Centro Covid Larino. Puchetti ribadisce: “Per il Vietri bastano 4 milioni annui non 21 milioni”

di Cinzia Venditti

Continua ad essere controversa la scelta dell’ubicazione di un ospedale di malattie infettive per l’emergenza Covid in Molise. Come noto, nella nostra regione manca un centro specifico per il virus e il “Cardarelli” di Campobasso è al limite della possibilità di accogliere nuovi casi.

Due le proposte avanzate finora al Ministero. La prima da parte del commissario ad acta alla sanità Angelo Giustini, appoggiata dal primo cittadino di Larino Giuseppe Puchetti e da altri cento sindaci dei comuni molisani, proposta approvata ben due volte in Consiglio Regionale, che indica come scelta il nosocomio “Vietri” di Larino. La seconda da parte della sub commissaria Ida Grossi, sostenuta dal direttore generale Oreste Florenzano, che, supportato dal Presidente della Regione Donato Toma, con un altro progetto indica una struttura distaccata dal “Cardarelli”, inizialmente individuata come RSA.
Dopo un confronto serrato tra Ministero e autorità sanitarie molisane, la decisione sembrerebbe ricadere su quest’ultima proposta e non sul “Vietri”. Florenzano sostiene che che l'ospedale di Larino, per diventare centro di Malattie Infettive Covid, necessiterebbe di 21 milioni di euro annui. Al contrario basterebbero, sempre per Direttore Generale Florenzano, sempre se la scelta fosse il Cardarelli basterebbero 7 milioni per la struttura e 2 milioni annui per il personale.
Il sindaco di Larino, Giuseppe Puchetti, ha dichiarato, al contrario, che l’investimento sul "Vietri" sarebbe di 3 milioni di euro, più 4 milioni annui per il personale. 

L’emergenza COVID-19 ha completamente rivoluzionato, in maniera negativa, le modalità di gestione dei reparti all’interno del contesto ospedaliero; pertanto, non individuare un ospedale specifico per il Covid nella nostra Regione sarebbe da irresponsabili. La diffusione della malattia ha reso necessario fronteggiare innumerevoli problemi che prima della pandemia non erano previsti.

Certo è che, cifre a parte, da profani sembra assurdo terminare la costruzione di una "torre" Covid al Cardarelli di Campobasso quando a Larino è già presente un ospedale pronto per l’uso. Ma ciò che più genera sconcerto è il fatto che le forze politiche che ci rappresentano invece di essere uniti per una causa comune, continuino a litigare senza raggiungere alcun obiettivo.