di Viviana Pizzi

E' iniziata la seduta del consiglio regionale in cui in mattinata il presidente della Regione Donato Toma  ha informato i consiglieri sulla pandemia in atto e sulle decisioni che ci saranno da prendere in merito, soprattutto su ospedali e zona rossa. 

Un intervento necessario perché nelle ultime ore è successo di tutto. Iniziando dalle notizie "belle" come ha sostenuto Toma. Il 12 febbraio Toma ha scritto al capo della protezione civile nazionale per il  reperimento delle figure professionali necessarie per la pandemia. Dopo una ricognizione è stato attivato un bando Molise con  6  medici anestesia e rianimazione e 12 per malattie infettive, 30 infermieri e 15 operatori sociosanitari,. Questo affinché i pagamenti non ricadano sul sistema regionale, Ordinanza firmata, validata e attiva da mezzogiorno di oggi come ha appena comunicato Borrelli telefonicamente a Toma. Il 12 Toma ha scritto, il 13 c'è stata concertazione e oggi è stata validata anche dal Mef. Arriveranno duecento medici laureati, 30 infermieri e operatori socio sanitari. Sono stati stanziati 483 mila euro per un totale lavorativo per 43 ore settimanali. 

Toma ha informato di aver prorogato l'ordinanza suini fino al 28 febbraio. Prorogata la raccomandazione alle scuole fuori dalle zone rosse di consentire alle scuole di concedere la Dad a chi frequenta la zona rossa. Su quest'ultima si valuterà se prorogarla dopo il 21 febbraio oppure pensare a misure ulteriormente restrittive. In Molise per ora, come sostiene Toma, esiste solo la variante inglese. 

Toma comunica l'ordinanza del commissario ad acta Angelo Giustini con la quale attribuisce la carica di commissario per l'emergenza al dirigente Asrem Oreste Florenzano indicandogli due modi di agire; ipotesi A e Ipotesi B come sottolineato nella lettera già pubblicata nella serata di domenica. L'avvocato Florenzano ha risposto che non si può indicare una cosa del genere con una lettera ma con documenti ufficiali del Commissario ad Acta. 

Il presidente annuncia che domenica ha invitato la struttura commissariali in riunioni con l'Asrem e con la dirigente Lolita Gallo per farsi mediatore di una situazione dove c'era un affanno nelle terapie intensive e di malattie infettive. Il Gemelli ha messo a disposizione dieci posti di malattie infettive dove ad oggi sono ricoverati cinque pazienti. Dopo queste riunioni è venuto fuori che la Fondazione Pavone ha voluto mettere a disposizione 60 posti letto con assistenza medica e di strutture per malati subacuti e paucisintomatici. Il giorno dopo la Neuromed a cui fa capo questo istituto, che ha convenzioni con lo Spallanzani di Roma e il Cotugno di Napoli, ha confermato la disponibilità a Salcito di 60 posti letto a Salcito. Prima di arrivare in consiglio Toma ha ricevuto la telefonata di Giustini di sospendere questa iniziativa per attivare a Larino anche posti di terapia intensiva. Attrezzare Larino, trasferire la Rsa in strutture private e assistere al Vietri i malati Covid.

Le vaccinazioni arriveranno entro la seconda metà di febbraio.  La consigliera Micaela Fanelli si dice preoccupata perché nel valzer delle competenze e dello scaricabarile non c'è ancora la soluzione con l'arrivo della variante inglese. La consigliera del Pd chiede chiarezza sulla fattibilità di Larino o di Salcito. Un sistema conflittuale tra poteri che non sta dando soluzioni, esautora il consiglio regionale, e non ci da risposte serie. Uno scaricabarile inaccettabile.
"Nella situazione più drammatica di tutti i tempi - ha sostenuto - non si fa altro che passare il cerino nelle mani degli altri, dopo quello che ci avete detto in un anno è logico avere dei dubbi. Ci stiamo rimpallando dal febbraio scorso senza avere alcuna soluzione. Vi chiedo di decidere insieme senza conflitti. Per noi la decisione del consiglio è sempre la stessa. Se serve blocchiamo i lavori del consiglio regionale". 

In aula interviene anche il consigliere regionale Angelo Primiani il quale sottolinea che da un anno non si apre Larino perché carente di terapie intensive. "La proposta di Salcito -. ha sostenuto Primiani- non era mai stata contemplata prima. Mi dovete spiegare cosa ha di più Salcito rispetto a Larino. Salcito ha forse di più la disponibilità di personale sanitario immediatamente impiegabile. Che fine hanno fatto i medici stranieri che andavano impiegati. Perchè sui dati Agenas risulta che in Molise che il 28% di terapie intensive è occupato in Molise. Perchè non possono essere utilizzate? Mancano gli accordi? Intanto a Roma questa è la fotografia che risulta in Molise e per l'ennesima volta ci ritroviamo in zona gialla. La fotografia che ha Roma è rassicurante ma fuorviante- Agenas nei prossimi giorni prevede un aumento dei posti di terapia intensiva occupata. Vorrei capire se dobbiamo aspettare di arrivare a questa situazione o vogliamo liberare ora i posti. Non mi interessa di chi è la competenza".

