Quattro ore per la prenotazione di una visita, accade al San Timoteo. Casa dei diritti: inconcepibile

“Quattro ore di attesa al Cup dell’ospedale di Termoli per una prenotazione”. E’ quanto denunciato da un cittadino che ha posto l’accento sull’ennesimo disservizio della sanità molisana stretta tra l’emergenza Covid e i problemi informatici e strutturali.

Tutto è accaduto appena qualche giorno fa ripetendo lo stesso copione avvenuto la settimana scorsa: il cittadino si è recato presso il Cup dell’ospedale di Termoli per effettuare una prenotazione. Un atto semplice, che nel 2021 e con la digitalizzazione imposta dall’emergenza Covid, dovrebbe essere realizzato in pochi istanti.

Invece al malcapitato di turno sono occorse quattro ore di attesa assieme ad altre 150 persone in fila come lui suddivise negli unici due sportelli aperti per prenotare una visita cardiologica che potrà fare solo ad aprile, una ecografia che è stata prenotata per maggio. “E sono le due date più ravvicinate di cui ho potuto usufruire. Ho preferito rinunciare ad andare per centri privati perché a me serve subito per questioni di lavoro. Il Governo ha lasciato il Molise in mano a persone non competenti e poi ci si lamenta che la sanità pubblica è finita”.

Si tratta di un problema annoso che, come detto, è accaduto già qualche settimana fa quando i nuovi sistemi di prenotazione centralizzata hanno fatto andare in “tilt” il sistema sia a Campobasso che a Termoli con la conseguenza che i cittadini hanno dovuto attendere in fila, per ore, assembrati all’interno dei Cup che il sistema, l’unico che consente le prenotazioni, riprendesse a funzionare.

"Come Casa dei Diritti - si legge in una nota-  siamo consapevoli che possono accadere dei problemi tecnici che comportano un blocco dei sistemi di prenotazione ma siamo altrettanto consapevoli della pericolosità del fatto che questo possa accadere in piena crisi pandemica, con l’escalation di contagi che si è verificata a Termoli nell’ultima settimana. Costringere più di cento persone ad attendere per due ore in fila all’interno di un Cup con il rischio del contagio non può essere ammissibile in un momento delicato come quello che stiamo vivendo.

Ecco perché il nostro appello è a cercare di risolvere nel più breve tempo possibile la situazione affinché casi come questi non accadano più.

E come Casa dei Diritti vogliamo concentrarci anche su quanto accaduto ai cittadini di Campomarino ai quali, nei giorni scorsi, sarebbe stato negato l’accesso ai servizi ospedalieri, presumibilmente, perché provenienti dalla zona rossa. Si tratta di una discriminazione alla quale diciamo fortemente di no: il diritto alla salute è quanto di più sacro ribadito dalla Costituzione Italiana. Se fosse confermato quanto denunciato dai cittadini e dall’amministrazione comunale sarebbe un atto gravissimo perché avvenuto in un territorio che vede nel San Timoteo di Termoli l’unico presidio ospedaliero di tutta la zona costiera".