Intervista all'on. Aldo Patriciello

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Autobus vecchi e accordi Covid non rispettati, i sindacati: ecco la disastrosa gestione dell'assessore Pallante

I sindacati, dopo una serie di mancate soluzioni a diverse problematiche sul trasporto pubblico hanno indirizzato una lettera all'assessore al ramo Quintino Pallante e per conoscenza anche al Governatore Donato Toma. Le Segreterie Regionali del Molise di Filt Cgil-Fit Cisl-Uiltrasporti e Ugl autoferro, a distanza di oltre sei mesi dalla nomina ad Assessore, tracciano un bilancio assai poco lusinghiero rispetto agli impegni che erano stati assunti con le organizzazioni sindacali. Ad oggi rammentiamo all'Assessore e al Presidente Toma che legge per conoscenza la lettera aperta che:
non ha trovato soluzione la vicenda degli stipendi,  la vicenda del parco autobus più vetusto d’Italia , la vicenda legata alla mancanza di un sistema tariffario efficiente e regionale, la problematica legata al rispetto dei DPCM ( sanificazione, igienizzazione, bigliettazione, distanziamento a bordo dei mezzi e alle fermate, istituzione di corse bis), la questione del bando di gara.


Ecco la lettera nel dettaglio: Gentile Assessore,

Come ricorderà, sin dalla sua nomina ad Assessore ai trasporti avvenuta nello scorso mese di luglio, avendo compreso le difficoltà e la necessità di conoscere ed approfondire le dinamiche di un settore eternamente in crisi come quello del trasporto pubblico e che deve essere risultato tale anche per un politico esperto e navigato come Lei, abbiamo sospeso, come primo atto di responsabilità, tutte le iniziative di mobilitazione e di protesta in corso dei lavoratori del comparto.

Abbiamo voluto fermamente credere ai suoi impegni ed a quanto ci aveva garantito e assicurato almeno sulle tematiche che attengono strettamente le competenze e i ruoli della Regione nel settore della mobilità, stiamo parlando di quell’Ente programmatore che poi è lo stesso che affida alle imprese il servizio di trasporto pubblico regionale.

Non a caso e, seguendo anche in questa circostanza un Sua considerazione, abbiamo condiviso di separare per argomenti le tante problematiche che affliggono sia il settore che i lavoratori che rappresentiamo, decidendo di affrontare con le aziende tutti gli aspetti che sono di natura prettamente contrattuale (impresa come ben sa alquanta ardua visto la pressoché inesistenza di relazioni industriali) e facendo affidamento sull’Ente Regione per le restanti materie che invece sono di stretta competenza dell’Amministrazione regionale.

E nell’individuare congiuntamente le ataviche criticità del settore sulle quali si rende indispensabile l’intervento dell’istituzione regionale, abbiamo stilato alcune priorità che proviamo a rammentare:

 
  • Sistematici ritardi nel pagamento delle retribuzioni ai dipendenti e nel versamento dei contributi previdenziali da parte di due imprese molisane riconducibili allo stesso gruppo (Atm e Gtm);
  • Eccessiva vetustà del parco autobus che risulta essere tra i peggiori d’Italia;
  • Assenza di un impianto moderno, efficace e trasparente di vendita e distribuzione dei titoli di viaggio nonché l’assenza di un sistema tariffario unico regionale;
  • Problematiche legate all’emergenza pandemica e al rispetto da parte delle imprese di trasporto delle disposizioni, degli obblighi e delle indicazioni contenute nei DPCM nonché nelle Ordinanze del Presidente della Giunta regionale del Molise (solo per fare alcuni esempi: sanificazione, igienizzazione, bigliettazione, distanziamento a bordo dei mezzi e alle fermate, istituzione di corse bis).

E poi ci sarebbe la priorità delle priorità ovvero quella riforma dei trasporti che in Molise non ha mai visto la luce e che sarebbe in grado di garantire, attraverso un regolare ed agognato bando di gara, l’assegnazione dei servizi a quelle imprese che davvero siano nella condizione di assicurare anche in questo settore efficienza, efficacia, capacità organizzativa, investimenti ma anche il rispetto dei diritti contrattuali dei lavoratori. Tutti elementi che, purtroppo, non caratterizzano (e non lo sosteniamo solo noi) il sistema trasportistico molisano.

A distanza di circa sei mesi dal Suo insediamento e, pur apprezzando la costante disponibilità al confronto e all’ascolto, disponibilità riscontrata favorevolmente anche dalle stesse maestranze con le quali ha avuto modo in più di un’occasione di rapportarsi direttamente nelle Sue sortite al Terminal di Campobasso, ci troviamo, nostro malgrado, nella consapevolezza di dover constatare che le priorità sopraindicate non hanno trovato, a tutt’oggi, sbocchi concreti.

