"ASSIST" il giallo di Massimo Starita

Massimo Starita, scrittore di una Larino dei ricordi, di una Larino che della cultura ne fa vanto, oggi ci presta la sua penna per poter scrivere pagine di esaltazione per il suo ultimo “ capolavoro “ dal titolo intrigante e pieno di perché :  “Assist “ (link alla pagina dell'autore https://massimostarita.com/).

Un giallo ambientato nella Larino degli anni ottanta quando la Città pullulava di gente che senza pregiudizi, si poneva all’attenzione del Mondo esterno per capacità di stupire, nel bene e nel male.

Massimo ripercorre la vita del centro storico, delle genti che per passar tempo e non solo, giocavan d’azzardo perdendo ogni bene e dignità, In quel contesto, un efferato fatto di cronaca fa da set a personaggi reali che si fondono con la fantasia e donano splendore a pagine bianche con inchiostro sopraffine e di un evidente colore “ Giallo “. Indagini e pettegolezzi invadono le stanze piene di fumo e di curiosa partecipazione, molto spesso nascoste da verità imbarazzanti e sempre li, pronte ad essere scoperte grazie ad assist che, forse, non avranno il potere di far conoscere al lettore la fine della trama.

Sensazioni, personaggi, gioie, dolori che scorrendo le pagine bagnate di sudore della fronte e mai asciugate del tutto poiché spesso vien la voglia e la saggezza di un pianto liberatorio, ci portan a pensare che Massimo sia davvero uno scrittore dalla penna sensazionale e piena di “ virtù “. Virtù che nel ricordo di Antonio Picariello, storico, studioso, amico, geloso della sua Larino, rende il tutto senza ombra di dubbio, un assist per poter sperare di poter continuare a leggere e conoscere la fine di un “ passaggio” calcistico condito di un goal senza pari e di rara bellezza. 

Seduti con la penna in mano sulle scale fredde di un palazzo regale, Massimo nell’intervista che stiamo approntandoci a seguire, arride alla finestra del palazzo difronte e, alla presenza di una spettatrice incuriosita, dona splendore a quel perfetto saper consapevole rispetto , “concentrato” di pathos, tanto da dichiarar per sempre, aperte le pesanti imposte che , nell’aprir la prima parte del libro, risultano difficilmente predisposte alla luce del sole che, mai come oggi, fatica a farsi spazio al fine donar il giusto calore e pensare di essere utili alla vita.

di Maurizio Varriano