La nostra malattia - Parte II #Inizialmente

La nostra malattia è una parentesi della vita.

Ciò di cui dobbiamo far tesoro, in questo incidente di percorso, sono gli affetti, le nuove amicizie che nascono nelle corsie degli ospedali, nelle sale d'attesa dei dh, le nuove prospettive con cui approcciarsi agli altri, i nuovi occhi con cui guardare il mondo..

Ciò che dobbiamo mettere sul rogo sono le ansie, i timori che ci incatenano, i pensieri tristi che bloccano la mente..

Come si fa?

Ciò che per la scienza è un enigma, non lo è per la fede.

Solo chi crede in Dio può assurgere alle più alte vette della speranza, speranza che, come l'acqua fa con le pale dei mulini a vento, muove i nostri passi giorno per giorno e ci fa vedere la luce oltre le tenebre delle paure e delle angosce.

Per me FEDE è abbandonarsi tra le braccia di un Padre, buono, paziente e misericordioso e rimanere lì, sicuri che nulla di male potrà mai accaderci.

Quante volte ci sarà capitato di gridare: "Dov'eri Signore quando mi hanno dato la diagnosi di tumore ed io sono caduta nel buio?

Dov'eri quando mi operavano in una gelida sala d'ospedale?

Dov'eri quando, con le chemio, mi cadevano i capelli a ciocche e mi contorcevo per i dolori?....."

Dov'era Lui?

Perché non ci siamo mai chiesti dove eravamo noi?

Lui era ed è sempre vicino ad ogni Suo figlio.

Noi spesso Gli chiudiamo le porte del nostro cuore, perché viviamo nell'effimera illusione di poter far a meno di Lui.

Immagino il Signore come un nonnino che porta al parco il suo nipotino.

Si siede sulla panchina e gli dice:" Io ti aspetto qui. Tu va' e divertiti ".

Il bimbo corre dai suoi amichetti, gioca, scherza, cade, si rialza, ride.. e non pensa all'anziano uomo. Poi, all'imbrunire, il parco si spopola e lui ritorna dal nonno, che non si è proprio mosso dal posto in cui lo aveva lasciato.

Non rimprovera il nipotino perché non è andato neppure a dargli un bacetto, ma lo abbraccia, gli prende la mano e insieme fanno ritorno a casa.

Così fa Dio: ci lascia liberi di andare e di fare come e cosa vogliamo. Intanto Lui si siede e ci aspetta, ore, giorni , anni.

Per lui il tempo non esiste.

Quando noi decidiamo di ritornare, non dobbiamo mica cercarlo Lui è lì, pronto ad abbracciarci; ci stringe la mano e prosegue insieme a noi il cammino, sulle strade tortuose ed impervie e sui sentieri fioriti e luminosi del nostro esistere.