Sanità, dalla procura: il centro Covid di Larino un vero lazzaretto


Di Maurizio Varriano 

Sembra una telenovela ma è la realtà. Si tratta di quanto avvenuto in questo ultimo mese riguardo alla sanità molisana. Tra rimpalli di responsabilità tra rappresentanti dello Stato e della Regione fino ad arrivare in Procura a Campobasso. Ma partiamo per tappe.


LA RELAZIONE DEGLI ISPETTORI MINISTERIALI
Gli Ispettori ministeriali dichiarano che la Sanità in Molise non ha un vero governo. Rimpalli mai visti tra chi dovrebbe sostituire lo Stato nelle decisioni, il Commissario ad Acta  e la sub, Ida Grossi, la quale dovrebbe occuparsi di ben altro oltre che di non perdere il treno delle 14,00 da Campobasso verso Roma, la Direzione Generale ASREM rappresentata dal direttore Oreste Florenzano, al direttore sanitario Maria Virginia Scafarto, la Direzione Generale della Salute Regionale in capo alla Lolita Gallo.
Un ginepraio che ha generato solo mostri e non proposte, soluzioni, dialoghi, partecipazione, condivisioni. Uno scollamento che ha manifestato sin da subito danno e beffa a spese dei cittadini molisani che nel mantenere la calma e dimostrandosi sempre e comunque, all’altezza della comprensibile manifestazione di una speranza atta alla risoluzione, ha determinato, poi, un sollevar scudi a difesa di un diritto inalienabile, primario e strettamente connesso alla vita : la salute.

LA STORIA DELLE NOMINE DI COMMISSARIO E SUBCOMMISSARIO

Nel ripercorrere velocemente la storia, ricordiamo che i Commissari sono stati inviati in Molise dall’allora Governo 5 stelle/lega, al fine di ripianare il deficit che da decenni attanaglia una sanità che di fatto è in capo alle Regioni grazie al titolo quinto ma è di fatto governata maldestramente dallo Stato dopo il commissariamento della Regione Molise avvenuto nel 2009. Tutto ciò porta a diventare oggetto di speculazione e determina senza mezzi termini solo disparità in termini sociali e migrazione verso la Sanità privata.
“Uno a me ed uno a te”. Sembra il titolo di un film ed invece è quanto è successo con le nomine governative di Giustini e Grossi. Uno in forza alla Lega, uno in forza ai 5 stelle. Con buona pace della democrazia e della meritocrazia urlata da ambo gli schieramenti che oggi, si allineano in una ulteriore farsa che li vede, ancora alleati in un Governo che sa di “ fruffola “ alla Ponzio Pilato.
Questo ha determinato, ed è inconfutabile, una lotta interna alla governance della Sanità Molisana che ha destabilizzato ogni funzione logica di menti più o meno eccelse, di professionisti, di umana gente che necessita solo di cure e non di beghe. Pro e contro, Ponzio Pilato, Farisei, Guerrafondai, Minatori, una generazione di assurde condizioni che hanno generato solo sdegno e dichiarata manifesta inerzia da parte di chi avrebbe dovuto essere vigile, immediato risolutore, partecipativo e mai vago.

IL RIMPALLO DELLE RESPONSABILITA’

“ Abbiate Pietà, vi dirò la verità” furono le parole di Giustini qualche giorno fa dinanzi al Consiglio Regionale. Verità? Verità di cosa?
“ Va tutto bene, è tutto sotto controllo, fisiologiche difficoltà “ le parole sino allo sfinimento del Direttore Generale, Oreste Florenzano. “No comment” è l’unica reazione composta possibile.
Gli altri non pervenuti, nel silenzio tombale più assoluto.
  • Ma di chi è la colpa dello sfacelo sanitario molisano?- E’ di Giustini? Della Grossi? Di Florenzano? Di Lolita Gallo? Della Scafarto? Davvero difficile affermarlo se non imputare le colpe a tutti loro.
E la Politica? La politica non è mai indenne da colpe. Un Consiglio Regionale fermo all’anno zero e senza prospettive risolutrici non può no aver nessuna attenuante.
Ma, andiamo avanti e focalizziamoci sugli ultimi accadimenti.

