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Caro mare ti scrivo #ETuCheNePensi

di Cinzia Venditti


Caro mare,

ti scrivo questa mia perché mi manchi. Come Banana Yoshimoto, io neanche capisco, la gente che non vive in una città di mare, a chi o cosa si rivolge per ritrovare il proprio equilibrio.

Come una costante naturale fissa in un mondo artificiale di variabili, tu.


La vita è diversa, in una città di mare. Il mare scandisce i tempi della giornata. Ti svegli la mattina, apri la finestra e ti illumini di immenso blu. Hai un’ora buca e vai a prendere il caffè in quel bar lungomare. La sera, prima di rientrare, la sigaretta sul muretto del lido vuoto è d’obbligo. Le corse e le passeggiate in spiaggia anche a Natale. Sei sempre in forma, sempre abbronzato, sempre impegnato, quando hai in città il mare. Non esiste la noia, il peso del lockdown, oddio oggi è domenica che faccio, quando a casa tua c’è il mare, perché diventa una compagnia.


E tutto, di fronte al mare, ti riesce meglio. Pensare, fumare, cantare, parlare, scrivere, leggere, lavorare.

Sbagliare. Cadere. Perdere. Ricominciare.


Aspettare maggio, altro che Natale! Prenotare mesi prima l’ombrellone nel solito lido per tutta l’estate, altro che settimana bianca. E sì, saltare il lavoro per andare a prendere il primo sole, o l’ultimo. Maggio, e settembre, che belli. L’estate è bellissima, è lunga, è l’inverno che diventa una parentesi, lì, sul mare.

Quando da una città di mare ti trasferisci in una città dove il mare non c’è, in un posto di montagna, ti senti come Heidi a Francoforte. Chi, come me, ha vissuto questo distacco da te, capisce cosa intendo. E’ come se mancasse sempre qualcosa, perché manchi tu. E uffa ‘sta montagna! L’aria pura, il freddo secco, il caldo fresco, il verde, le montagne, la neve… che palle! A me piace il sole, la pelle bruciata, le rughe precoci, la sabbia perennemente dentro casa, l’odore di salsedine che entra nelle stanze e rovina mobili e pareti, non fa niente. Mi piace il caldo, quello di 40 gradi, quello afoso, quello umido, sì, mi piace quella cappa che non ti fa dormire la notte e non mi importa nulla di quanto sia malefica l’umidità. Non mi dà fastidio lei, né le zanzare che ci sguazzano.

Non c’è niente da fare. Puoi andare in qualsiasi posto ma, se sei una ragazza di mare, lo resterai sempre e ovunque.


Che si sbrighi il Covid a passare, perché restare chiusi nel proprio comune, quando lì non c’è il mare, proprio non si può sopportare.

Vedi? Senza di te mi vengono una ‘ciofeca’ anche gli articoli e le rime.


Caro mare, ti scrivo. #ETuCheNePensi