#QuiSiMuore. Grido d'aiuto di molisani che vogliono far luce sulla situazione sanitaria in Molise

#QuiSiMuore... E' l'hashtag apparso nella serata di ieri, venerdì 20 febbraio sui social. Un hashtag, un grido d'aiuto di tanti molisani che vogliono portare all'attenzione del Governo la vera situazione sanitaria in Molise, situazione che vede, ogni giorno boom di contagiati, e di tanti, troppi morti. Termoli e il Basso Molise, sono ormai dei veri e propri ostaggi del coronavirus e della variante inglese, si pensa a quanto manchi affinchè anche Campobasso, arrivi ai limiti della cittadina adriatica. Si ha paura, di tutto, non solo del coronavirus, ma si ha paura del caso in cui si avverta un malore, e ci si chiede se sia bene o male recarsi al Cardarelli, ormai saturo di posti letti, e potenzialmente un luogo dove contagiarsi non è così assurdo. 

"Ad un anno dall’inizio della #pandemia  - si legge nel post facebook della pagina - in Molise la situazione è sempre più grave. Le strutture ospedaliere sono al collasso: non ci sono più posti letto disponibili, i reparti e i ps chiudono, il 118 è impegnato nei trasferimenti dei pazienti lasciando scoperto il territorio, il personale sanitario è allo stremo. I vertici di #ASReM e Regione, si sono rivelati del tutto inadeguati a gestire l’emergenza, non è stato potenziato in nessun modo il sistema sanitario regionale e c’è poca trasparenza sui dati dei ricoveri trasmessi al #Ministero. Da domani il #Molise sarà zona arancione con mezza regione in zona rossa. Si continuano a chiudere le #scuole e le #attivitàcommerciali mentre nel #nucleoindustriale tutto procede come se nulla fosse, nonostante ogni giorno centinaia di #lavoratori da tutta la regione sono costretti a recarsi presso le #fabbriche su pullman affollati e a condividere luoghi chiusi con altri lavoratori anche da fuori regione e da altri Paesi. Nel #carcere di #Larino la situazione è potenzialmente esplosiva: si registrano ogni giorno contagi tra i #detenuti e tra il personale in attesa che inizino le vaccinazioni, se mai inizieranno. Fino ad oggi abbiamo perso oltre 300 molisani, giovani e meno giovani, e mentre li piangiamo e ci stringiamo attorno al dolore delle famiglie ci chiediamo quante di queste vite sono state spezzate dalla #malasanità? Quante morti potevano essere evitate? Quanti amici, genitori, nonni dobbiamo ancora perdere? Riteniamo che la #salute sia un #diritto inalienabile e pretendiamo che il #Ministero faccia luce su quello che sta s쳭endo e prenda in mano la situazione. Chiediamo a tutti i #molisani di condividere questo appello e questa pagina: vogliamo che i media nazionali accendano i riflettori su quello che sta accadendo. #Quisimuore come mosche e non possiamo più sopportarlo!". 

L 'immagine scelta, a cura dell'illustratrice e grafica, Marzia Lamelza per il gruppo parla già da sè: il cuore posto al centro della sagoma della nostra regione, sta per essere colpito da un coltello, e in basso ci sono tante tombe, che rappresentano tutti i morti che la pandemia da coronavirus si è, e si sta portando via. Ripeto: tanti e troppi morti, c'è bisogno di un vero e concreto aiuto da parte del governo nazionale perchè, così come quando Dante uscì dall'Inferno, anche per il Molise si potrà dire  "E quindi uscimmo a riveder le stelle...

Bert