Intervista alla Consigliera regionale Aida Romagnuolo: dimiettiamoci tutti

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Caracciolo, Di Lucente al commissario: “Ora tocca anche ad Agnone”

«Ora che il commissario ha deciso per il Vietri, lo faccia anche per Agnone. - è la  richiesta che arriva dal consigliere regionale Andrea Di Lucente per il territorio  altomolisano -

La (forse) riapertura del Vietri ha mostrato come il commissario, se davvero vuole,  può procedere con la riapertura degli ospedali, con la loro implementazione, con la  loro riconversione. E in questo momento di forte emergenza ovunque, anche ad  Agnone, può essere trovata la risposta” prosegue Di Lucente.  

Il consigliere è in stretto contatto con il sindaco di Agnone, Saia, in qualità di primo  cittadino che fa da collettore delle istanze dei colleghi della zona.  

Chiediamo che venga finalmente stipulato l’accordo di confine. La Regione Abruzzo ha  da sempre manifestato interesse per un’intesa con l’Altissimo Molise sugli ospedali.  Eppure il commissario non si è mai mosso in tal senso, né ha mai ascoltato le richieste  provenienti da Agnone. A questo punto sorge il dubbio: perché ascoltare Larino e i suoi  esponenti e non anche Agnone? 

Ancora. Chiediamo pure che venga applicato appieno il Pos 2015-2018. Visto che il  commissario non ne ha ancora prodotto uno aggiornato, resta in vigore il precedente,  che prevedeva Agnone quale ospedale di area particolarmente disagiata. A questo  punto, il commissario ha il dovere di far applicare quello che è scritto nel Pos,  soprattutto in questo periodo in cui l’ospedale di Agnone potrebbe offrire un sostegno  alla rete ospedaliera in affanno a causa del Covid.  

Dispiace anche notare che dalle notizie di stampa trapelate in queste ore convulse,  nelle ipotesi stilate dal commissario per la rimodulazione della rete ospedaliera  affinché fronteggi l’emergenza, l’ospedale di Agnone non viene mai contemplato né  nominato, come se non esistesse proprio”. 

A questo punto Di Lucente chiede un incontro urgente con il commissario Giustini:  “Chiederemo che incontri me, il presidente Toma quale rappresentante della Regione  e il sindaco Saia, primo cittadino che potrà portare al colloquio la voce degli altri  colleghi.»