LARINO O TORRE COVID UGUALE NESSUN OSPEDALE
Il Molise è l’unica regione ad non avere in dotazione un centro Covid. Si era giunti alla soluzione Torre Covid dopo aver definitivamente, grazie a balletti indegni e di cui si narrava in precedenza, accantonato Larino Centro Covid. Anche questa, come l’appalto del servizio ambulanze che ha visto primeggiare un Centro Servizi che non ha in carico nessuna ambulanza e che si è presentato ben 23 giorni dopo aver vinto la gara senza essere cacciato a pedate e rinviato espressamente in quel di Scafati, è e sarà un’avventura, per dirla alla Lucio Battisti. Un indegno rimpallo di responsabilità che vede sempre e comunque il cittadino molisano attaccato alle braghe di un pantalone che non ha più i passanti per il sostegno della cintula.
Tanto rumore per nulla? Beh, questa volta un nugolo di persone si è unita e nel presentare esposti da centinaia di pagine distinti in più faldoni, ha chiesto l’intervento della magistratura. Una sconfitta, certamente, per la politica, per i molisani per la sanità in genere

L’AVVISO DI GARANZIA A GIUSTINI
Finalmente la verità?
Difficile dirlo. Sta di certo che il Commissario Giustini ha ricevuto un avviso di garanzia e che dovrà rispondere di accuse forti. Accuse che vanno dall’abuso d’ufficio alla omissione. Ma l’atto ci propina spunti oscuri che, non fanno ancora onore alle verità assoluta. Un avviso di garanzia dall’addebito provvisorio, è giusto precisarlo.
Da essi si legge che il progetto “ Larino Centro Covid “ proposto dal Commissario sarebbe un vero e proprio “ lazzaretto “, un lazzaretto proposto come “ Piano di riorganizzazione “ in buona parte consistente nella riproduzione testuale di una nota di intenti targata  “ Comune di Larino “. Scritti forti che tornano all’Azione Pilatesca del Commissario che demandando al Direttore Generale la responsabilità di Commissario all’emergenza, in pratica, si autoassolve da ogni responsabilità anche di tipo patrimoniale.
Una condotta che assume sembianze di un romanzo che purtroppo non termina con un lieto fine. Decisioni non decisioni, scaricabarile senza limiti di decenza, colpe non colpe. Il Commissario che fa credere, secondo la Procura, di avere la soluzione già validata dal Ministero, senza essere vero e senza le minime cautele sanitarie nel far credere nella riapertura del Vietri nella piena consapevolezza dell’impossibilità che ciò potesse accadere realmente e dando false speranze ad una popolazione, a sindaci ed all’intero Molise.


