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Violenza e stalking, Curzio ne denuncia l'aumento, Occhionero e Iv: nel nuovo governo sia un tema in agenda


L’inaugurazione dell’anno giudiziario in Corte di Cassazione porta alla ribalta il tema della violenza sulle donne. Argomento di cui l’onorevole Giuseppina Occhionero e Italia Viva Molise si occupano quotidianamente. Ora l’allarme arriva direttamente dalla relazione del primo presidente della Cassazione Pietro Curzio.
Il quale ha sottolineato che nel primo anno della pandemia, il 2020, sono aumentati i maltrattamenti in famiglia e in particolare gli episodi riferiti al reato di stalking. Tutto questo in linea con quanto già denunciato in occasione del 25 novembre in Molise quando emerse che le richieste di aiuto sono aumentate durante i mesi del primo lockdown, specificamente tra marzo e giugno 2020, rispetto agli stessi mesi del 2019.
Dai dati forniti dalla cooperativa sociale Befree, titolare dei centri antiviolenza del Molise, emerge anche che le richieste per le case rifugio sono aumentate del 50%.
“Un segnale preoccupante- dichiarano l’onorevole Giuseppina Occhionero e i rappresentanti di Italia Viva Molise- del quale la politica deve farsi carico a tutti i livelli istituzionali, sia nazionali che locali. L’agenda del governo che andrà a formarsi non può non tenere conto di questo dato allarmante che porta la condizione femminile indietro di molti decenni. La pandemia non ha aiutato in questo senso perché ha portato la donna, limitata nelle sue libertà, a non avere i mezzi per chiedere quel supporto utile per evitare che gli episodi di violenza potessero aumentare. Un segnale lo possiamo vedere anche in questo inizio di 2021 dove in Italia si sono già verificati femminicidi con vittime anche minorenni, e in Molise ci sono già stati segnalati episodi di donne che, dopo anni sono riuscite, grazie ai centri antiviolenza, a uscire fuori dalla spirale di violenza alla quale erano assoggettate. L’ultimo episodio avvenuto oggi a Carmagnola dove sono morti una donna e il figlio di 5 anni, dimostra che spesso le case diventano delle vere e proprie trappole.
La sfida della sconfitta di questo fenomeno passa per la riconquista delle pari opportunità lavorative perse anche in concomitanza alla pandemia il cui peso di cura e assistenza si è riversato, soprattutto, sulle spalle delle mamme, costrette a rimanere a casa. Bisogna ripartire con un piano di riapertura delle scuole e di riaffermazione dei diritti delle lavoratrici che passi anche per il potenziamento dello smart working. Azioni indispensabili per evitare l'indebolimento della posizione delle donne e la loro esposizione alla violenza di genere”.