Accadde Oggi 7 febbraio - #almanacco

Oggi 7 febbraio la Chiesa festeggia Sant'Alfonso Maria Fusco

457 – Leone I diventa imperatore dell'Impero romano d'Oriente;

1497 – Girolamo Savonarolafrate domenicano, reggente di Firenze, ordina il Falò delle vanità;

1550 – Giulio III diventa Papa;

1742 – Papa Benedetto XIV pubblica l'enciclica Etsi Minime sul ministero pastorale e sull'insegnamento della dottrina cristiana;

1871 – Un dentista statunitense inventa il trapano odontoiatrico: un modello a molle che raggiunge gli 800 giri al minuto;

1882 – A Mississippi City, si svolge l'ultimo incontro di pugilato dei pesi massimi disputato a mani nude;

1898 – Inizia il processo per diffamazione contro Émile Zola per aver pubblicato J'accuse;

1914 – Nasce il personaggio di Charlot con il primo cortometraggio dal titolo Charlot ingombrante;

1944 – Seconda guerra mondiale: le truppe tedesche lanciano la loro controffensiva contro la testa di sbarco di Anzio e Nettuno;

1964 – I Beatles arrivano per la prima volta negli USA;

1971 – Le donne ottengono il diritto di voto in Svizzera;

1974 – Grenada ottiene l'indipendenza dal Regno Unito;

1977 – L'Unione Sovietica lancia la Soyuz 24;

1984 – Gli astronauti Bruce McCandless e Robert Stewart eseguono la prima camminata nello spazio senza "guinzaglio";

1990 – Dissoluzione dell'Unione Sovietica: Il Comitato Centrale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica accetta di cedere il monopolio del potere;

1992 – I dodici Stati della Comunità economica europea firmano il Trattato di Maastricht

1998 – Iniziano i XVIII Giochi olimpici invernali a Nagano (Giappone);

2006 – Bobo Craxi fonda I Socialisti;

2008 – Lancio della missione STS-122 diretta alla Stazione Spaziale Internazionale con il laboratorio europeo Columbus;

2014 – Iniziano i XXII Giochi olimpici invernali a SočiRussia;

Nati

1952 Syusy Blady

1952 Vasco Rossi

Morti

1878 Papa Pio IX

1942 Dorando Pietri

1987 Claudio Villa

Claudio Villa, pseudonimo di Claudio Pica (Roma1º gennaio 1926 – Padova7 febbraio 1987), è stato un cantante e attore cinematografico italiano.

Occasionalmente fu anche autore, con 35 canzoni depositate a suo nome. Nell'arco della sua carriera ha venduto 45 milioni di dischi in tutto il mondo. Vanta assieme a Domenico Modugno il primato di vittorie (quattro) al Festival di Sanremo: nel 1955, con Buongiorno tristezza; nel 1957 con Corde della mia chitarra; nel 1962 con Addio... addio, proprio in coppia con Modugno, e nel 1967 con Non pensare a me. Vinse inoltre la serata degli autori indipendenti, istituita fuori concorso in occasione del Festival del 1957, con Ondamarina.

Per il temperamento fiero fu soprannominato il Reuccio durante una puntata dello spettacolo Rosso e nero, condotta da Corrado.

Nacque a Roma, nel rione Trastevere dove visse fino agli anni cinquanta per poi trasferirsi da adulto a Monteverde Nuovo. Di famiglia umile, il padre, Pietro Pica, faceva il vetturino mentre la madre, Ulpia Urbani, era casalinga. Raccontò di essere stato il primo ad aver scoperto, ancora ragazzo, l'Eccidio delle Fosse Ardeatine, mentre cercava di capire, assieme ad un prete, da cosa venisse il misterioso cattivo odore che infestava il suo quartiere. 

