Accadde Oggi 27 gennaio (Giornata della Memoria) #Almanacco

Oggi 27 gennaio la Chiesa festeggia, Sant’Angela Merici, vergine
98 – Marco Ulpio Traiano diviene Imperatore romano
1077 – Enrico IV si umilia a Canossa chiedendo la revoca della scomunica al papa Gregorio VII
1186 – Costanza d’Altavilla sposa a Milano Enrico VI di Svevia figlio dell’imperatore Federico Barbarossa
1302 – La città di Firenze condanna Dante
1811 – Il chimico italiano Amedeo Avogadro formula l’omonima legge
1880 – Thomas Edison presenta la richiesta di brevetto per la lampadina ad incandescenza
1887 – Vengono gettate le basi per la realizzazione della Bobina di Tesla, ultimata nel 1891
1888 – A Washington viene fondata la National Geographic Society
1893 – Nikola Tesla trasmette per la prima volta energia elettromagnetica senza utilizzare fili e formulò le sue ‘Teorie sui Campi’
1901 – Muore a Milano Giuseppe Verdi
1909 – Viene costituito l’MI6, il servizio d’intelligence britannico.
1915 – I Marines degli Stati Uniti occupano Haiti
1924 – Il Trattato di Roma assegna Fiume all’Italia
1930 – Il fisico statunitense Ernest Lawrence progetta il primo acceleratore di particelle atomiche, il ciclotrone
1932 – Il simbolo del “cavallino rampante”, appartenente all’aviatore Francesco Baracca e ceduto, nel 1923, come portafortuna al pilota automobilistico Enzo Ferrari, viene utilizzato per la prima volta dal futuro fondatore della Ferrari SpA.
1938 – I chimici tedeschi Otto Hahn e Fritz Strassmann ottengono la prima fissione nucleare
1939 – Enrico Fermi inizia la progettazione, con il supporto del fisico teorico Leo Szilard della prima pila atomica
1941 – Junio Valerio Borghese assume il comando della Xª Flottiglia MAS
1942 – Vittoriosa offensiva italiana in Cirenaica Indice per periodico
1945 – Il campo di sterminio di Auschwitz viene liberato dall’Armata rossa

1948 – Il governo italiano ratifica l’Atto costitutivo dell’UNESCO, così che l’Italia ne entra a far parte
1951 – I test nucleari al Nevada Test Site iniziano con una bomba da un chilotone sganciata su FrenchmanFlats
1956 – Iniziano le Olimpiadi Invernali di Cortina d’Ampezzo
1957 – Viene realizzata la prima Harley Davidson Sportster.
1962 – Terminano le riprese di Licenza di uccidere, il primo film della saga di James Bond, interpretato da Sean Connery
1967 –A Sanremo, il cantautore Luigi Tenco si toglie la vita.
I The Doors lanciano il loro primo album (avente lo stesso nome del gruppo)
1973 –La Germania osserva per la prima volta il Giorno della Memoria
1999 – La Fujifilm inventa e produce il sensore Super CCD
2002 – Diverse esplosioni in una discarica militare di Lagos, in Nigeria uccidono più di 1.000 persone
2010 – Viene presentato l’iPad, tablet prodotto da Apple
2011 – La Rivolta yemenita inizia a Sana’a
2013 – Muoiono 242 persone in un incendio in un night club a Santa Maria in Brasile
2015 – Sono state uccise 10 persone dall’ISIS nell’attentato in un hotel a Tripoli in Libia
Giornata mondiale della gioventù 2019

Giorno della Memoria
Nati
Lewis Carroll (1832) – Scrittore inglese
Niccolò Moriconi, in arte Ultimo (1996) – Cantautore italiano
Wolfgang Amadeus Mozart (1756) – Compositore austriaco
Heather Parisi (1960) – Ballerina e soubrette statunitense
Mike Patton (1968) – Cantante statunitense
RosamundPike (1979) – Attrice inglese
Giuseppe Prezzolini (1882) – Giornalista, scrittore, editore ed aforista italiano
Georgina Rodriguez (1994) – Modella spagnola
Friedrich Schelling (1775) – Filosofo tedesco

Morti
John James Audubon (1851) – Ornitologo statunitense
NellieBly (1922) – Giornalista statunitense
Bartolomeo Cristofori (1731) – Inventore del pianoforte
Johann GottliebFichte (1814) – Filosofo tedesco
IngvarKamprad (2018) – Imprenditore svedese, fondatore di Ikea
Maria José del Belgio (2001) – Ultima regina italiana
Mino Reitano (2009) – Cantautore italiano
Nelson Rockefeller (1979) – Industriale e politico statunitense
Luigi Tenco (1967) – Cantautore italiano
Giuseppe Verdi (1901) – Compositore italiano

Giovanni Verga (1922) – Scrittore italiano

27 gennaio – Il Mondo si ferma. Si ferma anche in Molise. In memoria di Giovanni Tucci.

