Accadde Oggi 24 febbraio #almanacco

Oggi 24 febbraio la Chiesa festeggia ,San Bettone di Sens, vescovo
303 – L’imperatore romano Galerio pubblica l’editto che dà il via alla persecuzione dei cristiani sotto il suo regno
1530 – Incoronazione imperiale di Carlo V d’Asburgo, a Bologna.
1582 – Papa Gregorio XIII annuncia il calendario gregoriano
1607 – Prima rappresentazione de L’Orfeo di Claudio Monteverdi nel Palazzo Ducale di Mantova
1821 – Il Messico dichiara l’indipendenza dalla Spagna con il Piano di Iguala
1826 – Firma del Trattato di Yandaboo, che segna la fine della prima guerra birmana
1836 – Samuel Colt ottiene il brevetto per il revolver Colt
1839 – William Otis ottiene il brevetto per la scavatrice a vapore
1848 – Re Luigi Filippo di Francia abdica
1895 – Inizio della guerra “necessaria” a Cuba guidata da José Martí, Antonio Maceo e MáximoGómez
1918 – L’Estonia si proclama indipendente dalla Russia
1920 – Viene fondato a Monaco di Baviera il partito nazista
1922 – Va in scena al Teatro Manzoni di Milano la prima dell’Enrico IV di Pirandello
1945 – Il premier egiziano Ahmed Maher Pasha viene ucciso nel parlamento dopo aver letto un decreto
1946 – Juan Domingo Perón viene eletto presidente dall’Argentina
1976 – Entra in vigore l’attuale costituzione di Cuba
1980 – A Lake Placid, negli Stati Uniti, si chiudono i XIII Giochi olimpici invernali
1981 – Buckingham Palace annuncia il fidanzamento del Principe Carlo del Galles con Lady Diana Spencer
1984 – Il leader iraniano Ruhollah Khomeini emette una fatwā contro Salman Rushdie, l’autore de I versi satanici
1991 – Durante la guerra del Golfo inizia l’offensiva terrestre per la liberazione del Kuwait da parte della Coalizione
2002 – Si chiudono i XIX Giochi olimpici invernali di Salt Lake City
2004 – Un terremoto del magnitudo 6.4 ad al-Hoseyma nel nord del Marocco, provoca 628 morti
2008 – Fidel Castro annuncia il suo ritiro dalle cariche presidenziali
2010 – iTunesStore vende la 10 miliardesima canzone

Nati
Salvatore Aranzulla (1990) – Imprenditore italiano
Carlo V (1500) – Imperatore del Sacro Romano Impero

Bettino Craxi (1934) – Politico italiano
Gigi d’Alessio (1967) – Cantautore italiano
Giorgio De Stefani (1904) – Tennista italiano
Alessandro Gassmann (1965) – Attore italiano
Steve Jobs (1955) – Informatico statunitense, fondatore di Apple Inc.
Marta Marzotto (1931) – Stilista italiana
Luca Mercalli (1966) – Meteorologo e climatologo italiano

Gigi Meroni (1943) – Calciatore italiano
Pico Della Mirandola (1463) – Umanista e filosofo italiano

Morti
Jacques De La Palice (1525) – Militare e nobile francese
William Garbutt (1964) – Allenatore inglese di calcio
Georg Christoph Lichtenberg (1799) – Fisico, scrittore e anglofilo tedesco

Sandro Pertini (1990) – 7° Presidente della Repubblica italiana
Folco Quilici (2018) – Documentarista e scrittore italiano
Claude Shannon (2001) – Ingegnere e matematico statunitense
HennyYoungman (1998) – Comico statunitense

