Accadde Oggi 3 Febbraio - #almanacco

Oggi 3 febbraio la Chiesa festeggia San Biagio, vescovo e martire
474 – Alla morte di Leone I il Trace, diventa Imperatore d'Oriente il nipote Leone II
1451 – Muore Murad IISultano dell'Impero ottomano, gli s쳭e il figlio Mehmed II;
1488 – Il navigatore portoghese Bartolomeo Diaz sbarca nella Baia di Mossel dopo aver doppiato il Capo di Buona Speranza all'estremità meridionale dell'Africa, diventando il primo europeo noto ad essersi spinto così a sud;
1783 – Guerra d'indipendenza americana: la Spagna riconosce l'indipendenza degli Stati Uniti;
1831 – A Modena il Duca Francesco IV D'Asburgo-Este sventa la sommossa rivoluzionaria organizzato da Ciro Menotti;
1867 – Il principe Mutshuhito viene eletto Imperatore del Giappone;
1871 – La capitale d'Italia viene trasferita da Firenze a Roma;
1913 – Viene ratificato il XVI emendamento, della costituzione degli Stati Uniti, che autorizza il governo federale a imporre e incassare la tassa sul reddito
1917 – Prima guerra mondiale: gli Stati Uniti rompono le relazioni diplomatiche con la Germania, il giorno dopo l'annuncio tedesco di una politica di Guerra sottomarina indiscriminata;
1945 – Seconda guerra mondiale: l'Unione Sovietica accetta di entrare nel teatro del Pacifico contro l'Impero giapponese;
1957 – Prende avvio sulla rete Rai Programma Nazionale il contenitore Carosello, che negli anni diverrà indice di cambiamento delle abitudini degli italiani a causa (o grazie) alla televisione;
1959 – In un incidente aereo perdono la vita Buddy HollyRichie Valens e The Big Bopper. La data, grazie soprattutto alla hit American Pie di Don McLean divenne nota come "Il giorno in cui morì la musica";
1966 – La navetta sovietica Luna 9 effettua il primo allunaggio;
1972 – Le prime Olimpiadi invernali disputate in Asia si aprono a Sapporo (Giappone);
1988 – Scandalo Iran-Contra: La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti d'America rigetta la richiesta del presidente Ronald Reagan per lo stanziamento di 36,25 milioni di dollari di aiuti ai Contras del Nicaragua;
1989 – Viene sciolto il Partito Comunista Italiano, dividendosi in Partito Democratico della Sinistra e Partito della Rifondazione Comunista;
  1. Incidente della funivia del Cermis: Un Grumman EA-6B Prowler, aereo militare statunitense al comando del capitano Richard J. Ashby, partito dalla Base aerea di Aviano, trancia il cavo della funivia del Cermis, in Val di Fiemme. L'incidente provocò la morte di 19 passeggeri e del manovratore;
2011 – Internet esaurisce gli indirizzi IPv4. Protocollo di base per il funzionamento di internet stesso;
2015 – Il 12º Presidente della Repubblica  Sergio Mattarella si insedia con cerimonia solenne.
Nati
1957 Carosello
1959 FerzanOzpetek
1969 Rudy Zerbi
Morti
1876 Gino Capponi
Oggi la nostra attenzione vogliamo si focalizzi su il Carosello.
Carosello era un programma televisivo italiano andato in onda sul Programma Nazionale (poi Rete 1) della Rai dal 3 febbraio 1957 al 1º gennaio 1977.
Veniva trasmesso tutti i giorni, tranne il venerdì santo e il 2 novembre, originariamente dalle 20:50 alle 21:00. Per effetto dell'austerity, che spinse la Rai ad anticipare tutti i programmi della serata a partire dal Telegiornale (spostato alle 20:00), dal 2 dicembre 1973 fu trasmesso alle 20:30. In totale andarono in onda 7.261 episodi.
Fu sospeso per una settimana tra il 31 maggio e il 6 giugno 1963 per l'agonia e la morte di papa Giovanni XXIII e per tre giorni dal 12 al 15 dicembre 1969, quando il Paese fu scosso dalla strage di piazza Fontana. Altre sospensioni più brevi si ebbero per la morte di papa Pio XII (9 ottobre - 11 ottobre 1958), per le uccisioni dei fratelli John (22 novembre 1963) e Robert Kennedy (5 giugno 1968) nonché, a seguito di improrogabili collegamenti, per la prima trasmissione in Mondovisione, il 25 giugno 1967, e per l'ammaraggio della navicella spaziale Apollo 14, il 9 febbraio 1971.
