Stop test sierologici al Cardarelli. Primiani: Asrem complica monitoraggio sui suoi dipendenti

«Oltre il danno la beffa, è proprio il caso di dirlo. - scrive in una nota Angelo Primiani, portavoce M5S in Consiglio regionale - Esattamente due settimane fa denunciavo l’ennesima stortura nella gestione Covid da parte di Asrem. E oggi la situazione è ulteriormente peggiorata. Ai dipendenti dell’Azienda sanitaria che ricevono il vaccino viene chiesto, prima di tornare in servizio, di effettuare un test sierologico. È una misura di monitoraggio fondamentale per capire se, dopo l’inoculazione dei sieri anti-Covid, medici e sanitari abbiano effettivamente sviluppato gli anticorpi.
L’anomalia che ho denunciato stava nel fatto che Asrem chiedeva ai suoi stessi dipendenti di pagare quei test. Un paradosso che non è stato risolto, ma acuito. - continua Primiani - Mi aspettavo, sinceramente, che i vertici Asrem ponessero rimedio a questa decisione imbarazzante. Invece, sfogliando i giornali, mi sono accorto che da qualche giorno al Cardarelli non si effettuano più test sierologici. Nonostante siano fondamentali in questa fase, per testare proprio l’efficacia dei vaccini. I
l caso riportato dalla stampa riguarda una povera anziana, che è stata rispedita a casa senza test né spiegazioni, nonostante le difficoltà per arrivare in ospedale (con tanto di carrozzella). Mentre approfondivo la notizia, ecco arrivare puntualmente le segnalazioni da parte del personale Asrem: ‘Se prima dovevamo pagare 25 euro per i test in azienda – mi dicono - ora ci invitano a farli al Gemelli, dove costano 50 euro’. Ecco la beffa. Sia chiaro, non sto parlando di norme di legge violate, ma è questione di buonsenso. E mi pare che in Asrem non ne abbiano avuto. Anzi, pare proprio che, non avendo intenzione di somministrare gratuitamente i test ai dipendenti, per evitare polemiche abbiano preferito sopprimere il servizio. Se così fosse, sarebbe gravissimo.
Allora, per fare luce sulla vicenda e capire le reali motivazioni della decisione, ho depositato una interrogazione in Consiglio regionale. Non vorrei che i riflettori accesi sul Molise stiano annebbiando la vista a chi deve occuparsi della salute dei cittadini.» - conclude il Consigliere pentastellato.