Tanti i personaggi a cui andrebbe la massima attenzione. Da Bettino Craxi, Sandro Pertini, il Presidente del Popolo, che ricorderemo con un filmato indimenticabile. Ma, ci sembra doveroso ricordare Folco Quilici, re ed inventore indiscusso del documentario.
Folco Quilici (Ferrara9 aprile 1930 – Orvieto24 febbraio 2018) è stato un registafotografo e scrittore italiano.
Fu un apprezzato documentarista, attivo nella divulgazione naturalistica fin dagli anni cinquanta del XX secolo.
Figlio del giornalista Nello Quilici e della pittrice Emma Buzzacchi e fratello dell'architetto Vieri, dopo aver completato il Liceo Ginnasio "Torquato Tasso" di Roma, avviò un'attività di tipo cineamatoriale e si specializzò in riprese sottomarine, diventando molto popolare anche al di fuori dei confini nazionali. Studiò regia presso il Centro sperimentale di cinematografia.
Fu iscritto come giornalista pubblicista all'Ordine nazionale dei giornalisti dal 19 febbraio 1963 e per questo premiato dallo stesso Ordine, nel 2013, per i suoi 50 anni di attività pubblicistica.
Nel 2006, la rivista Forbes lo inserì tra le cento firme più influenti del mondo grazie ai suoi film e ai suoi libri sull'ambiente e sulle culture.
Nel 2008 gli fu consegnato il Premio “La Navicella d’Oro”, conferitogli dalla Società Geografica Italiana, con la seguente motivazione:
«In oltre mezzo secolo di costante attività professionale ha configurato un personale modello di viaggiatore capace di esplorare e testimoniare con persuasivo rigore e poeticità i territori più rilevanti della cultura geografica, storica e artistica della società umana del passato e del presente, pervenendo a risultati stilistico-espressivi di notevolissimo valore e di ampia valenza comunicativa»
Morì il 24 febbraio 2018 all'età di 87 anni all'ospedale di Orvieto a seguito di un ictus.
Suoi film dedicati al rapporto tra uomo e mare furono distribuiti in tutto il mondo. Tra di essi i seguenti ricevettero riconoscimenti importanti: Sesto continente (Premio speciale alla Mostra del Cinema di Venezia del 1954), Ultimo paradiso (Orso d'argento al Festival di Berlino del 1956), Tikoyo e il suo pescecane (Premio UNESCO per la Cultura del 1961), Oceano (Premio speciale Festival di Taormina del 1971 e David di Donatello 1972), Fratello mare (Primo Premio al Festival Internazionale del Cinema Marino, Cartagena, 1974) e Cacciatori di navi, 1991 (Premio Umbria Fiction, 1992).
Nel 1965 la Esso gli affidò la realizzazione di una serie di film sull'Italia filmata dall'alto mediante l'elicottero: nel periodo che va dal 1966 al 1978 furono realizzati 14 di tali documentari, tutti aventi come titolo L'Italia vista dal cielo; a questi si affiancarono sedici volumi illustrati. I commenti dei quattordici filmati furono affidati a importanti letterati e storici d'arte dell'epoca come Leonardo SciasciaGiovanni ComissoCesare BrandiMario PrazItalo CalvinoGuido PioveneMichele PriscoIgnazio Silone e Mario Soldati.
Altri suoi film apprezzati nei cinema, e non solo in Italia, furono: Dagli Appennini alle Ande (1959), che vinse la "Concha de plata" al Festival Internazionale di San Sebastian; Il dio sotto la pelle del 1974. Tra i suoi film mediometraggi di particolare impegno, furono presentati fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia: Paul Gauguin (1957) e L'angelo e la sirena (1980).  Nel 1976, chiamato da Dino De Laurentiis, collaborò alla realizzazione delle riprese subacquee nel film di Michael Anderson L'orca assassina: il testo fu scritto da Luciano Vincenzoni, che in molte occasioni avrebbe ricordato l'apporto di Quilici come determinante per la riuscita delle riprese.
Da ricordare inoltre Botticelli, una nuova primavera (1982). Nel 1970 produsse Firenze 1000 giorni, sull'alluvione del 1967 e l'opera di salvezza del suo patrimonio culturale. Folco Quilici ebbe la candidatura all'Oscar nel 1971 per Toscana, uno dei quattordici film de L'Italia vista dal cielo. Nel 2000, per la rete televisiva franco-tedesca Arté produsse e diresse i lungometraggi Kolossal (1999/2000) e Il mondo di Pinocchio (2002). Nel 2004, per l'istituto Luce, firmò il lungometraggio L'impero di marmo (premiato al Festival Internazionale del Cinema Archeologico Agon, Grecia, nel 2006) e il film-documentario L'ultimo volo (Premio Acqui Storia 2010). Successivamente diresse Lazio – Paesaggio e storia (Premio Bellezze d'Italia 2012).
