Termoli. Intervista al Direttore Generale Florenzano sull'Ospedale da Campo e Terapie Intensive

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Piano vaccinale, De Chirico: "Fondazione Gimbe ritratta, ma persevera nell’errore"

Partiamo da un presupposto: il personale NON sanitario è previsto dal Piano vaccinale (foto). Perché nelle strutture sanitarie non lavorano solo medici e infermieri. Anche amministrativi, centralinisti, addetti alle pulizie o manutentori delle caldaie potrebbero essere legittimati a vaccinarsi se preliminarmente iscritti dalla struttura, ospedale o RSA che sia, nell’elenco del personale che ha aderito alla campagna e che frequenta i “contesti di assistenza”. E' quanto dichiara il consigliere regionale, Fabio De Chirico: "Possiamo volendo contestare la scelta dei piani regionali ma non la legittimità se la dicitura “non sanitario e non direttamente operante” è riportata nel documento di pianificazione ufficiale. Anche il commissario Arcuri, nella nota del 17 novembre scorso inviata ai Presidenti di Regione, infatti, nel chiedere il numero di persone da vaccinare per poter organizzare la campagna stessa, chiedeva di considerare per ogni presidio ospedaliero “il numero di personale operante al suo interno, a qualunque titolo”. E tutte le Regioni, come il Molise, hanno redatto i propri Piani memori di questa indicazione. Del resto una persona ragionevole ci arriva a capire che potrebbe risultare pericoloso vaccinare solo una parte di coloro che lavorano all’interno delle strutture ospedaliere e residenziali.  Le illustrazioni della GIMBE sui dati vaccinali, al contrario, hanno alimentato qui in Molise un polverone e una sequenza di malinterpretazioni così grandi da suscitare addirittura l’interesse delle testate nazionali: inspiegabilmente siamo diventati un esempio negativo a livello nazionale. Il frequente vittimismo e sensazionalismo che ci contraddistingue, ahimè arrivato persino nell’aula consiliare regionale, ha fatto intendere che ci fossero 947 “furbetti” saltatori di fila e, per alcuni, persino che i vaccini fossero a disposizione dei politici. Invece non era assolutamente vero, perché altrimenti in Italia ne sarebbero stati ben 420mila. E nessuna logica diabolica poteva far saltare la fila al 20% dei vaccinati nazionali. Il Presidente Toma poi, con il suo “giuramento”, ha certamente contribuito a rendere la situazione ancor più tragicomica e “interessante” di quanto già fosse. Quando invece bastavano poche parole per chiudere la questione. Questo tafazzismo non ci farà crescere e non ci porterà da nessuna parte. PS: Qualche beneficiario non previsto c’è stato, non facciamo i finti tonti. Non previsto inizialmente nei singoli elenchi di nominativi inviati al Dipartimento prevenzione dalle diverse strutture sul territorio. Ma certamente non in numero tale da farci citare dai telegiornali nazionali. L’occasione, per chi ne ha approfittato, (come mi dicono abbia fatto un conosciuto sindaco di un comune a pochi km da Campobasso), è nata da alcuni residui di dosi consegnate ad alcune strutture e non utilizzate a causa di rinunce o decessi dell’ultimo momento nelle RSA".