Termoli. Intervista al Direttore Generale Florenzano sull'Ospedale da Campo e Terapie Intensive

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Termoli bene comune: "Panacea di tutti i mali da virus: la chiusura della scuola"

Ed eccola di nuovo, puntuale come un orologio, la panacea di tutti i mali da virus, secondo il nostro sindaco e quasi tutti gli altri amministratori di vario grado in Italia: la chiusura della scuola. E' quanto dichiara Termoli bene comune rete della sinistra: "Se avessimo avuto dubbi sul valore attribuito all'istruzione e ai giovani qui da noi, la pandemia li avrebbe spazzati via: nel resto d'Europa le scuole sono state sempre le ultime a chiudere, per brevi periodi, da noi hanno subito un blocco totale e ripetuto. Ma veniamo a Termoli: da domani e per dieci giorni attività didattica sospesa, dalle materne alle superiori, per il verificarsi di numerosi (ma imprecisati) contagi. Per carità, nessuno nega che sia corretto ora, in via precauzionale, cercare di fermare la diffusione del virus sospendendo le lezioni in presenza. Aspettare però l’emergenza, metterla quasi in conto, e poi intervenire ci sembra suicida e pericolosissimo. Non essere stati in grado di programmare ed attuare i semplici passi necessari ad evitare il contagio, invece di rincorrerlo, appare gravissimo. Non occorreva avere la palla di vetro per capire già durante la primavera scorsa come il punto debole dell'organizzazione scolastica, in tutta la regione, fosse la carente organizzazione del servizio di trasporto scolastico, specie extraurbano, considerando l'alta percentuale di studenti delle superiori che arrivano ogni giorno tutti insieme a Termoli dai paesi limitrofi e dalla vicina Puglia. La necessità di affrontare adeguatamente questo punto critico era stata da noi segnalata in commissione consiliare a luglio 2020, quando era apparso chiaro che le scuole stavano organizzandosi correttamente per la riapertura, mentre di autobus scolastici nessuno parlava. Naturalmente non se ne è più parlato, o se lo si è fatto è stato in maniera assai superficiale, a giudicare dalle vicende di questi mesi, aiutati anche dalle decisioni governative, concentrate sulla chiusura come unica soluzione al problema ed incapaci di fornire risorse economiche per potenziare i servizi di trasporto. Se ne sta riparlando ora, in commissione comunale: con appena sei mesi di ritardo. Resta però il fatto che in una piccola cittadina come la nostra sarebbero bastati pochi interventi: concordare orari differenziati di arrivo degli autobus extrascolastici (10-15 minuti sarebbero stati sufficienti), esigere corse aggiuntive dalle aziende, e soprattutto garantire sorveglianza al terminal bus nelle uniche due fasce orarie affollate, quelle di ingresso e di uscita da scuola, magari chiedendo al gestore del terminal stesso di collaborare fornendo personale apposito da affiancare ai vigili, ai volontari della protezione civile e delle associazioni di volontariato. Programmazione non poi così difficile, se fatta per tempo; che però avrebbe comportato attenzione e volontà vera di risolvere il problema, capacità decisionale e fermezza istituzionale nel trattare con i decisori regionali per esigere contributi economici, e con le ditte di trasporto (specie quella che gestisce il terminal) per garantire sicurezza. Tutti requisiti che sono evidentemente mancati, nonostante negli ultimi mesi sia apparso evidente che la rete regionale dei trasporti fa acqua da tutte le parti, con i numerosi e gravi contenziosi che hanno portato le proteste del personale quasi quotidianamente sotto i riflettori dei media. Siamo indignati di questa ennesima, evitabilissima chiusura. Ribadiamo quello che abbiamo scritto già in molti altri comunicati: la scuola è, e deve essere, la priorità. Prevenire rischi e organizzare è dovere di una buona amministrazione. Saper trovare i mezzi per controllare il territorio è indispensabile. E non ci si venga ancora una volta a ripetere “non abbiamo i mezzi”. Anche controlli a campione e a rotazione su locali e strade e sul corretto uso delle mascherine, specie da parte degli adolescenti, basterebbero a dare la percezione di monitoraggio della situazione. Quella percezione che ora nessuno ha".