#musicamente. Storia di un molisano sconosciuto al Molise - Parte III

Ah gli anni novanta!

Gli anni della liberazione, dei live, della rinascita, delle nuove e delle vecchie amicizie ritrovate, gli anni dell’energia.

All’inizio degli anni novanta, dopo le avventure americane, metto su uno studio di registrazione con i “contro-cavoli”: mixer 48 canali “Soundcraft” da studio, casse JBL Pro come quelle che avevamo alla RCA, Expander di diversi marchi pilotati da una master Keyboard Fatar a 88 tasti pesati, vari microfoni per tutte le esigenze e altro. 

Chiusomi dentro, scrivo canzoni, le registro, accolgo amici che mi fanno visita frequentemente e, un po’ uno, un po’ l’altro, li utilizzo per delle “ospitate” sulle mie  registrazioni.

In questo frangente, perdo completamente il contatto con l’esterno e non so dire cosa accada in giro.

Ci sono solo delle sporadiche eccezioni, tipo l’organizzazione di Telethon, il 29 novembre 1997, presso le Poste di Isernia, dove chiamo a suonare Edoardo De Angelis e Marco Ferradini.

Un giorno, viene a trovarmi Silvestro, che mi riporta alla realtà informandomi del fatto che da Mr. Magoo, noto pub isernino, Giulio Pirone, il proprietario, ha iniziato una programmazione di live music e ospita grandi musicisti, soprattutto da Roma, che vengono a suonare ogni settimana. 

Mi chiede, insistentemente, di suonare lì e, ignorando ogni mia resistenza o reticenza, propone direttamente a Giulio una mia serata.

Detto fatto: in men che non si dica sono lì.

Da quel momento, oltre che suonarvi ogni mese, inizio a dare una mano a Giulio nella programmazione. 

Riprendo i contatti con cari amici del passato, che, d’intesa con Giulio, porto a suonare a Isernia a rotazione.

Passano diversi nomi: Alex Britti, Goran Kuzminac, Federico Troiani, Shaun Logan, Crystal White, Maurizio Rota, Lello Panico, Charlie Cannon, i Bestaff e tanti altri.

Ogni settimana c’è il sold out

Mr. Magoo di Isernia entra, e ne sono la prova gli articoli dell’epoca su Ciao 2001, nel circuito dei più importanti locali d’Italia per la musica dal vivo, insieme al Fonclea, Big Mama, Alexanderplatz di Roma, il Blue Note di Milano e altri club in tutta Italia.

Oltre a ritrovare Federico Troiani, caro vecchio amico, e avviare una fattiva collaborazione che scaturirà nella registrazione di un album dal titolo “All’improvviso…”, pubblicato nel 1998, conosco Fabiano Lelli, Fabiola Torresi e Bruno Marinucci, con i quali inizio un’intensa attività live che culmina in un grandioso concerto a Villa Gordiani a Roma.

Suono dappertutto: Abruzzo, Campania, Lazio, Marche, a tappeto, duecento serate all’anno.

Nel 2001 esce l’album “Fuggo” per l’etichetta Blond Records. Presentazione all’Alpheus di Roma e bei numeri di vendita. La band è costituita da Fabiola Torresi, Fabiano Lelli, Kim Petersen, Gianni Aquilino e Tina Bellandi.

In questo periodo vengo anche invitato come ospite alla rassegna Cantautori a Silvi Marina da Edoardo De Angelis, che ne è il direttore artistico. Qui ritrovo Mario Castelnuovo, Mimmo Locasciulli, Marco Ferradini e Goran Kuzminac.

Partecipo al primo festival blues di Poggio Picenze (AQ), con The Animals e Gegè Telesforo.

Faccio un tour estivo con i Jalisse e mi ributto nell’inesauribile giro di concerti.

Inizio, subito dopo, a suonare insieme ai miei figli, Yuki alla chitarra e Lalla al basso; ci chiamano “Family band” e una serie massacrante di serate, l’una dopo l’altra, culmina in un disco dal titolo “Odilaria”, pubblicato nel 2006 dalla Blond Records.

