Francesco Jovine incontra Dante nel suggestivo sfondo di Santa Maria della Strada

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di Viviana Pizzi 

Da quando è partita la campagna vaccinale, in Molise come in Italia, sono partite diverse rivendicazioni di categorie di lavoratori: avvocati, giornalisti, farmacisti ecc ecc. Rivendicazioni giuste che, tuttavia, possono mettere gli uni contro gli altri in un Paese come in una regione dove il numero degli immunizzati dal Covid è ancora troppo basso. Ad oggi i vaccinati sono 25.221. Poco meno del 10% dell'jntera popolazione molisana, dove invece i casi totali di Covid sono 11.068 contro i 1787 attualmente positivi. 

Insomma c'è fretta in Molise: se sommiamo i positivi con i vaccinati si arriva a un numero di 36829 persone potenzialmente immuni dal virus. Con più di 250mila molisani ancora a rischio contagio. In tutto questo c'è una categoria completamente ignorata dai sindacati e dai media. Si tratta dei dipendenti dei supermercati e di tutte le attività ritenute strettamente necessarie da ogni Dpcm, sia quelli del Governo Conte che quelli del Governo Draghi. Eppure in Molise come in Italia è una categoria dimenticata, lasciata a se stessa e di cui nessuno sembra preoccuparsi davvero. Nonostante le mille precauzioni e i protocolli da rispettare sono categorie esposte al rischio quotidiano. Come anche i dipendenti delle poste. Proprio ieri ad Agnone è morto un 54enne postino di Poggio Sannita, fratello dell'ex sindaco. 

Categorie che con dignità continuano a svolgere il proprio lavoro senza chiedere di saltare la fila. Mettendosi ad alto rischio essendo costretti, a causa del loro lavoro, ad incontrare moltissime persone e probabilmente anche positivi asintomatici, anche se con la variante inglese essere asintomatici è quasi impossibile. I dipendenti dei supermercati li ringraziamo noi, sperando che vengono messi presto in lista per i vaccini.