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Lutto cittadino e sciopero in Fiat: bassomolise in lotta per la sanità

di Valentina Gentile

Una giornata all'insegna delle proteste e della riflessione su quanto sta accadendo in Molise, specie nella provincia di Campobasso, dove alcuni comuni - troppo pochi, a dire il vero - hanno raccolto la proposta di dichiarare aderito il lutto cittadino proposta sui social dal gruppo Quisimuore - Sos Molise e rilanciata dall’Anci. Bandiere a mezz'asta, dunque, esposte sulle facciate dei municipi di Campobasso, Larino, Termoli, Ururi, Petacciato, Guglionesi e Portocannone, per rispetto delle vittime del Covid e delle loro famiglie.

Nel frattempo allo stabilimento FCA di Termoli è in atto lo sciopero indetto dal Sindacato Operai Autorganizzati, previsto per 8 ore su tutti e tre i turni (6:00-14:00, 14:00-22:00 e 22:00-6:00) e al quale stanno aderendo numerosi lavoratori anche non iscritti al Soa. "Il sindaco Roberti ha richiesto con una nota che siano rafforzate le misure di sicurezza; è apprezzabile, ma un protocollo in Fiat c'è già e non basta" spiega il coordinatore Andrea Di Paolo, "perché sulle linee di montaggio mantenere la distanza è fisicamente impossibile". Parliamo di un indotto di tremila lavoratori, paragonabile a un piccolo paese, nel quale si contano ad oggi circa 50 positivi. "L'altro grande problema per il quale chiediamo la sospensione dell'attività produttiva è che per arrivare sul posto di lavoro ci si deve muovere, sui mezzi di trasporto e poi all'interno della fabbrica stessa, che diventa un bacino in cui potenzialmente si riversano e si mescolano fra loro cluster di tantissimi comuni diversi". Chiudere le attività sarebbe possibile grazie alla cassa integrazione Covid, che è già stata stanziata: "Fiat la usa solo per le flessioni di mercato, ma è uno strumento che va usato anche e soprattutto per la tutela dei lavoratori, peraltro già stremati dalla paura e dai lutti subìti in questi mesi. È la prefettura che ha il potere di decretare la chiusura, ma non se ne sta prendendo la responsabilità" conclude Di Paolo, "né sta rispondendo alle nostre note, come neppure la Regione e l'Asrem".

Le azioni di protesta degli ultimi giorni e di quelli a venire sono ancora tante. Da parte del gruppo Quisimuore, nella settimana appena trascorsa è stata lanciata una petizione sulla piattaforma Change.org per chiedere "l'avocazione delle funzioni di soggetto attuatore della Protezione civile del presidente della Regione, dottor Donato Toma, e delle funzioni del commissario ad acta dottor Angelo Giustini e sub-commissaria  Ida Grossi, nonché del direttore generale dell’Asrem,  Oreste Florenzano e della direttrice sanitaria dell’Asrem, Maria Virginia Scafarto". Allo stesso scopo alle 14:00 di lunedì 22 ha avuto luogo un mail-bombing al ministero della Salute; entrambe le iniziative hanno riscosso tantissime adesioni.

Quisimuore – Sos Molise nasce su iniziativa di tanti giovani attivisti per il sociale. “L’idea di non restare più in silenzio e di fare rumore parte dalla scia di tutti i malati e i morti che abbiamo visto, fra amici e genitori, e dall’esigenza di e per tutti i molisani che sono ancora abbandonati a livello regionale e nazionale. Puntiamo a far accendere più riflettori possibili sulla sanità molisana”. Il gruppo spontaneo, che qualcuno già chiama comitato, è trasversale per appartenenza politica e variegato per età e provenienza. “Siamo uniti da un comune intento, senza personalismi”. È per questo che Francesca e Chiara, le prime promotrici, sono perfino restie ad apparire in foto.

Quali sono le prossime iniziative? "Stiamo creando una cartella dove condividere con tutti i documenti sulla situazione sanitaria. Abbiamo chiesto un incontro coi consiglieri regionali, la risposta finora è arrivata solo dalla minoranza. Ciò che vogliamo è che insieme al confronto verbale ci mostrino documentazione che certifichi ciò che dicono, per fare chiarezza sui dati".

Più in generale il gruppo si prefigge di essere un ponte, come è stato nella giornata di oggi col Soa, con altri gruppi e comitati, su vari fronti, perché "finora non si è mai fatta rete e quella è stata una debolezza; noi proviamo a farlo".