La giornata della memoria è una data triste per tutto il mondo. Il Molise non è stato esentato da tanto crimine. Non a caso, nella Regione della Pace, furono messi in usoben 5 campi di concentramento che contribuirono alla Shoah.
Francesco Jovine racconta di un Molise che della bellezza fa tesoro e nel suo viaggio manifesta degne note di poesia che cancellano passati distruttivi e pone accenti nobili su genti dal cuor gentile. Nonostante l’idillio nostrano, in Agnone, Bojano, Vinchiaturo, Isernia, Casacalenda ancora è vivido il segno del male, dell’odor della morte, della solitudine, dell’oblio.

Ad Agnone  durante il fascismo, in base a un ordine del settembre 1940 venne allestiro un “Luogo di detenzione” in cui, per il tempo della sua esistenza , dal 1940 al 1943 furono imprigionati specialmente rom e sinti di varie nazionalità rastrellati nei loro accampamenti. Era stata allestita una scuola “rieducativa”per bambini . Scarsa alimentazione , freddo , Non c'erano stufe - pidocchi e miseria regnavano in questo luogo . Diretto dal Commissario Giuseppe Cecere e dalla direttrice Amalia Vacalucci . La vigilanza è affidata ai Carabinieri, che allestiscono un posto fisso nell’edificio. Però, quando la CRI effettua una ispezione, il 21 giugno 1943, sia l’alimentazione che le condizioni igienico-sanitarie sono migliorate. 
 
A Bojano, il campo di concentramentoallestito, nell’estate 1940 , era composto di quattro grandi costruzioni di un ex tabacchificio,di fronte alla linea ferroviaria, circondate da un reticolato alto due metri. Secondo i dati ufficiali, il campo di concentramento di Boiano poteva accogliere “250 internati normali” oppure “300 zingari”. Furono lì imprigionati 58 zingari, trasferiti dopo il 15 agosto 1941, nel campo di Agnone, che già ne aveva avuti in carico altri 57, dal luglio 1940. Nel settembre 1941, risultavano essere 76 gli zingari internati in questo campo, di nazionalità italiana, spagnola, croata, francese. Era diretto dal Commissario Mario Contardi . Le condizioni di vita alquanto precarie, indussero a lavori di ristrutturazione dei capannoni, che, mai ultimati,su parere dell’Ispettore Generale del Ministero (Rosati) portarono alla chiusura del Campo con il trasferimento ad Agnone degli internati.

Nello stesso anno, il 1940 Casacalenda vide l’allestimentopresso l’ex Convitto della Fondazione Caradonio-Di Blasio,ubicato vicino ad un Ginansio-Liceo, nel centro storico, del suo Campo di Concentramento.  L’edificio, di 3 stanze grandi e 9 piccole, con circa 160 posti aveva in uso una mensa autogestita. Campo per sole donne, appartenenti alle categorie dei sudditi nemici (inglesi), degli ebrei stranieri (tedesche e polacche) e degli ex Jugoslavi (soprattutto dal 1942), era affidato ad un direttore, il Commissario di Polizia Giuseppe Martone coadiuvato da una Direttrice Ezia Calogero, mentre la vigilanza è affidata ad alcuni Carabinieri e Poliziotti . All’assistenza sanitaria provvede un medico del paese e per le visite mediche specialistiche le internate si recano a Campobasso, con la scorta dei Carabinieri.  3 ore al giorno di libera uscita, nelle vicinanze del Campo era già libertà. Dopo l’8 settembre, le internate straniere vengono liberate, in base alle disposizioni dell’Armistizio, in attuazione delle quali il Capo della Polizia emana il 10 settembre una Circola.
 
Isernia  , vi erano internati maschi di varie nazionalità; istituito nell'ex convento delle suore Benedettine detto "Antico Distretto", aveva una capienza di 190 posti in 4 camerate al piano terra ed altrettante al primo piano ed era diretto dal Commissario Guido Renzoni; -Dopo l’8 settembre, il Campo non fu chiuso ed alcuni internati muoiono in seguito al bombardamento della città del 12 settembre.
 
