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Vertenza Atm, i sindacati: un evidente gesto di responsabilità ma a senso unico


I sindacati accolgono gli inviti della Commissione di Garanzia sugli scioperi e della Prefettura e riducono la protesta di lunedì da 24 a 4 ore. Mezzi fermi dalle 9.00 alle 13.00.


Una vertenza infinita che forse avrà stancato anche gli stessi organi di informazione che ormai da vent’anni ricevono e pubblicano comunicati stampa e notizie ripetitive concernenti un’azienda di trasporto locale che pur ricevendo costantemente contributi pubblici dalla Regione pur non avendo mai vinto una gara, continua ininterrottamente a vessare i propri dipendenti, costringendoli ad adire a costose via legali (oltre 400 euro per ogni decreto ingiuntivo) per ricevere regolarmente uno stipendio peraltro tra i più bassi d’Italia.

QUELLE NOTIZIE IN CICLOSTILE E QUEL FINTO BALLETTO DI ACCUSE RECIPROCHE - E da vent’anni assistiamo, indipendentemente da chi ha governato il Molise, a questo finto balletto di accuse reciproche tra l’azienda ATM e la Regione e che, non a caso, non ha prodotto alcun risultato nonostante le tante e costanti denunce , mobilitazioni e scioperi indetti dalle organizzazioni sindacali che pur tuttavia, non hanno alcuna intenzione di demordere. 

LO SCIOPERO IN ATM RIDOTTO A 4 ORE - E infatti per domani è in programma una nuova azione di sciopero indetta inizialmente per la durata di 24 ore e che le Organizzazioni Sindacali hanno deciso responsabilmente di ridurre a 4 ore (dalle 9.00 alle 13.00), accogliendo un esplicito invito ricevuto dalla Commissione di garanzia nazionale per gli scioperi e dalla Prefettura di Campobasso, al fine di limitare, in questa fase emergenziale pandemica, i disagi all’utenza, ma anche per evitare un aggravio di lavoro alle Istituzioni coinvolte nell'attività di prevenzione e contenimento della diffusione del virus. Una decisione che è maturata anche in relazione del fatto che in Molise è stata istituita dallo scorso 1° marzo la « zona rossa » e che per il prossimo 26 marzo 2021, è prevista una ulteriore azione di sciopero di 24 ore questa volta indetta dai Sindacati nazionali di categoria a sostegno del rinnovo del contratto di lavoro scaduto nel 2017.

QUELLA RESPONSABILITA’ CHIESTA A SENSO UNICO MENTRE GLI STIPENDI NON SI PAGANO - Duole dover constatare come a fronte di un chiaro gesto di responsabilità sindacale nel ridurre l’azione di sciopero, scaturito peraltro da un invito (e non da un obbligo perentorio) che la Commissione di garanzia per l’esercizio del diritto di sciopero ha indirizzato anche alla stessa Atm Spa e alla Prefettura di Campobasso, auspicando il riavvio del dialogo tra le parti, lo stato vertenziale in realtà non mostra alcun passo in avanti.
In sostanza il gesto di responsabilità chiesto dalle istituzioni è a SENSO UNICO e attiene solo il lato sindacale e dei lavoratori

ATM INDIFFERENTE ALLE INCONSISTENTI E INEFFICACI MINACCE DELLA REGIONE - I dipendenti ATM infatti continuano a non percepire gli stipendi,  nonostante le costanti e mensili segnalazioni di inadempienze aziendali indirizzate via pec al Presidente della Regione Donato Toma e all’Assessore regionale ai trasporti Quintino Pallante, mettendo in evidenza ancora una volta una condizione di palese indifferenza da parte delle stesse Istituzioni che pure in contesti ufficiali, avevano esortato la società ATM “concretezza nella risoluzione delle problematiche evidenziate, prima e più urgente fra tutte quella del pagamento delle retribuzioni ai lavoratori”.

LE CONTRADDIZIONI DELLA REGIONE IN TEMPI DI COVID - Analogamente evidenziamo ulteriori contraddizioni di una Regione che mentre richiede al Governo di istituire la “zona rossa” e mentre invita la popolazione a limitare i propri spostamenti e a rispettare tutte le regole al fine di contrastare il diffondersi della pandemia da Covid-19, ignora che la quasi totalità delle aziende di trasporto pubblico locale, a partire da Atm Spa, continua a disattendere le disposizioni impartite per il settore dai DPCM e dalle Ordinanze del Presidente della Regione, a cominciare da quelle che attengono nello specifico la sospensione delle attività di bigliettazione da parte del personale di guida che peraltro non è stato inserito nemmeno tra le categorie che necessiterebbero al pari di altri settori esposti al rischio di contagio, di essere vaccinati al più presto.