Consisteva in una serie di filmati (spesso sketch comici sullo stile del teatro leggero o intermezzi musicali) seguiti da messaggi pubblicitari. Non subì interruzioni né errori per circa vent'anni: unica eccezione, gli eventi sopra menzionati e alcuni scioperi e agitazioni in seno alla RAI che alterarono (sia pure lievemente) la programmazione, ad esempio con l'avvio della sigla finale senza l'elencazione dei prodotti reclamizzati.
Carosello non era e non poteva essere solo un contenitore di messaggi pubblicitari: erano predeterminati il numero di secondi dedicati alla pubblicità, il numero di citazioni del nome del prodotto, il numero di secondi da dedicare allo "spettacolo", la cui trama doveva essere di per sé estranea al prodotto. Per una legge allora vigente non era concesso fare della pubblicità all'interno di alcuno spettacolo televisivo serale e nemmeno prima di un intervallo di novanta secondi dall'inizio del medesimo.
Alla realizzazione di Carosello parteciparono in veste di registi nomi illustri come Luciano Emmer (che ne è considerato l'inventore), Age & ScarpelliLuigi MagniGillo PontecorvoCorrado FarinaErmanno OlmiSergio LeoneUgo GregorettiValerio ZurliniPupi AvatiPier Paolo PasoliniFederico Fellini e l'americano Richard Lester.
Nel 1957 la Rai decide di inserire messaggi pubblicitari nella programmazione e per aggirare il divieto di fare pubblicità durante gli spettacoli televisivi sviluppa un apposito format televisivo.
La regola principale del Carosello è che la parte di spettacolo (il "pezzo", della durata di 1 minuto e 45 secondi), deve essere rigidamente separata e distinguibile da quella puramente pubblicitaria (il "codino", della durata di 30 secondi). Il passaggio dal pezzo al codino avviene attraverso una frase-chiave pronunciata dal protagonista ed è nella parte finale che viene nominato il prodotto. Ogni Carosello è inserito in un contesto di tipo teatrale: viene introdotto dall'apertura del sipario con accompagnamento di una specie di fanfara.
I quattro sketch della primissima puntata di Carosello, sono:
Dal 10 febbraio 1957 va in onda la serie Le avventure del signor Veneranda per il brandy Stock 84. Il regista è Eros Macchi, lo sceneggiatore, soggettista e autore del personaggio è Carletto Manzoni, gli attori sono Erminio Macario e Giulio Marchetti, il produttore è Pino Peserico.
Vanno in onda quattro spettacoli per ogni puntata. La pubblicizzazione di un dato prodotto segue un ciclo di quattro puntate con cadenza settimanale, diversi l'uno dall'altro sebbene con soggetto comune. All'interno di una trasmissione un pezzo va in onda solo una volta. Nella sigla di coda infatti, l'annunciatrice annuncia la data della successiva messa in onda. I lettori del Radiocorriere TV, proprietà dell'ente RAI, potevano conoscere in anticipo gli spot inclusi nel palinsesto. A partire dal 1960 i pezzi salgono a cinque per ogni puntata (anche se dal 1962 al 1964 scendono di nuovo a quattro). Dall'autunno 1974 all'estate 1976 i caroselli in onda ogni sera diventano ben sei.
La soluzione ha avuto un enorme successo; Carosello è stato per molti anni fra le trasmissioni televisive più amate, arrivando a rappresentare un tipico appuntamento della famiglia italiana, tanto che, ancora oggi, la frase "a letto dopo Carosello" è rimasta parte del linguaggio parlato.
Oltre a introdurre l'innovazione della réclame, e a farlo inserendola in un contesto che aveva il pregio di renderla gradevole al pubblico, Carosello portò anche una serie di innovazioni nel linguaggio televisivo in generale. La sua caratteristica più rilevante era l'inedita "brevità" (non solo degli spot ma anche degli altri "siparietti"); per questo, gli stacchi teatrali dovevano essere diretti, semplici, attingendo spesso a luoghi comuni e rimanendo molto vicini alla cultura popolare. Memorabile uno spot (contenitore di una sorta di mini serie a puntate) con protagonista un giovane che subiva il furto del proprio scooter di una nota marca.
