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Covid. Calenda contro Florenzano e Giustini: "L’esercito cacci tutti i vertici della Sanità molisana"

«Siamo in guerra. - inizia così il post su Facebook pubblicato da Filomena Calenda, Consigliere Regionale (ex Lega) - Sento da più parti affermare “siamo in guerra”. È vero, è un anno di battaglie contro un nemico che pare essere più forte di noi. È più forte perché è un virus mai studiato in precedenza, ma diventa sempre più forte perché ormai da un anno ci trova sempre impreparati. Siamo impreparati perché chi dovrebbe essere impegnato in questa lotta di contrasto e di prevenzione e mi riferisco all’Asrem e alla struttura commissariale, ha speso le proprie energie in diatribe poco gratificanti.

Questo essere in guerra non deve assumere le caratteristiche di una scusante che prende in giro i molisani. I troppi morti devono pesare come macigni sulle coscienze di chi poteva fare e non ha adempiuto ieri e anche oggi. Vogliamo parlare di guerra e parliamone pure. Il commissario ad acta, il generale in pensione, Angelo Giustini dovrebbe conoscerne le tattiche di difesa e di attacco. Che cosa ha prodotto per difenderci dalla incontrollata diffusione del virus, che circola anche negli ospedali e cosa avrebbe prodotto per annientare questo maledetto virus. Cosa la struttura commissariale, nelle persone del commissario Giustini e Ida Grossi, avrebbe in questo ultimo anno attuato oltre le frizioni interne che sono sotto gli occhi di tutti. Il governo ci ha imposto una struttura commissariale che noi molisani paghiamo profumatamente per produrre la mattina documenti per poi la sera ritirarli. Più che in guerra sembra essere finiti in un parco giochi, peccato però che il gioco che sta andando in onda è funesto e noi molisani siamo senza armi e munizioni. Stiamo facendo ridere l’Italia intera, mentre la gente si ammala e muore sola nelle sofferenze più dolorose. Non si può più accettare tutto questo.

L’Asrem, cosa avrebbe prodotto se non un fallimento? Ci informi il direttore generale Oreste Florenzano, venga a riferirci cosa avrebbe fatto per scongiurare tutte queste morti. Era dovere dell’azienda sanitaria nella persona del dg Oreste Florenzano ed era nelle prerogative del direttore generale della salute , la Scafarto garantire la massima efficienza della sanità molisana, avrebbero dovuto collaborare con la struttura commissariale e invece le scarne comunicazioni ufficiali che arrivano dall’Asrem non corrispondono neppure alla realtà delle cose. Siamo tutti finiti in un incubo senza risveglio? Mi chiedo e vi chiedo, siamo di fronte a persone senza scrupoli che dinanzi alla morte hanno la capacità di voltarsi dall’altra parte? Da un anno circola il virus, siamo stati più fortunati nella prima ondata, ma nessuno ha pensato di preparare, di affilare le armi, visto che siamo in guerra, per affrontare questa seconda ondata? Eppure se ne parlava e se ne parla ogni santo giorno. Su ogni canale televisivo, su ogni quotidiano, sul web, sulle circolari ministeriali e nelle linee guida si è evidenziata la necessità di affrontare inevitabilmente una nuova ondata emergenziale. Non credo che la stoltezza sia nel Dna delle sopracitate personalità. Di grazia, allora per quale motivo avete sottovalutato l’emergenza? Siamo in guerra contro un virus e per questo si stanno allestendo tendoni da circo per accogliere la dignità umana colpita dal virus del Covid e da quello dell’incapacità gestionale.

Si parla di guerra e si ordinano container per infilarci i malati. Si parla di guerra e si richiede l’esercito. Sono mesi che il commissario avrebbe annunciato l’arrivo di medici chissà da quale parte del mondo per aiutarci, peccato però che bastava chiamare in servizio medici e operatori sanitari che lo scorso settembre avevano risposto ad un bando la cui graduatoria non è mai stata pubblicata, che fine ha fatto? Si è persa nel viaggio insieme ai medici venezuelani? Certo che l’esercito deve raggiungere il Molise, ma per cacciare di corsa Florenzano, la Scafarto, Ida Grossi e pure Giustini. I molisani non meritano questa sorte, non meritano questo teatrino fatto di promesse, annunci e ritirate. Peccato che la guerra in Molise la stanno vivendo i molisani soli, perché i generali che ci hanno inviato era meglio non averli tra i piedi.