"Chiedimi di mostrarti poesia in movimento, e ti mostrerò un cavallo" #ETuCheNePensi

di Cinzia Venditti

Oggi si parla di animali. Del cavallo Pentro per l'esattezza. Il cavallo Pentro rappresenta una razza equina italiana originaria del Molise, del Comune di Montenero di Valcocchiara. Originariamente da soma, per il governo del bestiame e per la produzione di carne a basso costo, oggi viene utilizzato prevalentemente per la sella (turismo equestre) ed il lavoro. Ha un temperamento nevrile ma al tempo stesso è docile. E’ un animale resistente alle avversità ed estremamente frugale. E bellissimo, con il suo occhio gazzuolo, le orecchie cadenti, quel bianco in fronte di dimensione superiore a “piccola stella”.  

Il 26 gennaio, verso le 20.00, lungo la Strada Statale che conduce a Montenero Valcocchiara è stato investito proprio uno di questi animali autoctoni. Il conducente ha riportato delle ferite gravi, per cui è stato trasportato e ricoverato in ospedale. E’ intervenuta la Forestale e il veterinario della ASREM ma il cavallo, a causa della frattura alle zampe, è stato abbattuto. Lì, sul posto.  

Già il 20gennaio il Movimento Nazionale "Stop Animal Crimes Italia" aveva denunciato, per maltrattamento di cani da caccia e tartufi, un medico di Montenero Val Cocchiara, che sembrerebbe anche un dipendente della Asrem come veterinario. La scoperta è stata fatta proprio dopo che esponenti del Movimento si erano recati presso il pianoro locale per cercare di “indagare” sul perché decine di cavalli pentri vengano lasciati liberi di girovagare per le strade e al freddo.

Abbiamo incontrato Giancarlo Calvanese, Responsabile Operativo Regionale dell’associazione “Stop Animal Crimes”, per porgli alcune domande.  

Allora, Giancarlo, spiegaci meglio ciò che avviene a Montenero Valcocchiara.  
“Accade che i cavali Pentri sono lasciati liberi, di notte, di vagare, in paese e sulle strade provinciali, al freddo e al gelo. Ci sono degli allevatori che percepiscono i contributi per l’allevamento di tale razza dalla Comunità europea, tramite la Regione Molise (l’Assessorato all’Agricoltura). Dovrebbero essere quindi tutelati, protetti, se ne dovrebbe salvaguardare la consanguineità, la razza, tutte cose che invece puntualmente non avvengono. L’episodio dell’altra sera non è il primo e non sarà neanche l’ultimo se questa situazione non cambia.”  

Il sindaco ha voce in capitolo su questa situazione? 
“Il sindaco dovrebbe emanare un’ordinanza per obbligare gli allevatori a tenerli custoditi e non liberi di girare per il paese e lungo le strade statali e provinciali, soprattutto durante il periodo invernale. I contributi che gli allevatori percepiscono dovrebbero servire alla tutela del cavallo Pentro, a sfamarlo cosa che, appunto, dato che si allontanano e vagano sul territorio in cerca di cibo, non avviene.”  

Da dove, per la precisione, si allontanano?  
“Di notte, con il suolo e l’erba ghiacciata, si allontanano da questa torbiera, il pantano della zittola si chiama. E proprio un anfiteatro naturale, una pianura circondata da montagne, uno spettacolo naturale meraviglioso, da lasciare a bocca aperta, ma che, come spesso accade in Molise, non è valorizzata. Cavalli non tutelati e biodiversità di luoghi bellissimi non salvaguardata, il tutto premiato dai soldi europei.”  

E la Regione, in tutto ciò?  
“C’è una legge regionale, la numero 26 del 2005, che, per farla breve, tutela proprio il cavallo Pentro dando la possibilità agli allevatori di percepire i contributi europei erogati a tale fine. Che fine fanno, questi soldi, non si sa ed è questo che noi di Stop Animal Crimes stiamo denunciando. Evitare, poi, che il pascolo sia aperto 12 mesi all’anno, a salvaguardia anche, quindi, dell’ambiente, dato che è stato rilevato un alto tasso di nitrati dovuto proprio al fatto che i cavalli, stando su questo pianolo 12 mesi all’anno, contribuiscono ad aumentare l’inquinamento delle falde acquifere. In natura è tutto collegato come vedi, ma nessuno fa niente. Sono intervenute le autorità, ma come al solito, non vengono presi provvedimenti seri.”    

Stop Animal Crimes è un’associazione animalista fondata da Antonio Colonna. E’ presente in tutta Italia e, con una sua sede e tanti volontari, anche nella nostra regione. Ed è proprio a partire da qui, da sotto i nostri occhi, che Giancarlo e gli altri volontari stanno combattendo per garantire agli animali i propri diritti: il diritto di essere allevati senza dover andare in giro di notte in cerca di cibo venendo investiti e, infine, abbattuti.

#ETuCheNePensi

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