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Isernia, lo Stato cancella parte delle mura di via Occidentale

Il 2011 fu l’anno della frana che determinò l’abbattimento calamitoso di parte delle mura Medioevali di via Occidentale ad Isernia.
Oggi, 26 febbraio 2021, dopo dieci anni di scempio e di scaricabarili tra Enti pubblici preposti alla tutela del patrimonio Artistico Culturale e dell’incolumità pubblica, si è raggiunti il traguardo dell’affidamento dei lavori che, dopo gara pubblica, sono stati affidati ad un’impresa Laziale.
Tutti felici?
Assolutamente no ! Anzi, tutto sa della beffa, del ridicolo, dell’assurdo, dell’imponderabile.
Quando si afferma che il Molise è la terra dove tutti vengono, fanno danni e vanno via, non può che essere che condivisibile.
Dieci anni di assoluto degrado ed oggi, lo scempio ancor più grande.
Parte delle mura verranno non ricostruite e lasceranno posto ad un terrazzamento piantumato con qualche alberello da soggiorno.
Tutto questo grazie ad una Sovrintendenza che Sovrintende il peggio del Molise. Per ben quattro volte l’Amministrazione Comunale ha dovuto presentare progetti per vedersi rilasciare un parere con delle assurde condizioni di ripristino. Cancellata la storia, cancellata l’identità, cancellata una parte delle mura antiche meglio identificative della unicità di una Città che si è addirittura candidata, Capitale della Cultura Italiana.
Un Ente Statale che dovrebbe imporre la conservazione, tutelare l’interesse storico culturale ma cassa ogni regola.Caparbiamente ridisegna in negativo la storia e la morfologia di luoghi che hanno visto il Molise essere centrale delle e nelle vicissitudini Storico / Geopolitiche di un’Italia che con la cultura potrebbe godersi la pensione a vita.
Un’incredibile non senso che danneggia Isernia, gli isernini, il Molise e l’intera storia.
Si salvi il Molise, finché in tempo. Si salvi da avventori della pubblica amministrazione che decidono in autonomia senza criteri prestabiliti e senza visioni ampie. Ancora una volta la dittatura delle Soprintendenze “Vince”  ed il Molise viene afflitto da altri Covid, questa volta culturali.
Rimpianti? Certo, essere Molise non è più un brand ma un pianto lungo da qui all’eternità.
Accesa ma abbastanza corretta, la polemica sui social. Centinaia di commenti hanno scatenato l’osservazione di un archeologo della Soprintendenza che nella correttezza del dialogo, all’inizio un tantino “ social” degli ultimi giorni, cioè acceso, ha determinato l’intervento dell’Architetto Franco Valente. L’architetto, nell’appellarsi alla stessa Soprintendenza affinché ponga rimedio all’orrore compiuto, ha osservato che le mura in oggetto sono l’ultima testimonianza del castello longobardo. Una muratura che può tranquillamente essere ricostruita con assoluta fedeltà grazie a una irripetibile documentazione fotografica e grafica. L’architetto richiama tutti all’opportunità che necessitano detti restauri : concertazione, modestia, esperienza in materia di strutture castellane. Ricorda, inoltre, che egli scrisse ben circa 40 anni orsono su dette mura e che mai nessuno si è degnato di osservarne l’importanza e la testimonianza storica. Chiamato in causa nella discussione il dott. Leandro Ventura, uomo di giusta concretezza, egli ha dichiarato “ la situazione è un po’ più complessa e tutto ha origine dal crollo del muro. Il presunto giardino roccioso è un intervento preliminare per un restauro filologico, per il quale sono necessari fondi che al momento non ci sono. Quindi nessun giardino roccioso e nessuna dispersione o riutilizzo dei blocchi delle mura longobarde”. Il progetto non dice ciò ma siccome le dichiarazioni scritte restano, noi saremo vigili e torneremo sull’argomento, speriamo non telefonandosi tra cento anni e con continuità di intenti non come è successo per le precedenti dichiarazioni della dottoressa Cinquantaquattro, del dott. Famiglietti, ad onor del vero, paladino contro l’eolico, della Catalano che non chiarendo immediatamente come venir a capo dell’intervento hanno contribuito a far si che passassero anni e che come si suol dire, si lavorasse da qui all’eternità.
All’uopo abbiamo ascoltato le dichiarazioni del Vice Sindaco di Isernia, Cesare Pietrangelo, che accompagnate dalle immagini, riconducono alla vicenda.

di Maurizio Varriano