"La verità è (sempre) che non gli piaci abbastanza" #EtuCheNePensi

di Cinzia Venditti

Oggi satira, o almeno ci proviamo. Tema leggero e prettamente femminile. Stile Carrie Bradshaw (dei poveri) ancora una volta, ma con la cattiveria della Littizzetto (magari) seduta sulla scrivania di Fazio la domenica sera su Rai Tre, o Rai Due, o Rai Uno (io vi adoro ma scegliete un canale e restateci!). Ah, dopo aver visto il film (santo subito) “La verità è che non gli piaci abbastanza”. Quindi sono agguerrita ragazze, preparatevi.

Allora. Esci con un tipo da poco più di un mese e all’improvviso lui sparisce nel nulla, puff, magia (gli hai controllato la carta d’identità? Magari stavi frequentando Harry Potter). Tu sei lì a flagellarti, a chiederti dove hai sbagliato, dov’è che non vai bene, se forse lui era troppo per te, e ca..volate del genere (ah, quanto mi mancano i 20 anni, belli proprio!). Dopo un po’, due o tre giorni al massimo, scorrendo la bacheca di Instagram, lo vedi in una foto postata con una bella bionda (tinta sicuro), in cui le lingue attorcigliate lasciano ben poco spazio ad equivoci (no, mi sa che non è la cugina che vive in America tornata in Molise per Pasqua).

Dopo una fase iniziale di meritatissimo odio, lui vi manca, perché noi ci affezioniamo pure ai personaggi dei telefilm, figuriamoci ai bei ragazzi. Allora, signorine, c’è quel messaggio che vi viene in mente di mandargli, alle tre di notte, perché  poi sempre alle tre di notte vengono in mente queste geniali cazzate (le parolacce mo concedetemele!), non si sa. Comunque, sono le tre di notte, vi balza nella vostra ottusa mente da femmine, perché siamo femmine fino al midollo, di mandargli un messaggio.

Non fatelo, vi prego. Andate in cucina e prendete il barattolo di Nutella, così occupate il tempo tre volte, nel divorarlo, nel sentirvi in colpa e nel progettare diete, corse e schede in palestra. Se ancora non vi passa la voglia di mandare il messaggio, fumate tutto il pacchetto di sigarette, così impegnate il ditino maledetto a fare altro anziché scrivere. Oppure mettete le mani sotto l’acqua bollente. O nel congelatore. O svegliate la mamma e fatevi dissuadere dall’ennesima volta in cui vi state per vestire di rosso e stendere a terra ai suoi piedi come un tappetino, perché questo è il significato di un messaggio, soprattutto alle tre di notte.

Chiederete a quella vocina razionale dentro di voi- perché per quanto la trattiate male e facciate di tutto per spingerla a mandarvi a quel paese, a voi e tutte le vostre idee fiabesche sull’amore, la vocina razionale comunque rimane là a lottare per trarvi in salvo e farvi tornare in voi- come fa ad essere così sicura che non sia giusto mandargli un messaggio. “E’ giusto o non è giusto, vocina razionale mia, mandargli un messaggio ...alle tre di notte… sì sono proprio le tre... mentre sta al settimo sonno... e per giunta insieme ad un’altra?” La risposta è semplice: superate la notte, fate passare le tre di notte, vi fate anche un paio d’ore (non dico tanto) di sonno, combattete contro questa terribile tentazione dello scrivere, tipo Xena Principessa guerriera nell’Antica Grecia contro i signori della guerra, pensate a lei, voi almeno siete nel letto con la termocoperta accesa e non ci sono re o figure mitologiche da ammazzare, solo un telefono da nascondere nell’ultimo cassetto del comodino. Se, passata la notte, “la buia e tempestosa, infernale notte dell’anima” (tradotto Fitzgerald: la notte è quella stronza che vi frega sempre), e la mattina successiva avete ancora voglia di mandare il messaggio, beh allora fatelo. E’ sbagliatissimo, ma tanto ci penserete ancora, notte e giorno, quindi tanto vale togliervi subito il pensiero: mah sì, se dovete sbagliare, almeno sbagliate bene, è un’arte anche quella (nooo, non lasciate nessun errore incompiuto, non sia mai!!).

Se, invece, la mattina dopo vi svegliate e non avete più quella voglia suicida di mandargli un messaggio, vi rendete conto di quanto siete state cattive con la vocina razionale dentro di voi (che poverina ha sempre ragione) e quindi vi svegliate più per la fame, o l’astinenza da nicotina (che le sigarette notturne come la Nutella notturna non valgono), allora siete salve. Ce l’avete fatta. La cretinite acuta vi è passata.

E’ solo una questione di notte. Bisogna solo superare la notte.

 

#ETuCheNePensi