Nel 2008, mi ritrovo, insieme a Yuki in uno dei tanti locali di Roma dove suoniamo, il Tumbler, a fare una jam session con Jorma Gasperi e, quella sera stessa, nascono i noGospel, con cui l’anno seguente registriamo un disco live in studio a Palena, sulla Maiella, con Paolo Tocco come fonico.

Il disco, che esce solo negli Stati Uniti nel 2010, s’intitola “Dal Volturno al Mississippi”.

Continuiamo a suonare in giro, ma abbiamo l’esigenza di allargare la band.

L’occasione ci viene offerta dall’esigenza di partecipare alla prima edizione del “Timi Yuro Festival” a Rocchetta a Volturno. 

Mettiamo su un gruppo di sette elementi: io Yuki e Jorma (due chitarre e dobro), Pierpaolo Ranieri al basso elettrico, Carlo Conti al sax, Davide Di Pasquale al trombone e Daniele Natrella alla batteria.

La situazione funziona talmente bene che, qualche mese dopo, entriamo in studio per registrare, dal vivo, l’album “Swing low…

In questo periodo partecipo a una rassegna di canzone d’autore dal titolo “Per chi suona la campana”, al teatro Arciliuto di Roma, dove rientro in contatto, dopo diversi anni, con Alfredo Saitto, storico produttore della RCA, il quale decide di pubblicare il disco dei noGospel con la sua nuova etichetta Joe & Joe. 

L’uscita del disco avviene nel 2014 ed è anticipata dal singolo “Senza nessun freno”.

Da qui inizia un periodo di fruttuosa collaborazione, che si concretizza nella partecipazione dei noGospel trio, come supporter, alle tappe italiane del tour mondiale di John Mayall, con concerti all’Atlantico di Roma e all’Hiroshima Mon Amour di Torino e, con la band al completo a diversi festival: Eddie Lang Jazz Festival a Monteroduni - IS (2013), Macchia Blues a Macchia d’Isernia - IS (2014), Joe’s Blues Festival a San Martino in Pensilis - CB (2014).

Il 2 maggio 2014 i noGospel fanno un grande concerto sold out al Teatro Ambra Garbatella a Roma. Sono in maxi formazione: ben diciassette persone sul palco in una serata indimenticabile, in cui eseguono davanti ad un pubblico entusiasta l’intero album “Swing low…

Chiaramente nello stesso anno suoniamo in vari teatri e locali importanti di Roma, l’Alexanderplatz, l’Asino che vola, il Teatro Lo spazio, il Teatro Arciliuto, ecc… 

Partecipiamo anche alla rassegna Accordo presso la Fiera d’Oltremare a Napoli, in concerto con Edoardo Bennato ed Enzo Gragnaniello.

Nell’inverno, accetto la proposta di arrangiare e produrre l’album “Io vendo le emozioni” del famoso attore e doppiatore Francesco Pannofino.

Registriamo il disco presso lo studio di Marco Adami, con cui condivido gli arrangiamenti e, finalmente, quando esce, all’inizio dell’estate 2015, il due luglio, lo presentiamo presso Campo Boario a Testaccio, nell’ambito del festival internazionale Eutropia. Intervengono vari ospiti, fra cui Enrico Ruggeri.

Io e Pannofino abbiamo già avuto occasione di anticipare la cortesia a Ruggeri il 25 maggio, partecipando come ospiti, insieme a Stefano Di Battista e Fiorella Mannoia, al suo concerto all’Auditorium di Roma.

Da quel momento parto in tour con Pannofino, ma in trio, perché lui preferisce l’intimità di pochi strumenti al fragore assordante di un ensemble più nutrito. Successivamente, lo show diventa uno spettacolo condotto come un’intervista, con me e Yuki che accompagniamo e Saitto che fa domande all’attore sulla sua vita.

Il 14 luglio 2018, a Roccamandolfi (IS), vengo insignito del Premio alla carriera nell’ambito del Festival delle Serenate.

