La malattia mette le persone di fronte alla fragilità umana, all’ineluttabilità della morte

Una storia vera, scritta da chi ha vissuto un dramma che purtroppo è stato fatale per la sua vita. Intensa, piena di amore per la famiglia ed il prossimo. Una storia che ci insegna molto e ci rende invincibili anche dopo la morte. Una storia lunga 5 racconti che ci accompagneranno con gli occhi pieni di lacrime ma anche pieni di speranza.

Tratto dai suoi scritti – In suo ricordo

Febbraio/giugno 2020 1^ capitolo
 

Sono ancora qui, a strappare quanti più giorni posso a questo terribile mostro

che cerca di distruggere il mio corpo e annientare la mia anima.

Non è certo piacevole sottoporsi a molteplici interventi e ininterrotte

chemioterapie, ma non mi importa: voglio vivere; voglio avere il tempo

necessario per far diventare più autonomi i miei figli così che possano volare

da soli, senza di me e senza la paura del futuro.

Quando nel 2014 mi diagnosticarono una metastasi al fegato, pensavo fosse

la fine. Quel referto si abbatte' su di me come un uragano equatoriale.

Ero convinta che il mio corpo fosse ritornato una fortezza inespugnabile,

invece quella notizia inaspettata mise a nudo il mio io, distruggendo la

certezza che fossi finalmente uscita dal tunnel buio e senz'aria in cui mi

incamminai nel 2010, quando scoprii di avere un carcinoma duttale infiltrante

al seno.

"Chi mai guarisce da una lesione epatica?" ,dicevo a me stessa.

Già mi proiettavo in un domani in cui non ci sarebbe stato posto per me!

Quando hai un tumore, la vita diventa come un fiume che si ingrossa per la

furia di ansie e oscuri presagi e sfocia con violenza nel mare della tristezza e

della solitudine.

Quando hai un tumore, nella mente si creano circuiti alternativi e tetri in cui

viaggiano indisturbati flussi di pensieri deprimenti e negativi che devi sforzarti

di arginare se non vuoi soccombere.

All'inizio, ogni volta che dovevo fare un controllo, la paura mi assaliva giorni

prima.

Adesso, riesco a dominarla, perché so che se le cedo il passo è capace di

distruggermi.

Ci sono mattine in cui mi sento così debole che non ho nemmeno la forza di

alzarmi.

Però la stanchezza non può essere un alibi per rimanere inerti!

Allora convoglio tutte le mie energie, sposto le coperte e mi dico :" Un nuovo

giorno ti attende, non trovare scuse! ".

Abbandono il tepore del letto e mi metto in movimento.

Nonostante mio marito, mia sorella e mia madre, siano sempre a mia

completa disposizione, come fossi una regina, non voglio essere di peso,

voglio cercare di sbrigarmela da sola, anche quando faccio molta fatica.

Altre volte, invece, mi sento come una pianta, apparentemente morta sotto

le sferzate del vento e del gelo del lungo inverno, che, all'arrivo della

primavera, raccoglie tutte le sue forze, canalizza tutte le sue risorse e

magicamente, esplode nella molteplice varietà di colori che illuminano i nostri

volti e nella miriade di profumi che inebriano i nostri sensi.

E riprendo in mano la mia vita, come se la malattia non mi appartenesse!

Quello che chiedo ogni giorno al Signore è di sentirlo sempre al mio fianco,

perché possa appoggiarmi al Suo braccio se dovessi barcollare e stringere

la Sua mano che mi rialza, se dovessi cadere.

Io voglio continuare a sognare un futuro accanto a mio marito e ai miei figli,

voglio vedere i loro progetti prendere forma, voglio esserci quando si

sposeranno e mi doneranno dei nipotini, dei quali sarò una brava e affettuosa

nonna.

Nel 2010, quando ebbe inizio la mia vita " diversa", alla fine del quarto ciclo

di chemioterapia, ebbi un infarto.

Mio marito e mia sorella mi portarono di peso in ospedale perché io non volevo

andarci: ero convinta che il dolore fosse dovuto ai farmaci. Mi fecero un

angioplastica e stetti ricoverata in terapia intensiva per qualche giorno. Ero

molto giù ed avevo timore di non poter più riabbracciare i miei cari.

Conobbi il nonno di un mio alunno; aveva tanti di quei problemi di salute che

i miei erano sciocchezze.

Eppure aveva una carica incredibile e mi faceva credere che fosse tutto

tranquillo e risolvibile!

Ancora adesso penso a quell'uomo e a quanto mi aiutò il suo pensiero

positivo. Se ti senti dire :" Non buttarti giù; cerca in te la forza e tutto andrà

bene; puoi vincere ogni battaglia se lo vuoi..." , prima o poi, credi che ce la

puoi fare: ti prepari, indossi la tua armatura e ti metti al tuo posto di

combattimento.

In fondo la vita è per tutti una lotta: per alcuni meno impegnativa, per altri

lunga e dolorosa.