Giornata della Memoria. Il ricordo del Maresciallo Osman Carugno di Capracotta

Il Maresciallo OsmanCarugno, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Bellaria dal 1938 al 1944, fu il principale protagonista, assieme a Ezio Giorgetti, albergatore di Bellaria, del salvataggio di un gruppo di 38 ebrei  provenienti dalla Jugoslavia, fuggiti dal campo di concentramento di Asolo, in provincia di Treviso.
Forse tutti non sanno che, OsmanCarugno ara natio di Capracotta. Nacque nel 1903, proprio a Capracotta dove il padre fu chiamato ad esercitare la funzione di Segretario del Comune. Famiglia di origini napoletane, di stampo liberale apparteneva alla borghesia ma, traversie condussero Osman ed il fratello ad arruolarsi nell’Arma dei Carabinieri. Divenne maresciallo e dopo varie destinazioni, nelle quali si distinse per la negazione del fascismo, fu trasferito a Bellaria nel 1938 proveniente dalla vicina Savignano sul Rubicone. Mise su famiglia sposando un’insegnante da cui ebbe due eredi.

Per questo gesto di coraggio spontaneo e disinteressato per il quale Carugno, per oltre un anno, espose a rischio la propria vita e quella dei suoi familiari, nell’aprile del 1985 fu insignito dalla commissione dello YadVashem, l’Istituto per la memoria della Shoah dello Stato di Israele, del titolo di “Giusto tra le Nazioni”.
Si ricorda che le sorti dei profughi, da subito ritenuto impossibile, furono nelle mani e nei cuori, non solo del maresciallo OsmanCarugno ma, come in precedenza rimarcato, di un albergatore, Ezio Giorgetti, che per oltre un anno, sino al 24 settembre 1944 li custodì e sfamò senza mai rivendicar nulla nelle piena convinzione di aver agito per solidarietà umana.
Punto di riferimento anche dopo l’8 settembre nel decidere di restare a comandare la caserma, scelse liberamente di ergersi a punto di riferimento del paese, fingendosi accondiscende con le forze tedesche ma affiancando i gruppi di resistenza.
Trasferito a Viserba, subito dopo l’avanzata del fronte, prima di essere traferito definitivamente nel reparto di polizia giudiziaria, rischiò di essere accusato e processato per collaborazionismo con i tedeschi e i fascisti della Repubblica di Salò. Il Comando generale dell’Arma gli chiese un rapporto su tutta l’attività svolta tra l’8 settembre del 1943 e la tarda estate del 1944, quando Bellaria venne liberata.
La sua relazione e le testimonianze dei responsabili del CLN e della resistenza bellariese fugarono ogni dubbio. Nel 1964 Ezio Giorgettiricevette l’onorificenza di “Giusto fra le nazioni”, sulla base della documentazione seguita da contattati di tutti i più anziani del gruppo di Ebrei ancora viventi. All’uopo, la Commissione dell’Istituto per la memoria della Shoah iniziò una “inchiesta” anche su Carugno. Il maresciallo non fece però in tempo a ricevere di persona il titolo di “Giusto” poichè morì nel 1975. Il riconoscimento arrivò dieci anni dopo, il 14 aprile del 1985. Igea Marina ricorda Ezio Giorgetti ed OsmanCarugno grazie all’intitolazione di due piazzette nel Parco del Gelso.

Il Sindaco di Capracotta, Candido Paglione ricorda il “ Giusto fra la Nazioni “, celebrando il concittadino ai fini di coltivare la memoria e impedire che gli orrori e le atrocità di quegli anni si ripetano.
«Un anno fa – spiega il sindaco di Capracotta Candido Paglione - nella sede della Prefettura di Isernia presentammo un bando di concorso, finanziato dal comune di Capracotta e rivolto agli studenti delle scuole primarie e secondarie della nostra Regione, per ricordare una figura importante, quella di OsmanCarugno, maresciallo dei carabinieri nato a Capracotta nel 1903. Comandante della stazione dei carabinieri di Bellaria, tra il settembre del 1943 e il settembre del 1944, Carugno rischiò la vita per dare aiuto a 38 ebrei di origine iugoslava, riuscendo a salvarli dai campi di sterminio. Per questo gesto di grande umanità fu insignito del titolo di “Giusto fra le Nazioni”. Il bando di concorso – dice ancora Paglione - doveva essere soltanto l’inizio di una serie di iniziative - già programmate con l’Arma dei Carabinieri e con l’Ufficio scolastico regionale - per ricordare degnamente, anche con l’intitolazione di un’area pubblica, la figura del maresciallo Carugno, importante esempio di altruismo e motivo di orgoglio per la nostra comunità. Purtroppo, la grave emergenza
sanitaria dovuta alla pandemia da Covid-19 ci ha impedito, fino a questo momento, di organizzare qualsiasi evento celebrativo. Nella Giornata della Memoria, tuttavia - conclude Paglione - avvertiamo il dovere morale di ricordare quanto fatto da OsmanCarugno e, allo stesso tempo, di tenere viva ogni giorno la memoria per far si che gli orrori e le atrocità di quegli anni non si ripetano più. Dobbiamo combattere tutte le forme di indifferenza e di negazionismo, solo così riusciremo a fare gli anticorpi contro i totalitarismi e tutte le forme di razzismo».