Sdegnato anche il consigliere regionale Andrea Greco che rappresenta i molisani confusi. "Ho il coraggio di fare i nomi- ha sostenuto- l'houdinì della politica molisana Aldo Patriciello che ha permesso a varie persone di diventare presidente di Regione tira fuori dal cilindro 60 posti letto che possono salvare la regione. Emerge anche che lei se ne infischia letteralmente di quello che indica il consiglio regionale del Molise. E lei non si è opposto nonostante questa aula ha detto per tre volte che doveva essere utilizzato il Vietri di Larino. Un paziente Covid costa dal 427 euiro al giorno ai 1200 e sono i dati del quotidiano Sanità.it. Significa che in un momento di grande difficoltà di questa emergenza che sia un privato a farlo. Ma è l'unico a poterlo fare? Non è il caso di capire se ci sono altri privati e offrano soluzioni migliori? Per me questo fatto dimostra l'esistenza di un'architettura che sostiene: o così o morte. Le alternative ci sono sempre per far funzionare il centro di Larino. Se abbiamo bisogno di personale o strumenti si requisiscono. Non va bene o Fondazione Pavone o morte. I molisani non hanno più alcun tipo di condizionamento. Si informa con mezzi alternativi e non si può manipolare la percezione della realtà". 

Greco alla fine dell'intervento chiede ai membri di maggioranza uno scatto di orgoglio e dire basta a queste dinamiche essendo in un momento di assoluta emergenza. "Non è più tempo degli interessi e dei giochi- ha concluso Greco - è tempo che i cittadini stanno morendo". 

Il consigliere Michele Iorio condivide la preoccupazione degli interventi che lo hanno preceduto. "Credo che sia davvero difficile, il Consiglio regionale non è stato commissariato. Le mozioni vanno rispettate per quanto è possibile ma non si accetta che vengano ignorate. Quello che sta avvenendo in bassomolise è davvero importante ossia ci può importare. Sul principio che dobbiamo fare le leggi possiamo farle e poi si vede se sono in contrasto col piano di rientro. Un plauso per l'iniziativa che è stata annunciata. anche se arrivata a tempo scaduto. Una cosa è certa. Questa situazione è la testimonianza che il piano attivato per la cura del Covid è stato completamente sbagliato. Sapevamo che ci sarebbe stata la seconda ondata e anche il pericolo di qualche variante. Il primario anestesista del Cardarelli ci ha detto che è stato raggiunto il 100% dei posti disponibili in terapia intensiva. L'emergenza è ora. Qualsiasi cosa si possa fare si faccia per dare ristoro alle urgenze e all'allarme sociale. A tutti arrivano le preoccupazioni e i timori del territorio. I cittadini ci chiedono a chi rivolgersi se si ammalano. Abbiamo l'urgenza di decidere non per addossare responsabilità a Toma ma per guidare questa regione verso una soluzione che è sotto gli occhi di tutti. Bisogna ora guidare questa Regione verso soluzione compatibile verso i tempi moderni eliminando il sovraccarico insopportabile sui medici del Cardarelli seppur bravi. Un medico solo spesso deve accudire 80 pazienti insieme agli ingressi che ogni giorno arrivano. Basta alla disputa pubblico privato. Ci interessa curarci per bene rispetto a quello che la medicina oggi ci può offrire. Perché per i tamponi non sono stati utilizzati i laboratori pubblici e privati con la terapia immediata. Bisogna lavorare di più con i medici di base. Dove non è possibile venga sostituito con una Usca davvero funzionante dove non è possibile. Per altri centri tampone ci è stato detto che servivano attrezzature costose. Ma mi sono informato e questi vengono fatti in comodato d'uso. Ho saputo inoltre che un'attrezzatura che esisteva ad Agnone per altre cose è stata spostata a Campobasso. Cerchiamo con tamponi rapidi di spegnere l'ìncendio. Esiste inoltre una nota del Neuromed che si dichiara disponibile a mettere a disposizione tutte le strutture per riaprire Larino". 

Obiettivo finale per Iorio,oltre le competenze, è mettere in sicurezza i cittadini molisani. Se dovesse continuare un trend così per un'altra settimana la responsabilità del consiglio non sarebbe solo morale ma anche politico amministrativa. 

Chiude l'informativa il presidente Toma che sottolinea di non essere stato contrario a nessuna soluzione per il Vietri di Larino. Larino non si è aperto perché il piano commissariale dell'epoca prevedeva l'ospedale. Il Governatore ricorda di essere nella commissione per cambiare il decreto Balduzzi. La Neuromed è stata l'unica ad attivarsi per i pazienti Covid. Toma era dell'opinione che andava accettata. Neuromed ha messo a disposizione una serie di persone e attrezzature che possono andare a curare i pazienti a Salcito. "Quando finiremo - ha sostenuto Toma- chiederò qual è il piano e ci attiveremo in tal senso"