Un'attuale rilettura evidenzierebbe una centralità socio-culturale localizzata nelle regioni del Nord Ovest italiano (MilanoTorino), teatro allora della rinascita economica e meta preferenziale dell'emigrazione. Troviamo infatti lo stereotipo della massaia moderna e avveduta, da uno spiccato accento milanese, con il compito di indicare il prodotto casalingo più aggiornato. In contropartita osserviamo la persona semplice e sprovveduta, sia attore sia personaggio d'animazione, come il pulcino Calimero, con spiccato accento veneto, regione allora depressa e serbatoio di emigrazione. Potrebbe indurre il sospetto di un velato razzismo l'apporre tale dialetto al personaggio di una colf di colore ma tuttavia si tendeva a evidenziare la differenza tra metropoli e provincia, l'ingresso o meno degli Italiani nella cultura consumistica. Un buon esempio sono le avventure di un contadino in un negozio di casalinghi, alla ricerca di "una cosa cittadina". Inorridito davanti a degli elettrodomestici messi in prova da un commesso, l'uomo può rassicurarsi riconoscendo il marchio del prodotto richiesto, una comune lametta da barba.
Rispetto alla pubblicità moderna, la più lampante differenza rimane proprio il tentativo della RAI di integrare le novità di una nascente società dei consumi in un contesto legato alla tradizione nazionale popolare. Il messaggio pretendeva essere rassicurante e a tratti con pretese persino pedagogiche. Attraverso lo slogan si elargiva una promessa delle qualità di un prodotto.
Sicuramente il mondo della pubblicità, in prima fila la Sipra, ache gestiva la pubblicità RAI, vedeva in Carosello uno strumento sfuggito loro di mano, per passare ai "creativi": il personaggio e la storiella erano più importanti del messaggio pubblicitario; ad esempio, Calimero era più famoso del detersivo reclamizzato.
Il 1º gennaio 1977 andò in onda l'ultima puntata di Carosello.
I cinque sketch di quest'ultima puntata furono:
  1. StockSuperspettacolo di Capodanno (con Raffaella Carrà, regia di Gino Landi);
  2. BTicinoIl calcolatore elettronico: Cassa robot (con Alfredo Danti, regia di Nedo Zanotti);
  3. Amaro RamazzottiI due sceneggiatori: Il bowling (con Mario Maranzana e Giancarlo Dettori, regia di Andrea Cardile);
  4. Ati/PilettiAttività serene: La giornalaia (regia di Ermanno Olmi);
  5. Dr. GibaudFamiglia: Sciare (con Mario Valdemarin e Gemma De Angelis, regia di Ezio Perardi).
La chiusura del programma è legata a vari motivi, che vanno ricercati in particolar modo nell'evoluzione in atto del mercato pubblicitario italiano, sempre più moderno e dinamico, così che i produttori divennero insofferenti verso i limiti di tempo imposti da questo modo di reclamizzare i propri prodotti; anche il pubblico stava cambiando e la televisione basata su presupposti pedagogici perse presa. Anche le ditte più piccole, che non potevano permettersi i costi di Carosello, iniziarono a far sentire la loro voce. Infine, i prodotti del mercato internazionale avevano bisogno di un'immagine standard nei diversi paesi e mal sopportavano il fatto di dover costruire spot legati particolarmente al contesto italiano.
In seguito il programma fu sostituito dallo Spazio F.
Le prime due sigle (i cosiddetti "siparietti") vennero realizzate da Luciano Emmer e Cesare Taurelli per conto della loro società di produzione Recta Film. La prima, andata in onda solo nel 1957, fu addirittura realizzata in casa dello stesso Emmer la notte prima della messa in onda almeno secondo quanto raccontato dal regista romano.
La sigla più celebre con quattro panorami di città italiane, nell'ordine Venezia (vista dal mare in cui si riconosce il Ponte di Rialto), Siena (con Piazza del Campo durante il Palio), Napoli (Via Caracciolo) e Roma (Piazza del Popolo), con ai lati i musicisti (nell'ordine un chitarrista, un trombettista, un mandolinista e un flautista), disegnata a tempera da Manfredo Manfredivenne trasmessa a partire dal 1962.
La colonna sonora rimase immutata per l'intero ventennio: si tratta di una versione strumentale di una tarantella napoletana risalente a circa il 1825 e raccolta dal musicista Vincenzo De Meglio (1825-1883), intitolata Pagliaccio  curata da Raffaele Gervasio (1910-1994) titolata di proprio-in una prima versione del compositore barese-"Commedianti" (1957) e poi in una seconda "Menestrelli" (1961). Le due versioni appaiono nel catalogo ufficiale di Gervasio come op.76/CG 418 e op./CG 433  entrambe per "orchestra" ma con organici strumentali diversi. Secondo i ricordi di Luciano Emmer il brano era stato frettolosamente reperito da un cinegiornale d'epoca e direttamente utilizzato: lo fu per un primo periodo.
