Termoli bene comune: "Diritto all’abitare: un dovere occuparsene"

Come Rete della Sinistra riteniamo prioritaria l'attenzione a tutto ciò che tocca i diritti di chi ha meno; in quest'ottica ci siamo occupati già da diversi mesi della mancata assegnazione degli alloggi popolari della palazzina di Colle Macchiuzzo, questione annosa rimasta senza soluzione per anni a causa dell’impossibilità di allaccio alla rete idrica e fognaria per i tristemente noti problemi del depuratore sottodimensionato. Una prima graduatoria per l'assegnazione degli alloggi era stata fatta nel 2015 e risultava quindi scaduta; non è stato possibile attingere alla graduatoria già esistente in quanto la palazzina è stata realizzata con fondi specifici e necessita di un bando a parte, che una volta superato lo scoglio della rete idrica il Comune ha aperto il 16 luglio e chiuso il 14 settembre 2020. Durante le sedute della V Commissione abbiamo potuto apprendere che alla data del 25 novembre 2020 solo 16 delle 131 domande pervenute erano state esaminate, anche a causa dell’impossibilità a lavorare da remoto (come imposto da ragioni di sicurezza sanitaria), avendo la commissione esaminatrice a disposizione solo materiale cartaceo. Problema per altro facilmente risolvibile attraverso la digitalizzazione delle domande. Abbiamo riportato la questione all'attenzione della Commissione e contiamo quindi di sapere al più presto se i lavori siano ripresi e con quali risultati. Quello che è certo è che arrivano numerose segnalazioni di famiglie che non riescono più a pagare l'affitto e che avevano presentato domanda. E’ quindi evidente che si tratta di una vera e propria emergenza sociale, che va risolta almeno in piccola parte assegnando i 12 alloggi disponibili. Tra l'altro dopo quasi 7 anni la palazzina comincia a mostrare i segni del tempo e tracce di deterioramento, come abbiamo potuto constatare nel sopralluogo di ieri. Ma il problema più grave che la palazzina impersona concretamente è la scarsa attenzione all'edilizia popolare a Termoli, in Molise e in Italia. Tranne l’immobile di Colle Macchiuzzo, non risultano iniziate o in programma altre costruzioni; e nell’ultimo triennio abbiamo avuto 11 sfratti esecutivi e 176 rinviati solo in città. Ne l2021 ci sarà un bando in proposito, ma solo per le abitazioni ritornate in disponibilità dell’ente. Si dirà: costruire nuove case popolari spetta allo IACP, Ente Autonomo Case Popolari. Ma poiché l’esigenza esiste, un’amministrazione che voglia affrontare i temi sociali non come puro assistenzialismo, ma come programmazione di diritti realmente garantiti, inclusività e lotta all'isolamento e al degrado, deve essere in grado di far sentire la sua voce con l’Ente, fornendo un quadro preciso della situazione, dati aggiornati e proposte concrete da discutere insieme per aumentare il numero delle abitazioni disponibili. Anche grazie all’azione sul territorio della Città Invisibile a Termoli è possibile partire da documenti, ricerche sul problema, e da conoscenza di numeri e necessità reali. Come gruppo politico che parte dagli ultimi e dà voce a chi spesso non ne ha, ci sembra quindi arrivato il momento, in questo tempo del Covid che ha reso ancora più precario ciò che già prima era incerto e ha aumentato a dismisura la povertà profonda, di attuare un cambio di passo sul diritto all’abitare. Chiediamo all'amministrazione maggiore attenzione all'edilizia popolare, coordinamento tra il settore delle politiche sociali e lo IACP, politiche fiscali che incentivino i proprietari di case che accettano di non tenerle vuote, anche attraverso sgravi fiscali, forme di canone d'affitto concordato, approccio concreto all’housing first, il sistema di abitazioni sociali che in tante città italiane ha sottratto alla strada e al disagio sociale i senza tetto.