol dire appunto Orso. Questo carattere così freddo e impassibile ha contribuito in modo determinante a plasmare la grande solidità fisica e mentale per cui Borg divenne celebre (e per cui è tuttora ricordato) e che gli ha consentito di raggiungere la vetta del mondo tennistico.

Borg era solito curare il look prima delle partite con una assiduità pari alla preparazione fisica; prima delle partite sceglieva accuratamente i vestiti e la pettinatura da portare in campo; ha lanciato nel mondo la moda del look sciamanico caratterizzato da capelli lunghi, lisci e apparentemente incolti, uniti a barba e baffi pronunciati. È stato forse il primo fenomeno di divismo sui campi da tennis e il suo ritiro, avvenuto quand'era ancora ai vertici del tennis mondiale, ne ha arricchito ancor di più il mito.