Una leggera modifica dello strumentale appare già nel corso dello stesso 1957 come si avverte dall'ascolto dei materiali superstiti ed essa (sostanzialmente l'op.76/CG 418 vedi sopra) viene utilizzata sino al 1961. Dal 1962 al 1973 viene impiegata la nuova strumentazione di cui al Catalogo di Gervasio "433", che prevede un organico più brillante  e convenzionalmente attribuita a Marcello De Martino che ne curò l'edizione di fatto registrata e che successivamente-1974-ne approntò una ulteriore accorciata rimasta sino alla chiusura definitiva del programma il 1° gennaio 1977.
Un estremo arrangiamento strumentale del motivo è opera di Fabio Gurian con l'Orchestra sinfonica nazionale della RAI per il remake "Carosello Reloaded" (2013) che si rifà fondamentalmente a quello di Gervasio titolato "Menestrelli". 
Un motivo di novità fu certamente l'introduzione dell'animazione. La presenza di Carosello ha certamente contribuito a rilanciare la scuola di animazione italiana, infatti parecchi degli spot diventati più noti e apprezzati vennero realizzati da studi grafici italiani cresciuti proprio in quegli anni, come la Gamma Film di Gino e Roberto Gavioli, la modenese Paul Film di Paul Campani, lo studio Pagot (dove operavano Nino e Toni Pagot), e altri. Da menzionare anche Guido De Maria che, oltre a svariati spot, creerà, verso la fine degli anni settanta, un memorabile programma di intrattenimento di sola animazione: SuperGulp!.
I "corti" trasmessi da Carosello spaziavano da filmati prodotti con la classica tecnica dei cartoni animati a filmati realizzati con la tecnica del passo uno. I primi cartoni animati, comparsi nel 1958, furono Angelino (detersivo Supertrim della Agip) e "l'Omino coi baffi" (caffettiera Bialetti), entrambi inventati da Paul Campani, a cui seguirono il Vigile e il foresto (brodo Lombardi) e Ulisse e l'ombra (caffè Hag), realizzati e ideati dai fratelli Gavioli. Nel 1965 ebbe inizio la serie di Salomone pirata pacioccone per pubblicizzare i prodotti dolciari della Fabbri. Tra i più famosi, che continuarono a essere prodotti dopo la fine di Carosello, per scopi commerciali e anche in serie di puro entertainment si ricordano "Calimero" (Mira Lanza) e "La Linea" (pentole Lagostina) di Osvaldo Cavandoli.
Tra i filmati a passo uno vi sono il "caballero e Carmencita" (Caffè Lavazza), "Papalla" (Philco), quelli realizzati con la tecnica claymation (Fernet Branca). Nel 1961 i filmati del pupazzo "Topo Gigio" hanno fatto la pubblicità ai biscotti Pavesini.
Oltre ai cartoni animati, vi furono moltissimi spazi pubblicitari interpretati da attori, cantanti o altri personaggi del mondo dello spettacolo, sia italiani sia stranieri. In qualità di attori, tra gli altri, si ricordano TotòEduardo De FilippoPeppino De FilippoErminio MacarioGilberto GoviVittorio GassmanAlberto SordiGiorgio AlbertazziArnoldo FoàAlberto LupoMike BongiornoCorradoTino ScottiAldo FabriziDario FoFranca RameAmedeo NazzariMario CarotenutoFranca ValeriAlighiero NoscheseNilla PizziDomenico ModugnoMinaAdriano CelentanoErnesto CalindriNino ManfrediVirna LisiGino BramieriWalter ChiariCarlo CampaniniAve NinchiUgo TognazziRaimondo VianelloSandra MondainiGino CerviFernandelPaolo PanelliBice ValoriPaolo StoppaRina MorelliPaolo FerrariAroldo TieriGianrico TedeschiCarlo DapportoNino TarantoRaffaele PisuUbaldo LayRenato Carosone.
Renzo ArboreGianni BoncompagniAlberto LionelloEnrico ViarisioLia ZoppelliFranco Volpi e persino - tra gli stranieri - Frank SinatraJerry LewisJayne MansfieldOrson Welles e YulBrynner.
Alcuni di loro hanno legato il loro nome in modo quasi indissolubile al prodotto pubblicizzato; ecco alcuni esempi:
  • Cesare Polacco (per la brillantina Linetti), attore teatrale, nel ruolo di un detective americano quasi infallibile: per sua stessa ammissione, il suo unico errore è non aver potuto usare la brillantina in quanto calvo.
  • Franco Cerri (per il detersivo Biopresto), noto chitarrista jazz, conosciuto come l'"Uomo in ammollo", il quale sperimenta un detersivo sulla propria camicia sempre indosso, affermando che "non esiste sporco impossibile!". Cerri per lungo tempo appare nel solo "codino" per essere proposto nelle ultime stagioni come protagonista dell'intero sketch.