L'attività di Folco Quilici, nel campo del cinema culturale trovò, in Italia e all'estero, vasto spazio in programmi televisivi in più puntate: Djerid, i tre volti del deserto (1957/1958), Alla scoperta dell'Africa (1964/1965), Malimba (1966), Alla scoperta dell'India (1967/1968), Islam (1969/1970), L'alba dell'uomo (1970/1975), Mediterraneo (1971/1976), I mari dell'uomo (1971/1974), L'uomo europeo (1976/1979), Festa barocca (1980/1982), La grande Époque (1984/1985), Il rischio e l'obbedienza (1991/1992), Archivi del tempo (1980/1984), L'avventura e la scoperta (1984/1992), Viaggi nella storia (1988/1992), Arcipelaghi (1993/1995), Italia infinita (1996/2002), Alpi (1998/2004), Di isola in isola (2004/2005), Energia (2011/2012), L'Italia di Folco Quilici (2012/2013).
Per i tredici film della Serie Mediterraneo e gli otto di L'uomo europeo Quilici ebbe al suo fianco lo storico Fernand Braudel e l'antropologo Claude Lévi-Strauss. Con l'archeologo Sabatino Moscati, Quilici realizzò due serie dedicate all'archeologia subacquea Mare museo 1988/1992 e Fenici, sulle rotte di porpora (1987/1988). Produsse con l'archeologo George Vallet I greci d'occidente (1989). Dal 1992 al 1999 diresse L'Italia del XX secolo, 65 film su testi degli storici De Felice, Castronovo e Scoppola.
Dal 1984 al 1989 curò la rubrica Geo, in onda su Rai 3.
Per il suo impegno nella Tv culturale vinse numerosi premi internazionali, tra i quali nel 1976 quello del Festival dei Popoli per il suo lavoro sul mondo primitivo. Successivamente ottenne il Primo premio della critica italiana per gli otto film della serie Alla scoperta dell'India (1968) e per Festa barocca (1983). Gli fu anche assegnato il Premio della Critica Francese per Mediterranéé (1977).
Inoltre per gli otto film de L'alba dell'uomo (1973/1974) vinse il Premio nazionale della critica televisiva nel 1975.
Nel 1995 gli venne assegnata la Targa d'oro europea del cinema storico-culturale[2].
A partire dal 2002 collaborò con importanti serie televisive a Sky. Per le trasmissioni sul canale Marcopolo fu dichiarato “personaggio dell'anno” nel 2006.
Dal 1954 pubblicò, in Italia e all'estero, numerose opere di saggistica: Mala Kebir (1955), Mille fuochi (1964), Sesto continente (1965), Gli ultimi primitivi (1972), I grandi deserti (1972), Magia (1977), Le frontiere di Allah (1978), Natura chiama uomo (1979), Il riflesso dell'Islam (1983), L'uomo europeo (1983), India (1990), I mari del sud (1991), Il mio Mediterraneo (1992), La mia Africa (1992), Le Americhe (1993), Il mio Mar Rosso (1998), Tobruk 1940 (2004), I miei mari (2006). Tra il 1976 e il 1979 diresse La grande enciclopedia del mare. Nel 1974/1975 fu coautore de La Mediterranéé con Fernand Braudel. Con la moglie Anna, fu autore di due biografie: Amundsen (1998) e Jack London (2000), che vinse il premio Chianciano e il premio Castiglioncello.
A partire dal 2002 collaborò a una serie di volumi illustrati, con Luca Tamagnini (pubblicato da Phoatlante) dedicati alle aree protette dei mari italiani.
Si cimentò nella narrativa con Cacciatori di navi (1985), tradotto negli Stati Uniti, Cielo verde (1997), romanzo a lungo presente nella classifica dei libri più venduti in Italia, e nel 1998 conNaufraghi. Nel 1999 con il romanzo Alta profondità, iniziò il ciclo composto da L'abisso di Hatutu (2001), Mare Rosso (2002)), I serpenti di Melqart (2003), La fenice del Bajkal (2005). Nel 2008 pubblicò il romanzo Libeccio e nel 2012 La dogana del vento[.
Nel 2011 e nel 2012 scrisse due libri per la letteratura dei ragazzi: Storie del mare e Amico oceano.
Quilici collaborò con la stampa italiana e internazionale già a partire dal 1954, per giornali quali Life, Epoca, Panorama, Europeo e per quotidiani come La Stampa e Il Corriere della Sera. Il suo impegno giornalistico lo vide al lavoro per Il Messaggero su temi naturalistici. Nel 1994 ha vinse la “Penna d'oro” per i suoi servizi sull'America Latina. Nel 1997 gli fu conferito il “Premio Campidoglio per la carriera nel giornalismo culturale”.
Nel 1983 il presidente Sandro Pertini gli concesse la “Medaglia d'oro” per meriti culturali.
Tenne corsi all'Università di Bologna (1966/1967), a quella di Berlino (1991), al Centro Sperimentale di Cinematografia (1995), all'Università Cattolica di Milano (1998), alla Terza Università di Roma (2001/2002), all'Università di Padova (2004/2005). Dal 1985 al 1989 insegnò all'ORAO (Centro dell'Immagine Culturale), in corsi ripresi nel 1997 e proseguiti nel 1998.
Dal febbraio 2003 al giugno 2006 fu presidente dell'ICRAM, Istituto Centrale per la Ricerca Scientifica e Tecnologica Applicata al Mare, e ha diretto i “Quaderni scientifici” dell'Istituto. Precedentemente, dal 1995 al 1996, era stato direttore del mensile “Mondo Sommerso”.
Fu tra i soci fondatori dell'H.D.S. (HistoricalDiving Society) e dell'associazione ambientalistica Marevivo.
Come fotografo operò dal 1949, accumulando un archivio di oltre un milione di immagini a colori e in bianco e nero, ora affidate all'Archivio Alinari.