Il 4 ottobre 2018, vengo premiato a Lanciano, con la canzone “Zingari”, al 25° Concorso Artistico Internazionale “Amico Rom”.

Nel 2017 faccio partire un crowdfunding per la realizzazione del mio nuovo disco “Le mutazioni del lupo”.

Le registrazioni iniziano il 24 settembre 2018 e terminano a marzo 2019.

Il disco, che esce a novembre 2019, abbraccia tutto il percorso della vita di un uomo, dannazione e redenzione attraverso gli occhi puri di un lupo. Avviene quasi una traslazione vera e propria tra la vita del nobile animale e l’uomo. Il cammino si svolge in modo naturale: l’inizio (il lupo che scende a valle), l’esperienza (l’interazione con la quotidianità dell’essere umano fra tormenti riflessioni e gioia) e la fine (il ritorno alla montagna). Il concept dell’opera è contenuto nella tredicesima traccia del disco, dove Francesco Pannofino legge l’intera storia, in un monologo intitolato “Il lupo”.

Il senso di tutto si declina nel concetto di “più buia è la notte, più vicina è l’alba”, contenuto nella dodicesima canzone “All’improvviso la felicità”. In un’altra prospettiva, questo disco può essere anche inteso come la metafora della carriera di un artista, attraverso le varie fasi del suo percorso creativo, dal tormento iniziale alla quiete dopo la tempesta.

I musicisti sono: Alberto Lombardi e Yuki Rufo chitarre, Simone “Federicuccio” Talone Percussioni, Marco Rovinelli Batteria, Primiano Di Biase Fisarmonica, Emiliano Pari Piano Rodhes Wurlitzer e Hammond, Pierpaolo Ranieri Basso, Mario Gentili Viola e Violino, Giuseppe Tortora Violoncello, Marco Rò Melissa Camponeschi e Conor MacLain Cori, Francesco Pannofino Voce narrante. Arrangiamenti e produzione di studio Yuki Rufo, Riprese audio Corrado Taglialatela, Missaggi Stefano Quarta, Mastering Carmine Simeone 

presso Forward Studios, Grottaferrata. Cover Art Germinio Pio Politi, Grafica Serenella Sèstito.

Si consideri che, trasversalmente, negli ultimi dieci anni ho curato la direzione artistica, insieme a Giovanni Samaritani e Ernesto Bassignano di “Per chi suona la campana” al teatro Arciliuto di Roma. Questa è una rassegna di cantautori, dedicata a Giancarlo Cesaroni, compianto patron del Folk Studio, che vede, ogni lunedì sera, l’esibizione di quattro cantautori, tra giovani e meno giovani, che propongono quattro brani dal loro programma.

Contemporaneamente, organizzo eventi di carattere sociale, per lo più tesi a combattere la violenza di genere, sensibilizzando le persone sull’argomento con canzoni e performance dedicate, con il patrocinio dell’Associazione “Ti Amo da Morire ONLUS”.

In questi ambiti, ho ideato due spettacoli, insieme alla cantattrice veneziana Rossella Seno, dai titoli “Puri come una bestemmia”, dedicato agli ultimi e agli oppressi, e “L’amore nero” sulla violenza di genere.

Ho evitato di citare centinaia di altri eventi, ritenendoli di routine e, sicuramente importanti nell’economia della mia attività artistica, ma irrilevanti per la sequenza di eventi che caratterizzano in forma totale tutta l’esistenza di una persona, dalla nascita alla morte.

Chi non voglia o non possa recepire nel modo dovuto queste righe, sappia che ha tutta la mia compassione, la compassione di colui che si è dedicato all’arte con abnegazione spontanea, senza la necessità di dover dimostrare alcunché. 

Colui che ha l’esigenza unica di metter fuori ciò che preme al cuore e può servire a lenire il dolore a qualche altra anima sulla stessa sintonia d’onda, colui che trova espressione da un moto interiore che si può chiamare canzone d’autore, poesia, songwriting, ma sicuro è che la sincerità dello spirito non ha prezzo e merita il rispetto assoluto.