  • Mimmo Craig, attore teatrale e televisivo, interprete di una pubblicità dell'olio Sasso. Ciascuno sketch narra di un suo sogno romantico ricorrente sulle note de Il mattino tratto dal Peer Gynt di EdvardGrieg. L'idillio viene stroncato dalla consapevolezza della sua grassezza e l'uomo si sveglia terrorizzato per poi realizzare un riuscito dimagrimento, merito del condimento. L'uomo si veste cantando trionfante alla sua domestica (Edith Peters, una delle PetersSisters) il motivetto E la pancia non c'è più...!, divenuto brevemente un tormentone.
  • Nicola Arigliano, cantante jazz, come Franco Cerri ricordato più per la pubblicità del digestivo Antonetto che per la sua produzione artistica.
  • Paolo Ferrari, attore e doppiatore. Per molti anni si dedica alla pubblicità recitando il ruolo di un intervistatore con delle massaie circa la preferenza di un notissimo detersivo.
  • Gino Bramieri: il comico pubblicizzò il moplen, concludendo i suoi sketch con la battuta: e mo', e mo' e mo'... moplen!
Merita menzione l'ex nuotatore Fioravante Palestini, figura dal fisico scultoreo che appare di spalle divenendo icona di una linea di alimenti per bambini, conosciuto come L'Uomo Plasmon.
Carosello facevano corona altri appuntamenti fissi degli anni sessanta e degli anni settanta. I veri e propri siparietti commerciali non erano ancora degli spot, erano pochi e concentrati in queste fasce: prima del telegiornale delle 13:30 andava in onda Break (dal 15 gennaio 1968, giorno in cui esordì proprio l'edizione meridiana del telegiornale), che nel 1970 venne diviso in due, con un'edizione che anticipava il telegiornale della notte; la TV dei ragazzi era anticipata da Girotondo (dal 1964), dopo la trasmissione Gong (1959); nella fascia preserale andava in onda Tic Tac (dal 1959); Arcobaleno (dal 1961) precedeva le previsioni del tempo, nel corso del TG serale e prima del notiziario; Carosello era il traino della prima serata; infine, durante il programma della serata, c'era Doremì (dal 1967).
Sul secondo canale, che cominciava le trasmissioni verso sera e trasmetteva il Telegiornale alle 20:50, l'appuntamento pubblicitario successivo era con Intermezzo (dal 1962) e, verso le 22:15, Doremì. In seguito, nel 1973, furono aboliti i nomi (tranne che per Carosello e Intermezzo) e gli appuntamenti si moltiplicarono.
I primi inserzionisti furono SaabDreher e Perugina. Anche il sito della Sipra ha proposto una serie di vecchi caroselli, con sottotitoli in inglese.
  • Tra il 1988 e il 1990, furono trasmessi dei bumper pubblicitari sulle tre reti Rai, con sottofondo musicale una parte della sigla di Carosello, che aprivano e chiudevano una sequenza di spot proposti all'epoca utilizzando un sipario teatrale, con uno dei tre colori che contraddistingueva e simboleggiava le rispettive reti: blu per Rai 1, rosso per Rai 2 e verde per Rai 3.
  • Dall'11 maggio al 1º giugno 1997 la trasmissione fu riproposta in forma di varietà in prima serata su Rai 2 per quattro puntate con la conduzione di Ambra Angiolini e la partecipazione virtuale di Calimero, interpretato da Marco Giusti, che fu anche coautore del programma con Tatti SanguinetiAlberto PiccininiBeppe Cottafavi e Luigi Albertelli. Sempre lo stesso anno la Rai decise di riproporre una versione moderna di Carosello il sabato e la domenica subito dopo il Tg1 delle 20:00.
  • Dal 2008 al 2010 la sigla storica di Carosello è stata utilizzata come sigla d'apertura dell'anteprima di Affari tuoi programma di Rai 1.
  • Nel 2013, la Rai decide di riproporre, in via sperimentale, il format di Carosello con una nuova trasmissione denominata Carosello Reloaded, andato in onda dal 6 maggio al 28 luglio, quindi dal 29 settembrealle 21:10 su Rai 1. Il programma ha una durata massima di 210 secondi (più breve rispetto ai 10 minuti del Carosello originale) e ha all'interno tre spot. La storica sigla è stata mantenuta e rivisitata in chiave moderna, e il programma è curato dalla concessionaria pubblicitaria Rai, Rai Pubblicità, ex Sipra.