Vinse il primo concorso canoro al quale partecipò con la canzone Chitarratella, un grande successo di Carlo Buti che Claudio idolatrava e del quale incise poi molti brani. Nel 1946, partecipa, per la prima volta, ad alcune trasmissioni locali di Radio Roma della Rai. Nel 1947, per l'etichetta Parlophon, incide il suo primo disco contenente Serenatella dolce e amara e Canzoncella. Il 78 giri C 8134 è tra i più ricercati dai collezionisti. Nel 1952 sposa l'attrice e doppiatrice cinematografica Miranda Bonansea che gli darà l'anno dopo il suo primo figlio Mauro; il matrimonio finirà dieci anni dopo. Sempre nel 1952, interpreta Serenata amara, il suo primo film da protagonista; ne realizzerà poi una trentina di film, quasi tutti solamente un pretesto per le sue esibizioni canore, passando dalla commedia all'italiana (La banda del bucoFontana di Trevi) alle storie d'amore strappalacrime (Canzone proibitaPrimo applauso). Il ruolo, che ha più amato, è stato quello dell'artista Mario Valli, recitato in Granada addio (1966) di Marino Girolami.

Nel 1957, viene sottoposto a un curioso processo da parte della rivista Sorrisi e Canzoni, dopo una sua dichiarazione ritenuta presuntuosa e immodesta (la famosa frase del "piedistallo"), in cui si chiede al pubblico di votare l'innocenza o assoluzione. Verrà assolto. La stessa procedura verrà replicata nel 1960, e dalle pagine della rivista riceverà un'arringa difensiva da parte di Pier Paolo Pasolini, che si schiererà per l'assoluzione del cantante. Verrà assolto con il voto di 138.225 lettori. 

Nel 1959 con Binario (che è il suo debutto come cantautore) vince la prima edizione del Festival di Barcellona[7]. Nel 1962 partecipa al Gran Festival di Piedigrotta. Sempre nel 1962 partecipa all'Eurovision Song Contest con Addio addio classificandosi nono mentre nel 1967 con Non andare più lontano arriva undicesimo nella stessa competizione.

Nel 1963 vince il Festival di Napoli con Jammo ja' con Maria Paris, mentre nel 1965 è semifinalista alla seconda edizione di Un disco per l'estate con Sifolina, una delle sue canzoni meno conosciute ma che porterà anche alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia qualche mese dopo. Vince anche due edizioni di Canzonissima: quella del 1964 (chiamata Napoli contro tutti) con 'O sole mio e quella del 1966 (chiamata Scala reale) con Granada. Nell'edizione di Canzonissima del 1965 (chiamata La prova del nove) si classifica terzo, mentre nell'edizione del 1967 (chiamata Partitissima) si classifica secondo.

In quegli anni Villa ha una relazione durata circa 7 anni con la soubrette siciliana Noemi Garofalo, da cui avrà altri due figli, nel 1962 Claudio e successivamente nel 1966 Manuela (in arte Manuela Villa), ed entrambi vengono riconosciuti suoi figli dal Tribunale di Roma dopo la sua morte malgrado avessero iniziato la causa di riconoscimento quando ancora era in vita.

Tra il 1968 e il 1971 partecipa ogni anno a Canzonissima, arrivando sempre in finale. Claudio Villa, dotato di voce di stampo tenorile, non saprà dopo quegli anni rinnovarsi nel repertorio al cambiare dei tempi e delle mode. In particolare resterà per sempre legato alla canzone di stampo più melodico e popolare tipico degli anni cinquanta. Sono quasi proverbiali gli acerrimi scontri con chi criticava il suo repertorio. Ogni anno al Festival di Sanremo inscenava qualche polemica plateale con l'organizzazione e la stampa, sia che fosse fra i partecipanti, sia che ne venisse escluso. Però Claudio Villa ha potuto sempre contare sull'affetto del suo vasto pubblico, che seguiva ogni mossa della sua carriera. I suoi concerti registravano sempre il tutto esaurito.

Villa partecipa a Canzonissima 1972 e Canzonissima 1973, ma non riesce ad arrivare in finale. Nel 1973 è ospite a Dove sta Zazà?, celebre programma presentato da Enrico Montesano e Gabriella Ferri. Con la cantante romana, sua grande ammiratrice e amica, interpreta degli stornelli a dispetto, rimasti nella storia della canzone e della televisione italiana. Nello stesso anno partecipa alla Piedigrotta: Le nuove Canzoni di Napoli.