Vinchiaturo, nel 1941 diventa sede di Campo, istituito in un edificio privato nel centro storico, antica dimora in pietra, come molte altre in Via Libertà, dalle ampie stanze e dagli alti soffitti i cui servizi igienici, come spesso accadeva a quel tempo, lasciavano a desiderare , senza riscaldamento, con una capienza di cirva 50/60 posti . Vi sono internate solo donne. Pertanto, accanto al Direttore Gennaro Oriente Barone (che è il Podestà-Sindaco del Comune) vi è una Direttrice , inizialmente Rina Martino in seguito Amalia Vacalucci, una insegnante in pensione. Le internate sono quasi tutte straniere (ebree, ex jugoslave, prostitute slave) ma ci sono anche alcune antifasciste italiane ed una Rom. L’amico Antonio Nicotera, storico ed artista Vinchiaturese, racconta delle uscite clandestine delle donne per incontrare uomini a mezzo di scale a pioli poste sulle mura. Finestre che si spalancavano e che accoglievano libertà per poche ore con il rischio di essere punite, come spesso poi accadeva.  Dopo l’8 settembre, le internate straniere vengono liberate, in base alle disposizioni dell’Armistizio.
Ma la Shoah in Molise non è solo Campi di Concentramento.
E’ fatta anche di uomini che l’hanno subita in Campi di Concentramento decisamente più angusti e atti alla morte.
Michele Montagano, Giovanni Tucci, Carlo Santoro hanno raccontato e mantenuto vivido, un ricordo indelebile che ha sconcertato anche le anime più cruente. Da poco, il 17 dicembre 2020 all’età di 97 anni,  ci ha lasciati Giovanni Tucci e, nel suo ricordo, in suo onore, scriviamo queste poche parole che non potranno certamente cancellare l’onta di un Mondo che della Sopraffazione ha fatto per millenni bandiera.

Non mi sono mai considerato un eroe solo una semplice comparsa  nella tragica rappresentazione della Seconda Guerra Mondiale”.
Giovanni, Grand’Ufficiale della Repubblica Italiana, Cittadino Benemerito della Città di Campobasso, iniziava i suoi racconti che lo hanno visto partecipe di un’indecorosa storia. Una vera pietra miliare è volato non portandosi via racconti ed esperienze messe a disposizione di ognuno di noi per poterne trarre lezione di vita. Tante storie raccontate senza pari, con la dignità e le giuste lacrime agli occhi per infondere coscienza di Pace e abiurar l’odio che nel Mondo soffia e spande in ogni dove. A soli 19 anni venne catturato dai Tedeschi a causa del suo Patriottismo viscerale e, al rifiuto di collaborare con la Repubblica di Salò, venne deportato in Polonia, ad Auschwitz.
 “Ero arrivato  al fronte in tarda estate e a settembre mi ritrovavo già prigioniero dei tedeschi”. Il fatto di essere dei sopravvissuti non vuol dire che eravamo migliori  di coloro che non ce l’hanno fatta! Si accettava tutto quel  che ci capitava, restavamo sgomenti, increduli, si soffriva eccome se si soffriva, ma si capiva che quella era la guerra e la regola di ogni guerra è sempre stata vaevictis, guai ai vinti !”  
Giovanni Tucci , mai protagonista , parlava al plurale, cosa sconosciuta oggi, parlava a  nome degli altri, di coloro che non hanno potuto farlo poiché uccisi, lasciati morire in modo indegno. Raccontava della fame, del freddo, delle umiliazioni, dei  suoi 2 anni di prigionia da 1943 al ’45 ,prima nel campo di Torun poi costretto in miniera a scavare per giorni nel buio. La sua mano indicava la sventura, perse delle dita in miniera, parlava di orrore ma, l’accento era sempre lì posto : Misericordia . Non risentimento, non odio nei confronti dei tedeschi pur condannando il nazismo, dando loro testimonianza di una memoria vissuta nella speranza che essa venga da loro mantenuta viva impedendo che possa essere negata e quindi archiviata, dimenticata.
Elegante nei modi, mai sentitosi inutile vecchio come spesso la vita quotidiana ci racconta. Giovanni era un artista come tutta la sua famiglia. Artisti del ferro battuto che hanno impreziosito la Città con le decorazioni del Teatro Savoia, delle panchine di Villetta Flora, delle balconate e cancellate come il cancello della villa De Capua. Quel “Socialismo della Bellezza” –  come descrive Franco Valente – e denominato  stile Liberty per la possibilità di far esplodere in ciascun artigiano la capacità di inventiva facendo assurgere  a livello di arte un’attività fino a quel momento relegata alla sfera di coloro che lavoravano per soddisfare le esigenze della comunità. In Tucci l’espressione massima. E, proprio in un letto dettato dalla storia della sua famiglia, Giovanni ha avuto la fortuna di lasciar la Terra. Lui ci ha lasciato ma, la sua vita ha impreziosito quella di tanti giovani e meno giovani che, assisi a sentir i suoi racconti, anche della sofferenza e della morte, han potuto assaporar la parte di “ essa “ più nobile.