 
  • NON HA TROVATO SOLUZIONE la vicenda degli stipendi dal momento che l’impresa inadempiente continua a condizionare (nella migliore delle ipotesi) il pagamento delle retribuzioni alla ricezione del mandato di pagamento da parte dell’Ente concernente la concessione, dimostrandosi peraltro più forte anche dei continui ultimatum da parte della Regione e, soprattutto indifferente, alle richieste di documentazione attestanti l’ufficialità del puntuale pagamento degli stipendi ai dipendenti, fatto che rende inarrestabile l’anomalia tipicamente molisana del ricorso ai Decreti ingiuntivi da parte delle maestranze.
 
  • NON HA TROVATO SOLUZIONE la vicenda del parco autobus più vetusto d’Italia e mentre facciamo ancora fatica a capire per quale motivo solo il Molise non sia riuscito ad intercettare, come invece hanno fatto altre regioni, gli ingenti fondi messi a disposizione dal governo per rinnovare e rendere più funzionali ed ecocompatibili i mezzi pubblici in circolazione, ai cittadini molisani vengono riservati autobus indecenti, altamente inquinanti, sudici e in qualche caso dove ci piove anche dentro. Per non parlare dell’umiliazione nel doversi accontentare di viaggiare su mezzi pubblici scartati da aziende che operano in altre regioni e che invece, non si sa perché, risultino idonei per i cittadini di questa regione.
 
  • NON HA TROVATO SOLUZIONE la vicenda legata alla mancanza di un sistema tariffario efficiente, moderno e soprattutto unico regionale peraltro in un contesto molisano che per le ridotte dimensioni e per il numero esiguo di abitanti, non dovrebbe rappresentare un problema irrisolvibile. Sono almeno due anni che l’attuale amministrazione regionale  continua ad annunciare l’imminente attivazione di un’apposita APP dalla quale si auspicherebbe maggiore trasparenza e il superamento della giungla tariffaria esistente, ma in realtà, in Molise, continua tristemente ad imperversare il sistema e la modalità che vigeva negli anni 50.
 
  • NON HA TROVATO SOLUZIONE la problematica legata al rispetto da parte delle imprese di trasporto delle disposizioni e degli obblighi di legge concernenti l’emergenza pandemica. Se a lamentarsi e a far rilevare la mancata osservanza delle norme di sicurezza contro la diffusione del virus, sono contestualmente le organizzazioni sindacali, le associazioni dei consumatori, i pendolari che  si recano nelle fabbriche, gli studenti che si recano negli istituti scolastici e gli stessi presidi, forse ci sarà qualcuno che non sta svolgendo a pieno il proprio dovere e probabilmente, anche durante la pandemia, punta esclusivamente a fare economia e a ridurre i costi di produzione piuttosto che osservare le disposizioni di sicurezza per impedire la diffusione del virus. Dalla Regione ci saremmo aspettati quanto meno maggiori controlli e verifiche circostanziate su criteri e modalità con le quali le imprese interpretano le norme sul distanziamento tra i viaggiatori e tra i viaggiatori e l’autista, ma anche maggiore attenzione nell’assegnazione delle corse bis aggiuntive, molte delle quali viaggiano desolatamente vuote.
 
  • NON HA TROVATO SOLUZIONE INFINE, la questione del bando di gara. Davvero una chimera che tutti intravedono e immaginano (giustamente) come la soluzione alle inefficienze del trasporto pubblico molisano, ma che (e non si sa per quale ragione) non riesce a decollare. Dall’ultimo tentativo è passato già più di un anno e la bocciatura del Consiglio Regionale sul cosiddetto “doppio lotto”, è apparsa a molti come la panacea per giustificare il rinvio a tempo indeterminato della riforma. E intanto le 29 imprese private che gestiscono il comparto senza essersi mai aggiudicate una sola gara, fanno quadrato nel tentativo di conservare lo status quo. Un governo regionale fautore del libero mercato e che sicuramente non è fautore di un modello statalista, dovrebbe pur chiedersi come mai in una regione dove imperversano da sempre solo aziende private, il settore del trasporto pubblico denoti tutte le inefficienze che purtroppo sia i cittadini che i lavoratori del comparto ben conoscono. 

Gentile Assessore,

NON CI SIAMO AFFATTO e ci rivolgiamo a Lei con la stessa franchezza e lealtà con le quali ha imparato a conoscerci per chiederLe un incontro urgente con l’obiettivo di affiancare a ciascuna priorità di quelle elencate, una data di risoluzione ben precisa. Abbiamo bisogno di fatti e di atti concreti e non più di promesse.