Nel 1973 si innamora di Patrizia Baldi, che sposerà in Campidoglio il 18 luglio 1975. Il loro matrimonio fece scalpore in quanto Patrizia era più giovane di 31 anni; ma nonostante le critiche il loro matrimonio durerà sino alla morte del cantante. Dal loro matrimonio sono nate altre due figlie, Andrea Celeste e Aurora.

Nel 1976 fonda a Roma insieme al figlio Mauro, una radio privata, Radio Lazio, e conduce personalmente per alcuni anni una trasmissione chiamata Socialmente con Claudio Villa.

Nel 1977 incide per la Ariston Records eWiva VILLA, un raro LP in quanto con organico sinfonico e arrangiamenti Disco di Victor Bacchetta ripropone successi come Rosso di sera e Manuela.

Nel febbraio del 1980 nasce Andrea Celeste e a maggio del 1981 nasce Aurora (danzatrice e coreografa). Claudio Villa riscoprirà così la gioia di diventare di nuovo padre a 54 anni.

Nel 1981, in seguito ad una perquisizione voluta dai giudici istruttori Gherardo Colombo e Giuliano Turone nella Villa Wanda di Licio Gelli, venne ritrovata la lista della P2. Tra i 932 iscritti, vi era anche il nome di Claudio Villa.

È interessante sottolineare che anche Claudio Villa, oltre al rivale Luciano Tajoli, interpretò negli anni cinquanta centinaia di canzoni ormai dimenticate, ma di un certo interesse, tra queste vanno ricordate: Il PonteLa luna nel rio e Fontane Romane incise per l'etichetta Vis Radio.

Claudio Villa inizialmente, sotto la guida del Maestro Vigilio Piubeni della casa discografica Carisch, incise diversi dischi per l'etichetta Parlophon/Carisch e poi, dopo alcuni anni, incise altri successi come Luna Rossa o Torna per l'etichetta Vis Radio; successivamente Claudio Villa incise i suoi dischi alla Cetra (che poi divenne Fonit Cetra).

Claudio Villa tra il 1980 e il 1985 fu ospite fisso del programma televisivo Il Bingoo, in onda sull'emittente regionale Antenna 3 Lombardia.

Il 1982 fu per Villa un anno particolarmente negativo, funestato dalla morte della madre. Nello stesso anno fu eliminato alla prima serata del Festival di Sanremo, dove aveva presentato la canzone Facciamo la pace. Nel 1984 fu ospite a Sanremo col brano fuori gara Un amore così grande. L'ultima apparizione sanremese risale all'edizione del 1985 con la canzone di taglio melodico Il mio primo angelo, che viene presa in considerazione da parte di pubblico e critica con quasi totale indifferenza. Nel 1985 fu ospite fisso del programma Il buon paese condotto da Claudio Lippi su Canale 5.

Nel 1986 si fa promotore del movimento anti fast food per contrastare la presenza di paninoteche nel centro di Roma, in special modo McDonald's a Piazza di Spagna; la prima manifestazione si tenne il 20 aprile 1986 con la partecipazione di attori, registi, scrittori e musicisti tra cui Giorgio BracardiRenato NicoliniGiulia RadinoValerio MerolaPhilippe LeroyLuciano De CrescenzoBomboloMarisa Laurito e altri.

Muore improvvisamente il 7 febbraio 1987 per un infarto all’età di 61 anni all'ospedale di Padova, dove era ricoverato da diversi giorni per un intervento chirurgico al cuore. Dopo la cremazione, le sue ceneri sono state sepolte a Rocca di Papa, nel cimitero di San Sebastiano; sulla sua tomba vi è l'epitaffio "Vita sei bella, morte fai schifo". La sua morte venne annunciata in diretta da Pippo Baudo, durante la serata finale della XXXVII edizione del Festival di Sanremo, e fu seguita da un lungo applauso del pubblico dell'Ariston.