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Molise terapie intensive al 67%, Occhionero: subito il fondo di solidarietà per il piano vaccinale

In Molise la percentuale dei posti letto occupati da pazienti Covid-19 in terapia intensiva, rispetto al totale di quelli disponibili, è pari al 67%. È quanto emerge dall'elaborazione dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas), sulla base della rilevazione giornaliera (9 marzo) del ministero della Salute.

La percentuale nazionale è 31%. Nell'area 'non critica' la percentuale dei posti letto occupati è 45%, 35% quella nazionale. In base al report diffuso ieri sera dall'Azienda sanitaria regionale (Asrem), i pazienti ricoverati nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale Cardarelli di Campobasso sono 13, 7 quelli al Neuromed di Pozzilli (Isernia) e 4 al Gemelli Molise di Campobasso.

"In questo momento il Molise sta pagando il tributo più alto all’emergenza covid: da settimane siamo la regione più colpita, con il più alto tasso di terapie intensive occupate, addirittura il 67%, oltre il doppio della media nazionale e della soglia critica consentita che dovrebbe arrivare al 30%."
Lo ha dichiarato l'onorevole Giuseppina Occhionero che aggiunge: "Per questo chiedo al ministro della Salute Speranza di attivare subito il fondo di solidarietà per la campagna vaccinale, che ha annunciato nei giorni scorsi nell’incontro con le Regioni, e far arrivare al più presto dosi aggiuntive per vaccinare al più presto tutti i molisani. Il Governo ha detto di voler accantonare l'1-2% da ciascuna consegna per la creazione di riserve da utilizzare con strategia reattiva nelle zone in cui il virus si
propaga con maggiore forza e rapidità, anche a causa delle varianti. E’ proprio il caso del Molise.
Alla luce della bassa densità abitativa del nostro territorio e del numero relativamente basso di cittadini da immunizzare, credo che sia assolutamente possibile pensare ad un’accelerazione, anche perché le strutture sanitarie hanno dimostrato carenze molto gravi, tanto da dover ricorrere all’Esercito e al trasporto dei pazienti in altre regioni attraverso la Cross della Protezione civile".