Monitoraggio ISS. Il Molise con l'RT più alto 1,38

Secondo il monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di Sanità l’Rt nazionale è sotto 1. I dati porteranno ai consueti ed eventuali cambi di colore delle regioni. In particolare l’indice di contagiosità è stato fissato a 0,97 a livello nazionale. La scorsa settimana questo indicatore era stato fissato a 1,09, con una punta di 1,25 in Alto Adige. Il dato fornito oggi segna un’inversione di tendenza dopo una crescita costante durata 5 settimane. Il periodo preso a riferimento dal nuovo report è quello tra il 30 dicembre e il 12 gennaio.
L’Rt, che come è noto dice a quante persone in media un infetto può trasmettere il virus, secondo gli esperti è il primo dato a «muoversi» e la sua tendenza finisce di solito con il trascinare altri dati come i casi complessivi, i ricoveri, i decessi. Per quanto riguarda i dati delle singole regioni, ad essere sopra la soglia 1, ritenuta critica, sono ancora la Puglia e la Sicilia (qui il governatore Nello Musumeci aveva chiesto e ottenuto dal governo di entrare in regime di «zona rossa»). Il report parla di «un miglioramento del livello generale del rischio». Complessivamente, «sono quattro le Regioni con una classificazione di rischio alto , vale a dire Sicilia, Sardegna, Umbria e Alto Adige ( erano 11 la settimana precedente), 11 con rischio moderato (di cui cinque ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e sei con rischio basso. Con questo scenario il ministero della salute potrebbe firmare nelle prossime ore un’ordinanza che ridefinisce i colori delle singole regioni, allentando in molti casi le restrizioni oggi in vigore.
L’unica zona che ha visto peggiorare la sua situazione è la Sardegna. Nel dettaglio ecco l’Rt delle singole regioni. Abruzzo 1,05, Basilicata 1,12, Calabria 1,02, Campania 0,76, Emilia Romagna 0,97, Friuli venezia Giulia 0,88, Lazio 0,94, Liguria 0,99, Lombardia 0,82, Marche 0,98, Molise 1,38, Piemonte 1,04, Alto Adige 1,03, Trentino 0,9, Puglia 1,08, Sardegna 0,95, Sicilia 1,27, Toscana 0,98, Umbria 1,05, Valle d’Aosta 1,12, Veneto 0,81.
La valutazione del rischio avviene incrociando 21 indicatori complessivi; di questi l’Rt è uno dei più determinanti ma non l’unico. Se da un lato la velocità di trasmissione della malattia frena, preoccupa ancora la pressione sulla rete degli ospedali.