Chiusura di tutte le attività produttive del Basso Molise ad esclusione dei servizi essenziali: l'appello di Rifondazione Comunista

Nei giorni scorsi abbiamo inviato una lettera aperta, tramite PEC, al Prefetto di Campobasso, nonché Commissario di Governo della Regione Molise, affinché, in base ai propri poteri, emanasse una direttiva urgente di chiusura immediata di tutte le attività produttive non essenziali almeno fino al 31 marzo data di scadenza della CIG sia ordinaria che in deroga per covid. E' quanto dichiara Pasquale Sisto Segretario Regionale PRC - SE"Reiteriamo l’invito alla chiusura di tutte le attività produttive in quanto la situazione in basso Molise va peggiorando ora dopo ora. Abbiamo accertato che nella Zona Rossa del Basso Molise, purtroppo, sono stati contagiati in modo gravissimo giovanissimi da parte di genitori (asintomatici) che hanno contratto il contagio di SARS-Cov. 2 all’interno dello stabilimento FCA (Fiat) di Termoli. I tragici eventi accaduti un anno fa nelle Provincie di Bergamo e Brescia, hanno dimostrato che la mancata chiusura delle attività produttive ha portato al sacrificio di migliaia di vite umane. Non si può arrestare la diffusione della epidemia senza interrompere la catena di contagio. Uno dei maggiori veicoli di diffusione del Covid-19 è dovuto agli spostamenti giornalieri di migliaia di persone che ogni giorno devono raggiungere i luoghi di lavoro nella Zona industriale di Termoli e nel confinante nucleo industriale di Atessa. La chiusura delle attività produttive, ora, è ancora più necessaria a causa dell’evidente emergenza sanitaria in cui versano gli - Ospedali Molisani -al collasso. Il processo di privatizzazione dei servizi sanitari, i 37 miliardi di tagli al finanziamento del servizio sanitario nazionale fatto da TUTTI i governi negli ultimi 10 anni, mediante la riduzione dei servizi, con Lea troppo spesso fasulli, garantiti a parole ma inesigibili nei fatti, sprechi assurdi per lo più facenti parte di appalti scriteriati, inefficienze volute e cercate, per “dirottare i pazienti” verso il sistema privato riducendoli a “clienti”, politiche del personale volte al taglio dei costi, con mancanza persistente di figure mediche e delle professioni sanitarie, sono le cause del disastro sanitario che è sotto gli occhi di tutti. Il Partito della Rifondazione Comunista, chiede che oltre alla chiusura delle attività produttive, si agisca urgentemente anche alla requisizione dei posti letto assegnati alle strutture sanitarie private accreditate (ricordiamo che il PSR varato dall’allora Commissario Paolo Frattura ha destinato il 37,1% dei posti letto alle strutture private) e il potenziamento sostanziale degli USCA (unità speciali di continuità assistenziali) sul territorio che sicuramente sarebbero decisivi per salvare tante vite umane, dare la possibilità di cura ai tanti cittadini che hanno contratto il virus di essere curati a casa con interventi del personale medico e infermieristica. Così facendo si salverebbero vite tante vite umane e non si intaserebbero gli ospedali. Il nostro è un appello urgente, bisogna agire subito…domani potrebbe essere già troppo tardi".