L’AVVOCATO IACOVINO: I COLPEVOLI SONO ANCHE ALTRI, NON SOLO GIUSTINI

Da più parti, si son sollevate critiche, sia sulle considerazioni della Procura, che sui tanti scaricabarile a danno dei cittadini. La politica chiede la testa del Commissario ma distinguo e perplessità sono nelle corde di chi ha voluto i Commissari, in testa i 5 stelle. Dopo l’immediata reazione dell’avvocato Iacovino: “ Non ci basta l’avviso di garanzia nei confronti di Giustini. I colpevoli sono anche altri. Ecco chi sono i veri colpevoli dello sfascio sanitario Molisano e chi non ha voluto davvero il Vietri”. Una lunga disamina dei fatti che coinvolge tutti. Politica, vertici Asrem, vertici amministrativi. “ Non permetteremo che Giustini sia il solo capro espiatorio. Sono e sarò sempre a disposizione, anche della Magistratura, se riterrà, al solo scopo di ricondurre tutto sulla strada maestra, quella della verità. Ricordo a me stesso che sin dal marzo 2020 c’è una legge che impone al Presidente della Giunta Regionale di individuare aree dedicate e non si può confondere l’emergenza con l’individuazione stessa. Giustini ha lavorato in emergenza con gravi difficoltà anche d’ascolto. Il Procuratore fa la sua dinamica solo dal mese di luglio non considerando quanto è necessario considerare sin dal febbraio. Presto una nota esplicativa dove diremo esattamente come sono andate le cose, faremo il percorso cronologico. Si parla di Lazzaretto al Vietri quando il vero Lazzaretto è il Cardarelli.Per la cronaca il Vietri è stato bocciato dal Ministero per carenze che minavano la riconversione quali la mancanza di un laboratorio analisi, per esami e terapia intensiva. Bocciato senza appello senza considerare che a priori tutti sapevano della necessità di una messa a punto che non vuol dire che la macchina, se revisionata, non avrebbe adempiuto al suo compito. Lo si poteva attrezzare e renderlo tranquillamente riconvertibile. Presto dirameremo un comunicato esaustivo, come dicevo, nell’interesse generale, anche della stessa Procura e del Generale Giustini ma soprattutto nell’interesse della verità. Non indietreggeremo, indietreggerò di un solo passo. Siamo e sono pronto ad azioni eclatanti in mancanza di risposte certe, esaustive e veritiere. Chiederemo una consulenza partecipata. La materia è troppo complessa per determinare chiarezza senza una profonda verifica, uno studio certosino degli atti, degli accadimento e di ciò che è fondamentale per arrivare alla verità assoluta : la trasparenza.
Non si può arrivare a dar per scontata la colpevolezza di Giustini dalla lettura di un atto di parte che non rappresenta neanche un atto definitivo sull’ipotesi di reato. Saremo vigili sino allo sfinimento e nel pieno rispetto dei ruoli ma, ripeto, siamo disponibili a collaborare 24 ore su 24. Il Molise, i suoi morti e la sua gente deve conoscere verità e deve essere messa nelle condizioni di non essere alla stregua di chi della materia sanità è assolutamente ignaro ed ha deciso di governarla”. Ma su questo ci torneremo e lo faremo sentendo proprio l’avvocato Vincenzo Iacovino.

L’ATTACCO DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE:  VIA GIUSTINI MA NON TOMA COMMISSARIO
Un duro attacco arriva anche dai 5 stelle che prendono le distanze da Giustini e lo vedono già tornare alla pensione. Il consigliere Nola “ Alle strumentali falsità che girano in merito al MoVimento 5 Stelle, voglio rispondere riproponendo un mio intervento in Aula del dicembre 2019, in occasione di un’audizione dei commissari della nostra sanità. Lo dissi pubblicamente e in tempi non sospetti: se avessero sbagliato sarei andato anche contro di loro. Ecco perché ritengo opportuno rinfrescare la memoria ai nostri detrattori. In merito alle indagini in corso sull’operato del commissario Giustini, restiamo in attesa dell’ufficialità da parte della Procura. Intanto ci sembrava doveroso richiederne la rimozione, insieme a tutta l’attuale struttura commissariale e a quella del direttore generale Asrem, Oreste Florenzano. A questo si aggiunge la nostra esplicita richiesta al Governo nazionale di formare una nuova governance che abbia più poteri diretti su Asrem, e battendo i pugni sul tavolo affinché sia scongiurata la possibilità di nomina di Toma commissario ad acta. Quello che conta per noi è la tutela della salute dei molisani e il progresso del Molise. Il dibattito politico deve guardare al futuro con coraggio, competenza e rispetto per i cittadini”. Dalla maggioranza di Governo e dall’altra parte dell’opposizione, ancora silenzio assoluto sulla vicenda.